La Repubblica Democratica del Congo ha iniziato a vaccinare contro l’Ebola Bundibugyo mentre l’epidemia continua a crescere. Il ministro della Salute Samuel Roger Kamba ha lanciato il 27 agosto a Kisangani, nella provincia di Tshopo, la campagna con Ervebo, il vaccino sviluppato contro Ebola Zaire sul quale gli scienziati stanno ancora studiando la possibile protezione crociata contro Bundibugyo.
Il Paese ha già ricevuto oltre 50.000 dosi. La strategia parte dagli operatori sanitari e dal personale impegnato in prima linea e punta successivamente a raggiungere le persone entrate in contatto con i malati. Le autorità concentreranno inizialmente le somministrazioni nelle province che circondano l’Ituri, epicentro dell’epidemia.
Anche in Kisangani sono arrivate 2.000 dosi, mentre altre 5.000 sono state inviate a Buta, nel Bas-Uélé. Una parte delle dosi disponibili servirà inoltre alla sperimentazione clinica che dovrà stabilire quanto Ervebo riesca effettivamente a proteggere dall’infezione causata da Bundibugyo virus.
Ervebo, infatti, è autorizzato contro Ebola virus della specie Zaire e non contro Bundibugyo. Le evidenze disponibili hanno indicato una possibile protezione crociata, ma gli studi devono ancora determinarne con precisione l’efficacia nell’uomo contro il virus responsabile dell’attuale epidemia.
“Abbiamo deciso di utilizzare Ervebo per proteggere innanzitutto coloro che sono in prima linea, quindi i nostri operatori sanitari, e successivamente le persone che sono state in contatto con i malati”, ha spiegato Kamba durante il lancio della campagna.
I dati dell’epidemia
L’avvio delle vaccinazioni arriva mentre la Repubblica Democratica del Congo continua a registrare nuovi contagi e decessi. Il bilancio è salito a 5.794 casi confermati e 2.786 morti, con 81 casi e 42 decessi in più rispetto ai dati del 25 agosto. L’Ituri resta l’epicentro, ma il virus continua ad avanzare anche in altre aree del Paese. L’OMS aveva già descritto l’epidemia come la più rapida mai registrata nella Repubblica Democratica del Congo. Nei primi tre mesi le autorità hanno rilevato in media circa 90 casi confermati al giorno, un ritmo superiore a quello osservato nello stesso periodo delle grandi epidemie dell’Africa occidentale del 2014-2016 e della RDC del 2018-2020.
La mortalità resta uno degli aspetti più critici. L’OMS ha segnalato che circa il 60% dei 260 decessi settimanali registrati nelle sei settimane prese in esame era avvenuto fuori dai centri di trattamento Ebola. Un dato che indica le difficoltà ancora presenti nell’identificazione precoce dei malati, nell’accesso alle cure e nel trasferimento tempestivo verso le strutture dedicate.
L’epidemia continua inoltre ad allargarsi sul territorio. Le zone sanitarie coinvolte sono salite a 60, dopo la comparsa di casi anche a Biena e Manguredjipa, nel Nord Kivu. Il precedente Situation Report dell’OMS, con dati al 23 agosto, ne contava 57 in sei province e segnalava già una trasmissione persistente negli hotspot dell’Ituri e un’intensificazione nel Nord Kivu e nell’Haut-Uélé.
In Uganda
La situazione segue invece una direzione opposta oltre il confine. Il 27 agosto OMS e Africa CDC hanno dichiarato conclusa l’epidemia di Ebola Bundibugyo in Uganda dopo 42 giorni consecutivi senza nuovi casi confermati dall’uscita dall’ospedale, il 16 luglio, dell’ultimo paziente importato.
L’Uganda ha registrato complessivamente 20 casi confermati e due decessi. Quindici infezioni erano state importate dalla Repubblica Democratica del Congo, mentre cinque persone avevano contratto il virus localmente tra contatti e operatori sanitari collegati ai casi importati. Diciotto pazienti sono guariti e le autorità hanno identificato e seguito oltre 800 contatti.
La fine dell’epidemia ugandese non elimina però il rischio di nuove importazioni. Gli intensi movimenti della popolazione e gli scambi attraverso il confine mantengono esposti i Paesi vicini finché la trasmissione prosegue nella Repubblica Democratica del Congo.
Pertanto il direttore generale di Africa CDC Jean Kaseya ha sottolineato che ora: “Dobbiamo proteggere questo risultato mentre acceleriamo la risposta nella RDC. Saremo al sicuro soltanto quando la trasmissione sarà fermata ovunque”.
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