Il comitato dei sindaci della provincia di Siracusa, riunitosi ieri per discutere la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera predisposta dalla Regione Siciliana, ha espresso una ferma contrarietà al documento, definito “totalmente indigesto” e ritenuto inadeguato rispetto ai reali bisogni sanitari del territorio.
Il malcontento, già emerso la scorsa settimana a Palazzo Vermexio durante l’incontro con i vertici dell’Asp di Siracusa e con il direttore generale del Dasoe, Salvatore Iacolino, ha assunto adesso una forma concreta: la redazione di un documento unitario, inviato alla Regione, in cui si chiede con forza il riconoscimento del Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di secondo livello per l’ospedale del capoluogo aretuseo.
Secondo i sindaci, solo il passaggio al Dea di secondo livello può garantire un servizio sanitario all’altezza delle esigenze di Siracusa e dell’intera provincia, assicurando alta specializzazione e strutture complesse adeguate. La richiesta si fonda su un principio chiaro: servono una sanità solida e capillare, in grado di rispondere con efficacia ai bisogni di una popolazione distribuita in un’area vasta e articolata.
I primi cittadini ribadiscono inoltre la centralità delle autonomie locali nei processi di programmazione sanitaria. “Non possiamo più accettare scelte calate dall’alto – sottolineano –. È indispensabile che la Regione coinvolga i territori in ogni fase della pianificazione, per evitare disallineamenti tra la teoria e la realtà vissuta ogni giorno dai cittadini”.








