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Più Sanità nella legge di bilancio: prevenzione, personale e tariffe al centro

lunedì 20 Ottobre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, News ed eventi

La manovra approvata dal Consiglio dei Ministri dedica al capitolo Sanità un aumento complessivo di oltre 6 miliardi di euro nel 2026, con risorse che continueranno a crescere fino al 2028. Non si tratta soltanto di un incremento dei fondi: il provvedimento introduce vincoli di spesa più stringenti, nuovi standard per prevenzione e farmaci e misure mirate a ridurre le liste d’attesa e a trattenere il personale sanitario nei reparti più sotto pressione.

Rifinanziamento del SSN e priorità nazionali

Il finanziamento del fabbisogno sanitario nazionale standard cresce di 2,4 miliardi nel 2026 e 2,65 miliardi a partire dal 2027. Una quota fissa (100 milioni annui) è destinata ad Alzheimer e demenze. È previsto anche un rafforzamento del monitoraggio dell’uso delle risorse vincolate, con un decreto Salute-MEF (intesa in Conferenza) entro 31 marzo 2026 per semplificare i riparti e verificare gli impieghi regionali.

Prevenzione

Dal 2026 arrivano 238 milioni annui per la prevenzione collettiva: si allargano gli screening mammografici (45-49 e 70-74 anni), quelli per colon-retto (70-74 anni) e si finanzia la prosecuzione della Rete italiana screening polmonare (RISP) per tumore del polmone. In più 1 milione annuo è vincolato a campagne di comunicazione sulla prevenzione. Per il solo 2026 c’è un rafforzamento extra da 247 milioni.

Salute mentale: un Piano 2025-2030 con assunzioni dedicate

È istituito il Piano nazionale di azioni per la salute mentale 2025-2030 (PANSM), finanziato con 80 milioni (2026), 85 (2027) e 90 (2028), poi 30 milioni annui dal 2029. Fino al 2028, il 30% è vincolato alle azioni di prevenzione. Nell’ambito del Piano, sono possibili assunzioni a tempo indeterminato (quota 30 milioni annui) per rafforzare i Servizi di salute mentale.

Tariffe DRG e specialistica/protesica

Le risorse per aggiornare le tariffe dei DRG per acuti salgono: 1,0 miliardo nel 2026 (650 milioni acuti, 350 post-acuzie) e 1,35 miliardi dal 2027 (1.000 acuti, 350 post-acuzie). Per le tariffe massime di specialistica ambulatoriale e protesica è vincolata una quota di 100 milioni nel 2026 e 183 milioni annui dal 2027.

Farmacia dei servizi

I servizi previsti dal d.lgs. 153/2009 entrano stabilmente nel SSN: viene riconosciuto il ruolo delle farmacie come strutture eroganti sanitarie e socio-sanitarie, con 50 milioni annui dal 2026, regole su remunerazione e pagamenti regionali, e obbligo di rendicontazione annuale al Ministero.

Personale

L’allegato rafforza il pacchetto personale su tre livelli:

  • indennità SSN: i fondi salgono da 327 a 412 milioni annui dal 2026; altre voci correlate passano a 480 milioni e 208 milioni annui rispettivamente;

  • prestazioni aggiuntive per abbattere le liste d’attesa: nel 2026 le Regioni possono arrivare fino a 143,5 milioni (riparto in Allegato X), con imposta sostitutiva al 15% sui compensi erogati;

  • assunzioni: per il 2026 è autorizzato un plafond stabile di 450 milioni annui per assunzioni a tempo indeterminato (in deroga ai vincoli), con copertura mista tra incremento del FSN e risorse già stanziate.

Pronto soccorso

Per medici, infermieri, assistenti infermieri e OSS dei PS, le Regioni possono aumentare fino all’1% la componente variabile dei fondi di risultato e condizioni di lavoro, da destinare esclusivamente alla valorizzazione di questo personale. Misura sperimentale dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2029.

Cure palliative

Il fondo nazionale è incrementato di 20 milioni annui dal 2026 (e di 10 milioni nel 2025), modificando la legge 38/2010.

Politiche del farmaco

L’AIFA dovrà revisionare annualmente il Prontuario Terapeutico Nazionale entro il 30 novembre per l’anno successivo, sulla base di efficacia, sicurezza, appropriatezza e costo-beneficio; sono previste misure transitorie per garantire la continuità terapeutica ai pazienti già in trattamento.
È confermato inoltre il capitolo sulle risorse per i farmaci innovativi (con norme di riparto), nel quadro delle finalità complessive degli artt. 63-83 finanziate dall’incremento del FSN.

Dispositivi medici e acquisti da privati accreditati

Il tetto nazionale per i dispositivi medici viene rideterminato al 4,6% dal 2026.
Sul fronte degli acquisti da privati accreditati, il limite di spesa viene incrementato di 1 punto percentuale dal 2026; sono aggiornati anche i riferimenti sul rispetto degli equilibri di finanza sanitaria regionale.

Istituti zooprofilattici

Dal 2026 aumenta di 10 milioni annui la quota del FSN destinata al funzionamento degli Istituti zooprofilattici sperimentali, in risposta a costi crescenti e alle emergenze veterinarie e di sicurezza alimentare.

Digital health e interoperabilità

Nel Titolo V rientrano anche misure su piattaforme informatiche e scambio transfrontaliero di ricette, profili sanitari, referti e SDO (e-Health), per consolidare i flussi tra Regioni e con gli standard europei. Le norme rinviano a decreti attuativi e riparti in sede di FSN.

Cosa cambia davvero

Le misure sanitarie della manovra disegnano un intervento a più livelli, che intreccia risorse, personale e programmazione. Sul fronte delle liste d’attesa, la strategia punta su una combinazione di assunzioni strutturali – 450 milioni l’anno destinati a nuovi contratti a tempo indeterminato – e prestazioni aggiuntive per il recupero delle attività sospese. A ciò si aggiungono l’aggiornamento delle tariffe e un margine più ampio per l’acquisto di prestazioni dai privati accreditati, seppure entro vincoli rigorosi. L’efficacia, tuttavia, dipenderà dalla reale capacità delle Regioni di programmare, reclutare personale e monitorare i risultati.

Sul versante della Sanità territoriale, la farmacia dei servizi diventa un punto stabile di presa in carico dei cittadini, integrato nel SSN e sostenuto da risorse dedicate. Il modello punta a rafforzare la prossimità e la continuità assistenziale, ma introduce anche una rendicontazione più stringente verso il Ministero, per garantire uniformità e controllo della spesa.

Nei Pronto soccorso, la manovra interviene sulla leva motivazionale del personale, con la possibilità di aumentare fino all’1% la componente variabile dei fondi di risultato rappresenta un riconoscimento economico del lavoro ad alta pressione svolto da medici, infermieri e operatori, e mira a ridurre il turnover e trattenere professionisti in un settore sempre più in crisi.

Infine, la prevenzione e la salute mentale diventano assi portanti della programmazione pluriennale. L’estensione degli screening e il Piano nazionale 2025-2030 per la salute mentale ampliano le platee e introducono nuove assunzioni dedicate nei Dipartimenti, segnando un cambio di passo rispetto alla logica emergenziale del passato: investire prima per curare meglio e ridurre i costi sociali della cronicità.

L’impatto reale della manovra dipenderà dalla capacità di trasformare i fondi stanziati in risultati concreti sul territorio.

Dopo anni di interventi frammentati, la legge di bilancio prova a restituire alla Sanità una visione di lungo periodo, puntando su personale, prevenzione e salute mentale, ma, quanto riportato basterà per un cambio di rotta?
Per sindacati e opposizioni, le risorse vengono ancora giudicate insufficienti
per colmare le carenze strutturali del Sistema, dal sottofinanziamento cronico alla carenza di medici e infermieri.

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