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Difterite a Palermo, boom di vaccinazioni. Firenze: “L’Asp cerca il paziente zero, serve più prevenzione”

venerdì 21 Agosto - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi

A Palermo cresce la richiesta di vaccini dopo la morte della bambina di 4 anni per sospetta difterite. Tra ieri e oggi i centri vaccinali hanno registrato un aumento delle somministrazioni dell’esavalente. A confermarlo è l’Azienda sanitaria provinciale del capoluogo siciliano. Il fenomeno sarebbe particolarmente evidente anche nei quartieri più difficili della città, compreso lo Zen, dove numerose famiglie si stanno presentando ai centri per verificare o completare la copertura vaccinale dei propri figli.

Nelle scorse ore era stata ipotizzata una crescita fino al 10%, ma l’Asp precisa che il dato complessivo sarà valutabile solo dopo la raccolta delle informazioni provenienti dai diversi centri vaccinali.

L’Asp sta lavorando per ricostruire la catena dei contatti e risalire alla possibile origine del contagio. È un passaggio fondamentale per individuare eventuali altre persone esposte e interrompere la trasmissione. Eventi come questo ci ricordano quanto sia pericoloso abbassare la guardia nei confronti di malattie che molti considerano ormai appartenenti al passato”, ha affermato a SiciliaMedica.it e a ilSicilia.it il direttore generale dell’Asp Alberto Firenze.

Quando diminuisce la percezione del rischio, inevitabilmente può diminuire anche l’attenzione verso la prevenzione, ma i microrganismi continuano a circolare e possono trovare spazio soprattutto dove esistono sacche di popolazione non protetta. La vaccinazione non è soltanto una scelta individuale. Ma uno strumento di gestione del rischio collettivo, perché riduce la probabilità che un caso possa trasformarsi in una catena di trasmissione. Episodi drammatici non devono generare paura, ma rafforzare la consapevolezza dell’importanza di una protezione costruita prima che il rischio si manifesti”, ha sottolineato.

A fare il punto sulla situazione è Bruno Marsala, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp, che segue sia l’attività dei centri vaccinali sia gli accertamenti epidemiologici.

Sicuramente in questi ultimi giorni, rispetto al livello ordinario dell’attività, c’è stato un incremento importante. Abbiamo registrato un movimento rilevante soprattutto per il vaccino esavalente con componente antipolio. Abbiamo dovuto rifornire in emergenza il centro vaccinale di via Giorgio Arcoleo, dove sono stati inviati anche i contatti dell’ospedale Civico. Le scorte erano destinate alla programmazione ordinaria, ma è stato necessario un ulteriore approvvigionamento. Lo stesso movimento superiore alla normale attività è stato registrato anche nel centro vaccinale di riferimento per i cittadini dello Zen”, ha spiegato il direttore del dipartimento.

“Sul fronte dell’indagine epidemiologica, stiamo scavando per cercare di capire dove questa bambina abbia contratto il batterio. Nel suo quartiere, lo Zen, ci sono molte traversine, stradine secondarie, cortili, larghi e piccoli spazi gioco. La nostra preoccupazione è capire se possa essere entrata in contatto con altre persone in uno di questi luoghi. Stiamo incontrando difficoltà importanti nella ricostruzione dei contatti, nonostante tutto il lavoro che stiamo portando avanti. Abbiamo sentito il parroco, persone della zona e ora abbiamo intenzione anche di fare un sopralluogo sul posto”, ha aggiunto.

La difterite è causata principalmente da ceppi tossigeni di Corynebacterium diphtheriae e si trasmette soprattutto attraverso le secrezioni respiratorie e il contatto ravvicinato. Il periodo di incubazione è generalmente compreso tra 2 e 5 giorni, ma può arrivare fino a 10 giorni. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala inoltre che può verificarsi una colonizzazione asintomatica, cioè la presenza del batterio in persone senza sintomi evidenti, circostanza che può rendere più difficile stabilire con certezza l’origine del contagio.

Per questo l’indagine non si limita alla cerchia familiare, ma prende in considerazione parenti, amici, persone frequentate e operatori sanitari che possono avere avuto un contatto stretto con la bambina. Le indicazioni internazionali prevedono per i contatti stretti la valutazione dello stato vaccinale, il monitoraggio della comparsa di eventuali sintomi e, quando indicato, la profilassi antibiotica.

Profilassi per familiari e sanitari

Intanto il cuginetto di 4 anni resta ricoverato nel reparto di Malattie infettive pediatriche. Ha febbre, mal di gola e placche, ma il quadro clinico viene descritto come discreto. I medici hanno già effettuato il tampone e attendono l’esito nelle prossime 48 ore. Il bambino è vaccinato e questo, secondo i sanitari del Civico, riduce fortemente il rischio di una forma grave.

Familiari e operatori sanitari che hanno avuto contatti con la piccola hanno già seguito la profilassi antibiotica, mentre proseguono le vaccinazioni tra i parenti. L’attenzione resta alta per la possibile presenza di portatori sani. Nel caso della bambina deceduta, a causare le conseguenze più gravi sarebbero state le tossine prodotte dal batterio. 

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