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Performance e gestione sanitaria: misurare per governare in un sistema complesso CLICCA PER IL VIDEO

mercoledì 19 Novembre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

“Nel Servizio sanitario nazionale, la performance non è un adempimento formale, ma uno strumento di governo. Misurare obiettivi, risultati e impiego delle risorse significa tenere insieme qualità dell’assistenza, sostenibilità economica e responsabilità verso i cittadini e in un sistema pubblico complesso, la valutazione della performance accompagna infatti l’intero ciclo di programmazione, partendo dalle priorità sino a raggiungere il valore reale per la collettività.

“Il sistema di misurazione e valutazione della performance è lo strumento principale che utilizza la pubblica amministrazione e quindi anche l’ASP di Palermo per la costruzione del ciclo della performance, la definizione degli obiettivi, del modello di controllo e monitoraggio e quindi avere la certezza rispetto alla strategia definita, al monitoraggio e controllo delle azioni poste in essere, ai risultati raggiunti e quindi poter misurare la qualità”.

A spiegarlo è il direttore amministrativo Ignazio Del Campo, che delinea l’architettura attraverso cui l’Azienda costruisce, declina e governa gli obiettivi delle unità operative, integrando aspetti clinici, organizzativi ed economici in un’unica cornice strategica.

Il ciclo della performance

“Il sistema di misurazione e valutazione della performance suddivide la programmazione, la definizione degli obiettivi, il monitoraggio, il controllo e anche la remunerazione dei risultati raggiunti attraverso la retribuzione di risultato, la cosiddetta produttività – aggiunge –. Il processo strategico prevede di valutare le caratteristiche della struttura, raccordare gli obiettivi regionali e nazionali assegnati all’ASP di Palermo e declinarli poi nell’ambito della singola unità operativa”.

“Quello che stiamo vivendo oggi è la transcodifica degli obiettivi del NSG, il Nuovo Sistema di Garanzia, in tutte le unità operative complesse che erogano i livelli essenziali di assistenza. Abbiamo obiettivi specifici per la prevenzione, l’area distrettuale e quella ospedaliera, che insieme all’equilibrio di bilancio rappresentano le leve per uscire dal piano di rientro – prosegue –. Un obiettivo qualitativo o di esito non può prescindere da un uso efficace delle risorse. Nella scheda obiettivi figurano ogni anno obiettivi di esito, qualitativi ed economici, legati alla capacità di raggiungere un livello di prestazioni con risorse congrue. La sostenibilità economica deriva dalla sommatoria delle risorse assegnate alle singole unità operative”.

Programmazione economica, liste d’attesa e personale

Quando si negoziano e si assegnano gli obiettivi alle unità operative, è indispensabile indicare anche le risorse con cui raggiungerli. Diversamente il processo cade ed è irragionevole fissare un obiettivo senza risorse adeguate. La programmazione economica non è l’unica variabile, ma rappresenta la leva strategica e gestionale per conseguire gli obiettivi – evidenzia –. Nel momento in cui definisco la programmazione economica e verifico gli obiettivi da raggiungere sul piano qualitativo, quantitativo e organizzativo, il valore delle risorse assegnate è fondamentale”.

“Per ridurre le liste d’attesa, ad esempio, è necessario considerare sia le risorse umane da destinare alla singola unità operativa, sia quelle economiche che permettono l’erogazione delle prestazioni – argomenta –. Per il recupero di 500 interventi in area chirurgica, invece, le unità operative del Dipartimento devono disporre di un numero adeguato di infermieri, medici e operatori socio-sanitari, oltre a una dotazione congrua di dispositivi medici e ore di sala operatoria, elementi indispensabili per garantire l’attività chirurgica”.

Valutazione del personale, welfare e digitalizzazione

“Il benessere organizzativo verrà integrato nell’ambito del concetto di welfare integrativo aziendale. È uno dei temi che nel dialogo con le forze sindacali sarà posto proprio al fine di migliorare il rapporto tra l’azienda e il personale per ridurre la distanza o la percezione di distanza che c’è tra la componente manageriale e ogni singolo dipendente. Stiamo investendo in una nuova piattaforma sviluppata con risorse dell’ASP e i nostri programmatori stanno trasformando il sistema di misurazione e valutazione della performance nella parte delle schede individuali in un processo altamente partecipativo, totalmente digitale che permetterà già all’inizio dell’anno, subito dopo l’assegnazione degli obiettivi ai direttori di struttura complessa, la declinazione degli altri obiettivi a tutto il resto del personale”, racconta.

“La codifica della scheda di valutazione aggiornata con l’insieme dei comportamenti e delle attività che saranno oggetto di valutazione renderà il sistema di valutazione chiaro già dall’inizio e quindi permetterà al singolo dipendente di rendersi conto di quali saranno gli ambiti e i comportamenti per cui sarà valutato – sottolinea -. Già nell’anno 2024, in sede di definizione dei fondi definitivi, l’ASP di Palermo ha effettuato ogni operazione utile alla corretta quantificazione dei fondi e anche all’incremento degli stessi, proprio per garantire la più ampia capacità di valorizzare le risorse umane che lavorano in ASP, anche attraverso la retribuzione di risultato”.

Una sola logica

“Il dato clinico, amministrativo e gestionale rappresentano tre livelli di analisi dello stesso fenomeno e non vanno mai contrapposti. Chi lavora in un’Azienda sanitaria ha un dovere di servizio: erogare salute. E il dato è lo strumento che consente di farlo in modo equo e sostenibile. Nessuna norma, se applicata con intelligenza, è in contrasto con l’articolo 32 della Costituzione. Noi siamo qui per erogare salute. E allora chi governa deve fare in modo che l’evidenza clinica non entri in contrasto con l’evidenza amministrativa. Certamente non si viola la legge sulla concorrenza per raggiungere uno specifico risultato clinico, ma si fa in modo che i risultati clinici possano essere trasferiti o trasformati in una domanda o in un processo amministrativo che permetta comunque di raggiungere quello che è il nostro fine, cioè erogare salute”, conclude.

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