“Utilizzare le conoscenze comportamentali e culturali per combattere i principali problemi sanitari”. E’ uno degli obiettivi delle autorità sanitarie pubbliche, ma mancano sia le risorse che le capacità per sfruttare queste informazioni al meglio, secondo l’ultimo report dell’OMS/Europa.
L’Unità Behavioral and Cultural Insights (BCI), difatti, ha pubblicato un rapporto sullo stato dell’uso di questi dati nei paesi dell’Europa e dell’Asia centrale.
Il rapporto
E’ da tempo che gli esperti evidenziano che le principali sfide sanitarie sono il cancro, l’ipertensione, le lacune nella copertura vaccinale, la resistenza antimicrobica e gli impatti sulla salute dei cambiamenti climatici. Tutte patologie che hanno uno stretto collegamento con i comportamenti e gli stili di vita che l’uomo assume, al di là della predisposizione genetica.
L’assunzione di comportamenti positivi possono essere efficacemente supportati, abilitati e promossi solo attraverso un approccio strutturato e basato sull’evidenza. La risoluzione includeva un quadro d’azione con cinque ambiziosi impegni strategici per paese, ciascuno con obiettivi specifici, volti a promuovere progressi nell’adozione dei BCI:
- creare comprensione e sostegno per i BCI tra le principali parti interessate;
- condurre ricerche BCI;
- applicare BCI per migliorare i risultati delle politiche, dei servizi e della comunicazione relativi alla salute;
- impegnare risorse umane e finanziarie per BCI e garantirne la sostenibilità;
- implementare piani strategici per applicare la BCI per una salute migliore.
“I risultati mostrano che c’è ancora molto lavoro da fare per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati per il 2026”, ha affermato Katrine Bach Habersaat, consigliere regionale OMS/Europa per BCI.
I dati 2021/2022
Il rapporto, difatti, evidenzia che comunque ci sono stati dei passi avanti positivi nella ricerca BCI, con il 56% delle autorità sanitarie pubbliche che conducono studi in varie aree sanitarie. BCI ha contribuito allo sviluppo e al miglioramento delle politiche, dei servizi e della comunicazione sanitaria per tre quarti (73%) delle autorità sanitarie pubbliche, ad esempio attraverso politiche, campagne, lettere e guide basate sull’evidenza e strumenti e interventi riprogettati per i pazienti.
Pochi PHA hanno, quindi, segnalato un livello sufficiente e di progresso per garantire condizioni favorevoli per il lavoro della BCI.
Il rapporto evidenzia un sottofinanziamento, poiché, sebbene siano disponibili fondi e personale dedicati, questi non sono sufficienti per un’applicazione sistematica in diverse aree sanitarie, con il 69% delle autorità sanitarie pubbliche che segnala risorse limitate e il 31% nessuna.
L’invito
Gli esperti invitano ad adottare le azioni proposte per gli obiettivi BCI come approccio critico per la salute pubblica che necessita di essere tradotto in finanziamenti, personale e strutture sostenibili. Ciò implica anche il miglioramento delle competenze del personale e la promozione della collaborazione con le istituzioni scientifiche.
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