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FSE 2.0, Schillaci: “Standard nazionale contro i divari regionali”

giovedì 26 Giugno - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Innovazione, Lavoro

Nel corso del question time alla Camera dei Deputati, il Ministro della Salute Orazio Schillaci ha affrontato il tema dell’adesione al Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), ribadendo che si tratta di una priorità per il governo in materia di sanità digitale ed equità nell’accesso alle cure.

“Il divario nell’adesione al fascicolo sanitario elettronico tra diverse regioni non è solo un problema tecnico, ma è una questione di equità nell’accesso alle cure”, ha esordito il Ministro, spiegando che i dati citati nell’interrogazione sono aggiornati al 31 agosto 2024 e non tengono conto del lavoro in corso per la nuova versione del FSE.

Entro il 2026

Schillaci ha illustrato infatti le caratteristiche del Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, che punta a sostituire i venti sistemi regionali attuali con uno standard nazionale, garantendo: “Diffusione, omogeneità e accessibilità su tutto il territorio”. Il piano, definito nel decreto del 30 dicembre 2024, prevede tre fasi attuative e il completamento entro il 31 marzo 2026, con alimentazione automatica dei dati entro cinque giorni dalla loro introduzione.

“Le risorse ci sono: abbiamo stanziato oltre 600 milioni di euro nel 2022, destinati non solo al potenziamento dell’infrastruttura digitale, ma anche all’incremento delle competenze digitali dei professionisti sanitari”, ha precisato il Ministro.

Formazione, informazione e coinvolgimento dei medici

Ogni regione è coinvolta nella promozione del nuovo sistema, attraverso roadshow e incontri pratici rivolti a medici, operatori e cittadini. “La tecnologia funziona solo se le persone la capiscono e la usano”, ha sottolineato Schillaci. In questo senso, sono già stati organizzati eventi nazionali con la partecipazione di amministrazioni centrali, ASL, ordini professionali e rappresentanti del settore ICT.

Centrale sarà il ruolo dei medici di medicina generale, considerati il primo punto di contatto con i cittadini: “Se un medico non usa il fascicolo sanitario elettronico, difficilmente lo farà il paziente. Per questo puntiamo alla formazione: vogliamo professionisti motivati che alimentino attivamente il sistema”.

Il Ministero ha avviato una campagna informativa nazionale per illustrare: “Tutti i vantaggi del fascicolo sanitario elettronico, i diritti in materia di protezione dei dati, la possibilità di verificare chi ha consultato il proprio fascicolo e di oscurare i documenti sensibili”

Verso un ecosistema dei dati sanitari

Nel suo intervento, Schillaci ha anche annunciato l’istituzione del cosiddetto ecosistema dei dati sanitari, previsto dal decreto del 31 dicembre 2024, che segna il passaggio da una logica di conservazione statica a un sistema dinamico di elaborazione e consultazione dei dati.

“La piena attuazione dell’architettura del fascicolo sanitario elettronico rappresenta una grande opportunità per superare finalmente i divari territoriali. Accesso veloce non è solo digitalizzazione, è democrazia sanitaria. Un cittadino di Bolzano e uno di Reggio Calabria devono avere le stesse opportunità di accesso ai propri dati sanitari”, ha affermato il Ministro, assicurando che il governo continuerà a stimolare le regioni meno avanzate con campagne di sensibilizzazione mirate.

“La sanità digitale funziona solo se diventa patrimonio condiviso di tutto il Paese”, ha concluso.

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