La cura dei figli in Italia resta ancora una responsabilità prevalentemente materna. Il padre è presente in ambulatorio in media a 1 visita su 5 o accompagna il bambino una volta all’anno, oltre l’80% delle madri, invece, dice di occuparsene attivamente, da sole o insieme al partner.
La presenza del padre in ambulatorio può essere considerato un buon indicatore del suo interesse verso la famiglia.
Il ruolo del padre nella vita del bambino ha acquisito crescente rilevanza e la presenza aiuta a stabilire un legame solido e una base sicura per lo sviluppo. Inoltre, il papàsvolge un ruolo fondamentale nel fornire sostegno emotivo e pratico alla madre e nel prendersi cura del neonato.
In età adolescenziale, il padre può aiutare il figlio, soprattutto maschio, a gestire i cambiamenti emotivi, sociali e fisici.
Cosa può fare il pediatra per coinvolgere il padre nell’accudimento dei figli
- Accogliere il padre esprimendo l’apprezzamento di averlo presente in ambulatorio;
- coinvolgerlo chiedendogli la sua opinione;
- incoraggiarlo ad assumere degli impegni sulla cura e sulla vaccinazione;
- chiedere con tatto quale relazione è presente con la partner (se coniugato, convivente, non residente) e quali sono le sue opinioni sulle cure paterne.
- fare da mediatore quando il padre e la madre possono non essere sempre d’accordo sulle strategie educative;
- sottolineare come i bambini osservino il padre come un modello di comportamento da seguire;
- eseguire uno screening per la depressione paterna perinatale.
- informare il padre dell’importanza del suo ruolo nella famiglia, nelle attività di gioco e come esempio per l’attività fisica;
- educare il padre a supportare la partner durante l’allattamento.
- promuovere iniziative pubbliche per sostenere il coinvolgimento del padre nell’accudimento del bambino.








