“Dobbiamo agire affinché la gente si vaccini, perché l’ostinazione di qualcuno a pensare di non vaccinarsi non riguarda soltanto la persona che compie questa scelta, ma un’intera comunità. Abbiamo il dovere di intervenire affinché ci sia la massima copertura e, come istituzione, metteremo in campo tutto quello che è nelle nostre possibilità per raggiungere questo obiettivo“.
A dichiararlo è l’assessore regionale della Salute Marcello Caruso, dopo il nuovo confronto tenutosi oggi, 24 agosto, con i soggetti coinvolti nella gestione del caso di sospetta difterite emerso a Palermo dopo la morte della piccola Anna Rosa Bartolotta, 4 anni. Nelle stesse ore Caruso ha firmato il decreto che istituisce una task force regionale sulle vaccinazioni pediatriche e sul monitoraggio del sospetto cluster.
“Con l’Asp stiamo monitorando attentamente la situazione. Innanzitutto stiamo cercando di individuare quello che possiamo definire il paziente zero, quindi la persona dalla quale può essere partito questo problema. Stiamo controllando tutta la comunità che ruotava intorno alla famiglia colpita da questa grande disgrazia. Abbiamo esteso l’indagine anche agli ambienti e al territorio che frequentava, per verificare la presenza di eventuali altri casi”, ha spiegato Caruso.
“I dieci soggetti risultati positivi fortunatamente erano vaccinati e non hanno avuto una recrudescenza dal punto di vista sanitario. Il monitoraggio continua perché dobbiamo scongiurare la possibilità che il cerchio possa allargarsi. Abbiamo chiesto la collaborazione anche delle persone già individuate, invitandole a diminuire il più possibile i contatti in questa fase, proprio per ridurre ogni possibile rischio di ulteriore diffusione”, ha aggiunto l’assessore.
Intanto Caruso ha firmato questo pomeriggio il decreto che istituisce una task force regionale dedicata alle vaccinazioni pediatriche e al monitoraggio del sospetto cluster di difterite. Il gruppo dovrà seguire l’evoluzione epidemiologica e proporre interventi straordinari per limitare l’eventuale circolazione del batterio. Inoltre, dovrà individuare iniziative per aumentare le coperture delle vaccinazioni obbligatorie e di quelle previste dal Piano vaccinale regionale. Il decreto concentra una parte degli interventi sui bambini tra zero e 24 mesi. L’attenzione riguarderà anche il primo richiamo previsto tra i 5 e i 6 anni, in prossimità dell’accesso alla scuola primaria. La task force si occuperà inoltre delle coperture contro il morbillo, dopo l’aumento della circolazione del virus segnalato dall’Istituto superiore di sanità e dai bollettini epidemiologici nazionali.
La task force, presieduta dal dirigente generale del Dasoe e responsabile unico dell’assistenza sanitaria regionale Giacomo Scalzo, è composta da Giovanni Corsello, direttore della Clinica pediatrica dell’Ospedale dei Bambini e professore ordinario di Pediatria all’Università di Palermo; Antonio Cascio, direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico e professore ordinario di Malattie infettive; Walter Mazzucco, professore ordinario di Igiene e Medicina preventiva; Salvatore Amato, presidente dell’Ordine dei medici di Palermo; Milena Lo Giudice, pediatra esperta in vaccinazioni e consulente del Dasoe; Salvatore Sammarco, esperto in Epidemiologia e Igiene pubblica e consulente del Dasoe; Alberto Firenze, direttore generale dell’Asp di Palermo. Le funzioni di segreteria sono affidate a Vincenza Piazza, del Servizio 4 del Dipartimento.
L’attenzione della Regione si concentra adesso anche sulla riapertura delle scuole. L’anti-difterica rientra tra le vaccinazioni obbligatorie previste per i minori da zero a sedici anni dal decreto legge 73 del 2017, convertito nella legge 119 dello stesso anno. La normativa distingue però tra le fasce scolastiche. Per i bambini fino a sei anni, nei servizi educativi per l’infanzia e nelle scuole dell’infanzia, il rispetto degli obblighi vaccinali costituisce requisito per l’ammissione. Dai sei anni in poi, invece, la mancata vaccinazione non impedisce la frequenza scolastica. L’Asp dovrebbe convocare i genitori, i tutori o gli affidatari per fornire ulteriori informazioni e sollecitare la vaccinazione. Se l’obbligo continua a non essere rispettato, la legge prevede una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro.
“Stiamo interloquendo con le autorità competenti, quindi con le Asp, e anche con l’Ufficio scolastico regionale. L’obiettivo è capire come intervenire prima dell’inizio dell’anno scolastico. Esiste un obbligo vaccinale. Tuttavia, dobbiamo verificare quali limiti preveda la normativa rispetto alla frequenza scolastica quando manca la certificazione”, ha chiarito.
“La questione riguarda anche due interessi tutelati dalla Costituzione. Da una parte c’è il diritto alla salute previsto dall’articolo 32. Dall’altra c’è il diritto all’istruzione richiamato dall’articolo 34. Dobbiamo quindi garantire ciò che prevede il nostro ordinamento. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere rigorosi nella tutela della salute della comunità. Su questo non possiamo arretrare“, ha osservato.
La nuova task force avrà anche il compito di rafforzare il raccordo tra Asp, pediatri di libera scelta, medici di medicina generale e università. La Regione punta così a recuperare le coperture vaccinali pediatriche e ad affiancare agli interventi sanitari una campagna di informazione rivolta soprattutto alle famiglie.
“Mercoledì incontreremo i pediatri per rafforzare ulteriormente la collaborazione. La task force dovrà favorire il raccordo tra Asp, pediatri, medici di medicina generale e università. Solo lavorando insieme possiamo migliorare le coperture vaccinali, che dopo il Covid hanno registrato una significativa flessione. Inoltre, porteremo avanti una campagna di promozione e comunicazione rivolta soprattutto ai genitori. La loro collaborazione è fondamentale”, ha concluso Caruso.








