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Sanità e IA, a Catania il libro di Corrao sul rapporto tra medicina e decisione umana

venerdì 26 Giugno - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Articoli, News ed eventi

L’intelligenza artificiale entra sempre più nella medicina, nella ricerca, nella diagnostica e nell’organizzazione dei servizi sanitari. Non riguarda più soltanto l’innovazione tecnologica, ma il modo in cui il medico legge i dati, interpreta i segnali clinici, gestisce l’incertezza e prende decisioni davanti a pazienti sempre più complessi. È attorno a questo rapporto tra sapere medico, strumenti digitali e responsabilità umana che si svilupperà l’incontro in programma a Catania, il primo luglio alle 17.30, al Palazzo della Cultura, nella Sala Concetto Marchese, dove sarà presentato il libro di Salvatore Corrao, “Curare con ‘intelligenza’. L’intelligenza artificiale tra sapere medico e decisione umana”.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Salute e Cultura, nasce come momento di confronto pubblico su uno dei temi più delicati della sanità contemporanea. L’intelligenza artificiale può aiutare i professionisti a orientarsi tra grandi quantità di informazioni, individuare correlazioni, sostenere i percorsi diagnostici e migliorare la programmazione delle cure. Allo stesso tempo, però, impone una riflessione sul limite degli automatismi, sul ruolo del giudizio clinico e sulla necessità di mantenere al centro la relazione con il paziente.

Un confronto tra saperi

Professore Giuseppe Ettore

Il programma dell’evento conferma il taglio ampio dell’appuntamento. Dopo l’introduzione di Giuseppe Ettore, direttore del Dipartimento Materno Infantile e della UOC di Ginecologia e Ostetricia dell’Arnas Garibaldi di Catania e presidente della Fondazione Salute e Cultura, sono previsti i saluti istituzionali del sindaco di Catania Enrico Trantino, del rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, del presidente della Scuola di Medicina Giuseppe Barbagallo e dei direttori generali delle principali aziende sanitarie catanesi.

A condurre l’incontro sarà Nuccio Sciacca, direttore della UOC di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia dell’Arnas Garibaldi. La presentazione del volume sarà affidata a Giovanni Migliore, direttore generale della Direzione della Comunicazione del Ministero della Salute, a Giovanni Pioggia, bioingegnere e dirigente di ricerca del Cnr Irib di Messina, e allo stesso Corrao, professore ordinario di Medicina Interna dell’Università di Palermo e direttore del Dipartimento di Medicina Clinica e della UOC di Medicina Interna dell’Arnas Civico di Palermo.

A dialogare con l’autore saranno professionisti provenienti da diversi ambiti clinici e accademici, dalla nefrologia alle malattie infettive, dall’endocrinologia alla chirurgia, dalla medicina legale alla cardiologia. Una scelta che rafforza il senso dell’incontro: l’intelligenza artificiale non attraversa un solo settore della medicina, ma chiama in causa l’intero sistema sanitario, dalla pratica clinica quotidiana alla ricerca, dalla sicurezza delle cure alla formazione dei professionisti.

La cura resta umana

“La presentazione di questo libro a Catania non vuole essere soltanto un momento editoriale, ma un’occasione di confronto tra mondi che oggi devono parlarsi sempre di più: la clinica, la ricerca, l’università, le istituzioni e l’organizzazione sanitaria. L’intelligenza artificiale non riguarda una singola disciplina e non può essere affrontata come un tema esclusivamente tecnologico. Entra nella medicina interna, nella chirurgia, nella diagnostica, nella gestione del rischio, nella programmazione dei servizi e nel rapporto quotidiano tra medico e paziente”, spiega Corrao.

“Il senso dell’incontro è proprio questo: riportare l’intelligenza artificiale dentro il perimetro della cura. Oggi parliamo spesso di algoritmi, dati, modelli predittivi e sistemi di supporto decisionale, ma il punto non è chiedersi se la macchina possa sostituire il medico. Il punto è capire come possa aiutarlo a vedere meglio, a orientarsi nella complessità, a riconoscere segnali che rischiano di sfuggire e a gestire con maggiore consapevolezza l’incertezza che attraversa ogni decisione clinica”, prosegue.

“L’intelligenza artificiale può suggerire ipotesi, individuare correlazioni, stratificare rischi e sostenere il ragionamento clinico. Ma non conosce da sola la storia del paziente, la sua fragilità, il suo contesto familiare, la sua paura, le sue priorità. La decisione resta umana, perché richiede competenza, responsabilità, esperienza e relazione. Per questo parlo di una medicina aumentata, non automatizzata”,  aggiunge.

“A Catania discuteremo di questi temi con professionisti provenienti da ambiti diversi, perché la vera sfida non è introdurre strumenti nuovi senza una visione, ma costruire una cultura sanitaria capace di governarli. L’innovazione serve solo se migliora la qualità delle cure, riduce le disuguaglianze, rafforza la sicurezza dei pazienti e restituisce tempo e valore alla relazione clinica. L’intelligenza artificiale deve aiutare il medico a curare meglio, non a delegare il senso della cura”, conclude.

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