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Caso Iacolino, i legali: “Gogna mediatica e costruzione accusatoria smentita dagli atti”

mercoledì 25 Marzo - 2026 | di Redazione | Categorie: News ed eventi

“La gogna mediatica alla quale viene continuamente sottoposto il nostro assistito, con ricostruzioni frammentarie e incomplete, dopo 37 anni e mezzo di una onesta, diligente e prestigiosa storia personale nella Pubblica Amministrazione, sembra orientata ad una inaccettabile anticipata condanna dell’uomo e del professionista, che difenderà la propria onorabilità e quella della propria famiglia, con ogni mezzo consentito dall’ordinamento, nelle sedi opportune”.

Lo dicono gli avvocati Giuseppe Di Peri e Arnaldo Faro, legali dell’ex manager del policlinico di Messina Salvatore Iacolino, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Secondo la procura avrebbe sponsorizzato il mafioso Carmelo Vetro e la sua attività d’impresa introducendolo in ambienti politici e della regione. In cambio avrebbe ricevuto finanziamenti per le campagne elettorali proprie e del deputato di Fi Edy Tamajo.

“Stiamo svolgendo ogni attività utile ad accertare e dimostrare la totale estraneità di Salvatore Iacolino rispetto alle infamanti ed ingiuste contestazioni che gli sono state formulate – aggiungono – Si rileva, tuttavia, che gli atti processuali, depositati ieri, con particolare riferimento alle informative della Dia e dei relativi allegati, fanno emergere elementi sicuramente a favore del nostro assistito ed assolutamente distonici rispetto alla costruzione accusatoria”.

“Tutto ciò a dimostrazione dell’assenza di qualsiasi patto corruttivo o datio di denaro, consegnata o ricevuta dall’ex dirigente generale. Detti elementi, infatti, non vengono in alcun modo evidenziati dai media”.

“I presunti finanziamenti che sarebbero stati dati da Vetro per le campagne elettorali, costituiscono pura millanteria, come sarà dimostrato”, concludono aggiungendo che Iacolino non ha mai vissuto a Favara e, quindi, “non è affatto compaesano del signor Vetro, di cui ignorava, del tutto, i precedenti giudiziari”

I legali si riferiscono in particolare a un passaggio dell’informativa della Dia in cui il mafioso Carmelo Vetro ” si poneva – scrivono gli investigatori – quale intermediario tra Iacolino e l’imprenditore messinese Giovanni Aveni facendo intendere che quest’ultimo sarebbe stato disposto a elargire denaro in favore del manager e ricevendo il rigetto categorico da parte dello stesso”.

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