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Piano oncologico nazionale, Adamo: “Emendamento rimandato al 2023”

martedì 27 Dicembre - 2022 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, News ed eventi

Nonostante l’emergenza oncologica in atto, il governo nazionale non è riuscito a trovare i primi 10 milioni da investire nel nuovo Pon, Piano oncologico nazionale 2023-2024.

L’emendamento, proposto dal ministro della Salute Orazio Schillaci, dopo l’approvazione alla Camera non compare tra quelli approvati al Senato.

“In questo momento ci sono delle emergenze in ambito sanitario che hanno la precedenza. I 20 milioni per il Piano oncologico nazionale non sono saltati ma verranno presi in considerazione nel 2023”.

A rassicurare è il professore Vincenzo Adamo, Coordinatore della REOS – Referente Regionale Molecolar Tumor Board, Prof. Ordinario Oncologia medica presso l’Università di Messina, confrontatosi con fonti politiche nazionali attendibili.

“Certamente sarebbe stato auspicabile che venisse chiuso tutto in questa Manovra in modo da chiudere in maniera positiva questo capitolo – prosegue -. Il fondo è fondamentale per la continuità del Pon, piano importante vista la malattia, ormai, sociale”

“Siamo fiduciosi che sarà uno dei primi interventi approvato nel 2023”, conclude.

IL PIANO

Il Pon, per contrastare l’incidenza e la mortalità dei tumori in Italia, era stato ideato nel 2010 dal Ministero della Salute, all’epoca guidato da Ferruccio Fazio (Forza Italia), e consisteva in una serie di indagini e interventi che la sanità pubblica si pone come obiettivo per “affrontare tutti i problemi connessi all’oncologia, dalla prevenzione alla cure palliative”. 

Dopo anni di mancati aggiornamenti, alla Conferenza Stato-Regioni di giugno era stato approvato il nuovo Piano nazionale oncologico 2022-2027. Piano coordinato con quello europeo che si basa su dieci iniziative negli ambiti della prevenzione, diagnosi, terapie e qualità della vita, mirato a sostenere “l’attività svolta dagli Stati membri per prevenire il cancro e garantire un’elevata qualità della vita ai pazienti oncologici, ai sopravvissuti, ai loro familiari e a chi li assiste”.

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