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Trapiantato un cuore fermo da 20 minuti su un bambino, è la prima volta in Italia

martedì 26 Dicembre - 2023 | di Anna Boccia | Categorie: Articoli

La donazione di cuore a cuore fermo è una metodica introdotta in Italia da qualche mese che finora è stata applicata solo su pazienti adulti. All’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, questa metodica è stata applicata su un bambino di 7 anni che ha ricevuto un cuore che aveva smesso di battere da 20 minuti.

Il bambino, in prognosi riservata, soffriva di una miocardiopatia dilatativa che aveva reso necessario quest’estate il suo inserimento nella lista d’attesa per un trapianto di cuore salvavita. Il dono, arrivato nei giorni delle festività natalizie, ha avuto origine da un gesto di estrema generosità da parte di due genitori che, pur in un momento di profondo dolore, hanno acconsentito al prelievo degli organi del loro figlio deceduto.

Una volta accertata la morte, il prelievo di organi da un donatore a cuore fermo a scopo di trapianto si presenta come una procedura complessa dal punto di vista organizzativo, a partire dal sistema di emergenza sanitaria territoriale e dalle équipes di medici e operatori sanitari coinvolti nelle diverse procedure.

Per questa procedura la legge prevede, in Italia, un tempo di attesa e di osservazione prima del prelievo dell’organo di 20 minuti, contro i 5 minuti della maggior parte degli altri paesi europei.
La maggior parte di questi trapianti è prevista per organi come i reni, il fegato o i polmoni. Il trapianto di cuore è più raro, proprio perché è un organo complesso ed è uno tra i più sensibili alla mancanza di ossigeno durante il periodo di arresto della circolazione sanguigna.
 

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