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Donazione di organi, informare per scegliere davvero

venerdì 17 Aprile - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo

“Donare non è l’atto eroico dei pochi, ma una decisione civile che ognuno può maturare con serenità e responsabilità. Trasformiamo una possibilità in una scelta consapevole, capace di generare valore ben oltre il singolo gesto”.

Lo ha detto il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo Toti Amato, a nome del Consiglio direttivo, in occasione della Giornata nazionale per la donazione degli organi, che si celebra il 19 aprile 2026, rilanciando l’impegno a sensibilizzare e incoraggiare i cittadini a iscriversi al Registro nazionale donatori.

“Informarsi, parlarne in famiglia, esprimere la propria volontà sono passaggi fondamentali per rendere il sistema dei trapianti sempre più efficace e tempestivo. Scegliere di donare significa partecipare a una rete di solidarietà silenziosa ma essenziale. In Italia il sistema trapiantologico è tra i più avanzati in Europa, ma resta ancora ampio il margine per aumentare le dichiarazioni di consenso. Un dato che rende centrale il ruolo dell’informazione corretta e della sensibilizzazione anche nei territori”, ha aggiunto.

Un appello che arriva in un contesto in cui la scelta della donazione è ancora spesso rimandata o affrontata senza piena consapevolezza, nonostante i progressi del sistema trapiantologico italiano. Una quota significativa di cittadini arriva ancora impreparata al momento del rinnovo della carta d’identità, quando viene chiesto di esprimere la propria volontà sulla donazione.

Ogni dichiarazione di volontà richiama un coinvolgimento diretto della professione medica e del rapporto con i pazienti. Una scelta che richiede informazione chiara e un accompagnamento nel tempo.

Il ruolo dei medici

In questo percorso entra in gioco una responsabilità diffusa che coinvolge sia la medicina territoriale sia quella ospedaliera. I medici di medicina generale accompagnano i cittadini nel tempo, costruendo uno spazio di dialogo in cui temi complessi come la donazione possono essere affrontati con maggiore consapevolezza, lontano dall’urgenza e dalla pressione del momento. Accanto a loro, i medici ospedalieri, in particolare quelli impegnati nei reparti di rianimazione e nei coordinamenti per i trapianti, operano nelle fasi più delicate del percorso di cura, dove informazione, chiarezza e capacità di relazione diventano determinanti.

Il loro compito non è orientare la scelta, ma garantire che sia realmente libera e informata. Fornire informazioni corrette, chiarire dubbi, accompagnare il paziente e i familiari significa contribuire a costruire una decisione consapevole, evitando che venga rimandata o affrontata in condizioni di incertezza. Pertanto, la qualità della relazione e della comunicazione resta un elemento centrale.

“Questo significa che bisogna fare uno sforzo maggiore nella sensibilizzazione perché ogni dichiarazione di volontà rappresenta una risposta concreta alla fragilità di chi è in attesa di trapianto. È un gesto che parla di fiducia nella medicina, ma soprattutto di attenzione verso gli altri. Come medici siamo testimoni quotidiani di quanto una donazione possa cambiare radicalmente una storia clinica e personale”, conclude Amato.

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