E’ stato firmato ieri, 27 ottobre 2025, presso l’ARAN, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto sanità 2022-2024. L’accordo, atteso da circa 580 mila lavoratori del Servizio sanitario nazionale, tra infermieri, tecnici, amministrativi e personale sanitario non medico, rappresenta un passaggio importante per l’intero settore.
Il contratto copre il periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2024 e si applica al personale dipendente a tempo indeterminato e determinato delle Aziende sanitarie, ospedaliere e degli istituti del Servizio sanitario nazionale. La decorrenza giuridica è immediata, e le disposizioni economiche dovranno essere applicate dalle amministrazioni entro trenta giorni dalla stipula.
Con questo accordo, le parti aggiornano le declaratorie delle aree e dei profili professionali, ridefiniscono gli incrementi tabellari e le indennità, introducono nuove misure di welfare e sicurezza e potenziano i fondi dedicati alla formazione, alla premialità e alla valorizzazione del personale.
Nel dettaglio
Uno dei punti più significativi del rinnovo riguarda gli aspetti economici. Il contratto aggiorna gli stipendi tabellari con incrementi a decorrere dal 1° gennaio 2024, tenendo conto delle anticipazioni già erogate negli anni precedenti. Gli aumenti medi raggiungono 160-180 euro lordi mensili, variabili in base all’area e all’inquadramento, e concorrono al calcolo della tredicesima mensilità, della pensione e del trattamento di fine rapporto.
Accanto alla retribuzione diretta, il contratto rafforza il sistema dei fondi aziendali. Il Fondo per incarichi, progressioni economiche e indennità professionali cresce e sostiene la valorizzazione delle competenze e dei percorsi di carriera, mentre il Fondo per la premialità e le condizioni di lavoro finanzia iniziative legate al benessere organizzativo, alla produttività e al miglioramento delle condizioni operative.
Il sistema indennitario comprende diverse voci specifiche:
- l’indennità di specificità infermieristica, che riconosce la complessità e la responsabilità del lavoro assistenziale;
- l’indennità di tutela del malato e promozione della salute, dedicata alle professioni sanitarie impegnate direttamente nella cura;
- l’indennità di pronto soccorso, rivolta al personale che opera nei servizi di emergenza-urgenza e nei reparti ad alta intensità assistenziale.
Il contratto destina 175 milioni di euro all’indennità di pronto soccorso, 35 milioni alla specificità infermieristica e 15 milioni alla tutela del malato.
Gli arretrati medi per il personale raggiungono circa 1.200 euro, variabili in base all’inquadramento e alle mensilità maturate.
Infine, l’accordo aggiorna le indennità di turno, festive e notturne, con una particolare attenzione per chi lavora in pronta disponibilità o in regimi di reperibilità continuativa.
Ordinamento professionale e nuovi profili
Il nuovo ordinamento professionale introduce alcune novità di rilievo come l’istituzione del profilo di Educatore professionale socio-pedagogico, inserito nell’area dei professionisti della salute e dei funzionari, accanto a quello dell’educatore professionale socio-sanitario. Si tratta di una figura che opera nell’ambito della promozione educativa, della prevenzione e del sostegno relazionale, a testimonianza dell’evoluzione del ruolo educativo in ambito sanitario.
Viene inoltre introdotto il profilo di assistente infermiere, appartenente all’area degli assistenti del ruolo socio-sanitario, in attuazione degli accordi Stato-Regioni del 2024.
Il documento precisa che le progressioni economiche e di carriera potranno avvenire anche tramite selezioni interne, basate su esperienza, titoli, competenze acquisite e valutazioni di performance, con una quota riservata al personale già in servizio.
Relazioni sindacali e contrattazione integrativa
Il testo ridefinisce anche l’assetto delle relazioni sindacali, puntando su un modello più partecipativo e di controllo. Infatti viene istituito un Osservatorio paritetico presso l’ARAN per monitorare gli atti unilaterali delle Aziende sanitarie e promuovere il rispetto delle procedure di confronto.
A livello aziendale, il confronto e la contrattazione integrativa assumono un ruolo centrale: dovranno disciplinare le modalità di distribuzione delle risorse, la pianificazione dell’orario di lavoro, i criteri di valutazione del personale e le politiche di welfare.
È inoltre previsto l’organismo paritetico per l’innovazione, con funzioni di analisi e proposta sui temi della digitalizzazione, della gestione del rischio, della prevenzione dello stress lavoro-correlato e del miglioramento del benessere organizzativo.
Formazione
Il contratto riconosce la formazione come parte integrante della prestazione lavorativa. Le Aziende dovranno garantire percorsi formativi obbligatori e facoltativi, anche in modalità FAD, con riconoscimento del tempo dedicato come orario di servizio effettivo. L’obiettivo è assicurare l’aggiornamento costante delle competenze professionali, la sicurezza dei pazienti e la qualità dei servizi, con particolare attenzione all’adempimento degli obblighi ECM.
Welfare, sicurezza e nuove modalità di lavoro
Il contratto rafforza le misure di tutela e sicurezza del personale, confermando il diritto al patrocinio legale, esteso anche ai casi di aggressione durante il servizio, e sono introdotte disposizioni specifiche per il lavoro agile e da remoto, con garanzia del diritto alla disconnessione.
Il sistema di welfare aziendale, invece, viene ampliato, includendo iniziative a sostegno del benessere psicofisico, della conciliazione vita-lavoro e dell’assistenza familiare.
In questo ambito rientrano anche le politiche di age management, finalizzate a favorire l’invecchiamento attivo e ad adattare i carichi di lavoro in base all’età e alla condizione fisica del personale.
Durata e applicazione
Il contratto ha validità triennale e resterà in vigore fino alla stipulazione del successivo rinnovo. Le parti potranno presentare nuove piattaforme contrattuali entro sei mesi dalla scadenza.
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