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Policlinico Palermo, quota incarichi quasi esaurita. FP CGIL: “Prima i conti, poi la contrattazione”

martedì 18 Agosto - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

Al Policlinico di Palermo esplode il caso del Fondo incarichi della dirigenza medica e sanitaria. Entro luglio l’Azienda ha corrisposto il 95,18% della disponibilità indicata per la variabile aziendale 2026 e ha disposto la sospensione dei pagamenti dallo stipendio di agosto fino a dicembre, ritenendo quanto già liquidato sufficiente a coprire i ratei dell’intera annualità per gli incarichi assegnati. La stessa deliberazione prevede inoltre la possibilità di rideterminare il valore del punto relativo agli incarichi già assegnati e di procedere successivamente ai relativi conguagli.

Il Fondo per la retribuzione degli incarichi finanzia le componenti economiche collegate agli incarichi affidati ai dirigenti medici e sanitari. Per il 2026 lo stanziamento complessivo ammonta a 13.623.200,40 euro, con una parte fissa presuntiva di 11.737.980,56 euro e una disponibilità per la variabile aziendale pari a 1.885.219,84 euro. Entro luglio l’Azienda ha corrisposto 1.794.286,87 euro, pari al 95,18% della disponibilità indicata per l’intera annualità. Il residuo aritmetico ammonta quindi a circa 90.933 euro.

La Direzione generale ha espresso, in una nota: “rammarico per quanto accaduto e per il disagio provocato ai lavoratorie per affrontare la variabile aziendale il Policlinico ha annunciato l’attivazione della contrattazione decentrata e ha proposto il trasferimento di risorse dalla quota della produttività aziendale al Fondo per la retribuzione degli incarichi. L’Azienda riferisce inoltre di :“attendere un parere ufficiale dell’ARAN sulle differenti interpretazioni giuridiche relative alla costituzione della delegazione trattante e, nel frattempo, propone alle organizzazioni sindacali una: deroga temporanea che consenta di rendere operativo il trasferimento delle risorse”.

La FP CGIL non mette in discussione la necessità di individuare soluzioni economiche. Chiede di chiarire prima come sia stata gestita la disponibilità destinata agli incarichi e quali controlli abbiano accompagnato l’utilizzo delle risorse. A fare il punto è Mario Caradonna, segretario aziendale FP CGIL Dirigenza Medica e Sanitaria dell’AOUP.

“Il punto non è soltanto il dato finale, ma soprattutto il percorso che ha portato alla sospensione della variabile. Chiediamo di conoscere la formula di calcolo utilizzata, la proiezione sui tredici ratei e i criteri adottati per programmare le erogazioni nel corso dell’anno. Inoltre, non attribuiamo responsabilità personali senza avere prima tutti gli atti, ma è necessario chiarire eventuali criticità organizzative e gestionali che hanno determinato questa situazione”.

“La deliberazione sospende per cinque mesi la variabile, sostituisce integralmente la tabella degli incarichi e prevede ulteriori modifiche, la rideterminazione del valore del punto e successivi conguagli. Per questo, prima di intervenire su somme già corrisposte, serve trasparenza sui criteri applicati. Non accetteremo conguagli al buio né che eventuali criticità aziendali vengano trasferite sulle buste paga dei dirigenti”.

“C’è poi un aspetto previdenziale che richiede un approfondimento serio. Non sosteniamo che oggi esista automaticamente un danno, ma chiediamo una verifica completa degli effetti sulle singole posizioni. In particolare, la valutazione dovrà riguardare anche il massimale contributivo, ove applicabile, e le basi utili ai trattamenti pensionistici e di fine servizio o rapporto, soprattutto per i dirigenti prossimi alla cessazione”.

“La stessa Azienda afferma di dover ancora definire il nuovo regolamento per la valutazione del personale dirigenziale, affrontare le istanze relative ai passaggi di fascia e considerare gli esiti delle valutazioni dei Collegi Tecnici. Allo stesso tempo, si riserva modifiche delle tabelle, la rideterminazione del valore del punto e successivi conguagli. Per questo chiediamo su quali elementi l’Amministrazione possa affermare che le somme già corrisposte siano sufficienti per l’intera annualità degli incarichi già assegnati. Non diciamo che il calcolo sia necessariamente errato, ma chiediamo che venga dimostrato”.

Il confronto con l’Azienda

“Non siamo davanti a un semplice disguido. Un atto aziendale sospende per cinque mesi una componente retributiva e, nello stesso tempo, apre alla possibilità di modificare la tabella, rideterminare il valore del punto e procedere ai conguagli. Si tratta di una sequenza che l’Azienda deve spiegare con dati, criteri e atti, non attraverso rassicurazioni generiche”.

“Siamo disponibili a un incontro tecnico immediato per acquisire e verificare i dati. Tuttavia, questo non significa concedere deroghe preventive, legittimare retroattivamente atti già adottati o assumere responsabilità che spettano all’Amministrazione. Ogni decisione negoziale dovrà essere assunta nelle sedi previste dal CCNL e con le corrette delegazioni trattanti. Su questo punto la nostra posizione resta invariata: per la dirigenza sanitaria l’interlocutore datoriale è la Direzione generale dell’Azienda”.

“Il Rettore o un suo delegato possono partecipare al confronto con funzioni tecniche o consultive, ma non come parte datoriale né alla sottoscrizione degli accordi. Anche perché la corretta costituzione della delegazione assume rilievo ai fini dei controlli sulla contrattazione integrativa previsti dall’art. 40-bis del D.Lgs. 165/2001. La FP CGIL valuterà quindi il trasferimento di risorse prospettato dall’Azienda sulla base dei dati e delle conseguenze per i lavoratori, ma non firmerà cambiali in bianco né si assumerà il peso di scelte gestionali che non le appartengono”.

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