Da Palermo prende il via oggi il “Corso di formazione di base in Health Technology Assessment (HTA) per lo sviluppo delle competenze tecniche-professionali del personale del sistema sanitario”, promosso nell’ambito del Programma nazionale HTA dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e realizzato in Sicilia attraverso la collaborazione tra Regione Siciliana e Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo.
Il percorso coinvolgerà complessivamente 184 professionisti del Servizio sanitario regionale (SSR) e prevede tre le edizioni territoriali. La prima si apre oggi a Palermo, nella sede dell’Ordine dei Medici. Il 19 ottobre inizierà quella di Messina, ospitata dall’Ordine dei Medici della città, mentre il polo di Catania avvierà le attività il 28 ottobre ad Acireale, nell’Aula magna del presidio ospedaliero. Ogni edizione avrà una durata complessiva di 24 ore.
La formazione toccherà le diverse dimensioni della valutazione delle tecnologie sanitarie e arriverà fino alle applicazioni più recenti. Tra gli argomenti figurano intelligenza artificiale, telemedicina e terapie digitali, insieme all’analisi delle evidenze scientifiche, agli aspetti economici e organizzativi e alla programmazione degli acquisti.
La formazione
“La formazione sull’HTA rappresenta un passaggio importante perché rafforza competenze che incidono direttamente sulla qualità delle decisioni nel Servizio sanitario regionale. La Regione punta a mettere i professionisti nelle condizioni di valutare in modo più strutturato l’introduzione delle tecnologie. Senza fermarsi alla novità dello strumento o al costo iniziale. Occorre considerare insieme efficacia, sicurezza, sostenibilità, organizzazione e benefici per i pazienti. In questo processo assume un ruolo importante anche la gestione del rischio clinico.Perché una nuova tecnologia può modificare procedure, organizzazione e responsabilità professionali e avere ricadute sulla sicurezza delle cure”, ha dichiarato Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dipartimento Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico dell’Assessorato regionale della Salute.
“È importante che i professionisti che si occupano di rischio clinico nelle aziende amplino le proprie competenze e partecipino alla valutazione multidisciplinare delle tecnologie. I tre poli di Palermo, Catania e Messina ci permettono inoltre di diffondere un metodo comune e costruire competenze omogenee nelle diverse realtà del territorio. Non dobbiamo dimenticare che sono gli ammalati a dare senso e dignità al nostro lavoro e che ogni scelta deve partire dalla responsabilità che abbiamo nei loro confronti”, ha aggiunto.
“La sanità sta attraversando una trasformazione profonda e l’innovazione tecnologica corre molto più velocemente rispetto al passato. Per questo la formazione deve accompagnare il cambiamento e mettere i professionisti nelle condizioni di affrontarlo con competenze adeguate. Gli Ordini hanno un ruolo importante in questo processo, creando occasioni di confronto tra professionisti, istituzioni e mondo sanitario e contribuendo alla diffusione di una cultura comune dell’innovazione. Questo percorso rappresenta anche un’occasione per rafforzare lo scambio di competenze e di esperienze con le realtà del Mediterraneo. La Sicilia, per posizione geografica, storia e vocazione sanitaria, rappresenta un punto di incontro tra sistemi, professionisti e bisogni di salute differenti”, ha sottolineato Toti Amato, presidente dell’Omceo.
Dalla teoria alle decisioni
“L’Health Technology Assessment offre un metodo per affrontare una domanda che oggi riguarda tutte le organizzazioni sanitarie, capire quando una nuova tecnologia rappresenta realmente un’innovazione e quando invece il suo utilizzo non produce un valore proporzionato alle risorse impiegate. Il corso accompagna i professionisti dalla conoscenza delle regole del sistema fino alla valutazione concreta delle tecnologie. Affronta efficacia e sicurezza, ma anche organizzazione, sostenibilità economica e impatto sui percorsi assistenziali. L’obiettivo è fornire strumenti che aiutino chi opera nel Servizio sanitario regionale a leggere le evidenze, confrontare le alternative e assumere decisioni sempre più motivate e coerenti con i bisogni del sistema”, spiega Fabrizio De Nicola, già direttore generale di aziende del Servizio sanitario nazionale e responsabile scientifico del corso.

“È un percorso di grande interesse ed è importante che l’Ordine dei Medici abbia scelto di investire su una formazione oggi particolarmente attuale. L’Health Technology Assessment assume un peso crescente soprattutto quando si affrontano tecnologie complesse e ad alto costo. Dalla robotica all’intelligenza artificiale, fino alla telemedicina e alle terapie digitali. Nel caso della robotica, ad esempio, non basta disporre dell’apparecchiatura. Ma servono multidisciplinarietà, professionalità adeguate e una programmazione che tenga conto dei volumi di attività e degli esiti. Lo stesso metodo di valutazione diventa fondamentale di fronte alle nuove tecnologie, per comprenderne indicazioni, modalità di utilizzo e reale impatto sull’assistenza. In Sicilia questa formazione può contribuire anche a rendere più uniforme l’approccio dei professionisti, in coerenza con le linee della Regione”, ha evidenziato Francesco Enrichens, esperto Agenas.
Dentro le aziende
“L’Health Technology Assessment può aiutare le aziende sanitarie a rendere più strutturate e consapevoli le decisioni legate all’innovazione. Soprattutto quando queste incidono sull’organizzazione dei servizi e sui percorsi assistenziali. Il punto non è soltanto introdurre nuove tecnologie, ma disporre di strumenti che consentano di valutarne l’impatto reale nel contesto in cui verranno utilizzate. È qui che entra in gioco l’Hospital Based HTA, che porta la valutazione direttamente dentro l’azienda attraverso report dedicati e strumenti come il mini-HTA. Questo approccio permette di leggere insieme aspetti clinici, organizzativi e gestionali. Di individuare eventuali criticità e di supportare decisioni più coerenti con i bisogni del territorio e con gli obiettivi dell’azienda. Una metodologia particolarmente importante per l’Asp di Palermo, che opera su un territorio molto articolato, comprendendo anche le isole minori e realtà con caratteristiche assistenziali differenti”, ha illustrato Alberto Firenze, direttore generale dell’Asp di Palermo e docente del corso.
“In un territorio ampio e articolato come quello catanese, l’HTA può essere uno strumento importante anche per ridurre le differenze nell’accesso alle prestazioni. Non tutte le aree hanno gli stessi bisogni né le stesse caratteristiche e questo richiede scelte capaci di tenere conto della rete assistenziale nel suo insieme. Disporre di criteri condivisi aiuta a indirizzare le tecnologie dove possono produrre il maggiore beneficio e a garantire ai cittadini opportunità di cura più omogenee. Ringrazio la Regione Siciliana e l’Ordine dei Medici per l’attenzione dedicata a un percorso che coinvolge direttamente i professionisti e le aziende del territorio”, ha detto Giuseppe Laganga Senzio, direttore generale dell’Asp di Catania.
“L’HTA accompagna anche il ciclo di vita delle tecnologie. Per un’azienda significa verificare nel tempo se una dotazione continua a essere adeguata, se necessita di un aggiornamento o se è arrivato il momento di sostituirla. Questo consente di non fermarsi al momento dell’acquisto e di mantenere il patrimonio tecnologico al passo con l’evoluzione della pratica clinica e dei servizi”, ha concluso Giuseppe Cuccì, direttore generale dell’Asp di Messina.









