L’Arnas Garibaldi di Catania ha completato quattro prelievi multiorgano, tre in modalità DCD a cuore fermo e uno a cuore battente. Si tratta anche dei primi tre prelievi DCD eseguiti in Sicilia nel 2026, un dato che consolida il ruolo dell’ospedale come centro di riferimento regionale per la rete trapiantologica.
Il risultato si inserisce in un percorso già avviato e consolidato dall’Arnas nel tempo, anche alla luce di un 2025 in cui l’azienda ha realizzato quasi il 50% delle procedure DCD complessivamente effettuate, a conferma di una strategia orientata al potenziamento della medicina dei trapianti e all’adozione di tecnologie dedicate.
Tra queste rientra l’ECMO, l’ossigenazione extracorporea a membrana, impiegata per preservare la funzionalità degli organi nelle procedure di donazione a cuore fermo, che richiedono una gestione clinica particolarmente articolata. In questi contesti la rapidità di esecuzione e il coordinamento tra le diverse unità operative risultano determinanti.
Le procedure, che possono protrarsi fino a 72 ore consecutive, hanno coinvolto un’équipe multidisciplinare composta da anestesisti rianimatori, neurologi, cardiologi, radiologi, tecnici di neurofisiopatologia, perfusionisti, personale di sala operatoria, psicologi e il team regionale ISMETT. Il coordinamento è stato assicurato dal direttore del CRT Sicilia Giorgio Battaglia, dal direttore del CRTO Antonio Scafidi, dal responsabile regionale DCD Gaetano Burgio e dalla coordinatrice locale Ilenia Bonanno, insieme al Coordinamento ospedaliero di procurement.
Reni, fegato e cornee sono stati trasferiti ai centri trapianto di riferimento per l’assegnazione ai riceventi secondo le procedure previste dalla rete regionale e nazionale.
Il direttore generale dell’Arnas Garibaldi, Giuseppe Giammanco, ha ricondotto i risultati a un investimento strutturato in tecnologie e competenze professionali, sottolineando l’impegno organizzativo necessario per sostenere procedure di questa complessità. “Non sono frutto del caso, ma di un investimento strategico nelle tecnologie e nelle competenze professionali. Procedure di questo livello richiedono organizzazione, continuità e personale altamente qualificato”.
Per Giorgio Battaglia, coordinatore regionale del CRT Sicilia, la crescita della rete trapianti regionale è legata all’integrazione tra coordinamento centrale e strutture ospedaliere operative. “La solidità della rete dipende dall’integrazione tra coordinamento regionale e ospedali operativi. Il polo di Catania rappresenta uno dei nodi principali di questo sistema e contribuisce in modo significativo ai risultati complessivi”.









