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Pronto soccorso più umani per fermare le aggressioni: tra IA, restyling e facilitatori

venerdì 16 Maggio - 2025 | di Redazione | Categorie: News ed eventi

Intelligenza artificiale per diminuire l’affollamento, piccole biblioteche, app per conoscere in tempo reale che esame sta eseguendo il proprio caro, figure ad hoc con il ruolo di facilitare le comunicazioni con i sanitari.

Ma anche restyling per rendere più accoglienti luoghi freddi e spesso decadenti. I pronto soccorso cambiano volto per contrastare, anche così, le aggressioni contro medici e infermieri. Fra gli ultimi casi c’è quello di Monza: una donna riteneva troppo lunga l’attesa per essere visitata e, per questo, ha aggredito una dottoressa, venendo arrestata. Altri due infermieri sono stati aggrediti a Locri nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 maggio; sull’episodio sono in corso accertamenti.

Lo scorso anno, secondo il rapporto Fnomceo-Censis, sono stati oltre 18mila, in Italia, gli operatori sanitari aggrediti, con gli ultimi episodi a Locri e Massa Carrara. Tra le cause, l’eccesso di pressione sui pronto soccorso, spesso affollati e percepiti come ‘luoghi respingenti’. Per frenare il fenomeno, le Asl hanno avviato programmi di formazione per i dipendenti, ma anche soluzioni innovative come body cam e smartwatch collegati con le forze dell’ordine. A questo si affianca uno sforzo per rendere più umani i luoghi di cura.

Chi attende un proprio caro vive momenti di smarrimento e ansia. Bisogna ridurre l’affollamento ma anche creare ambienti che mettano a proprio agio“, spiega Giovanni Migliore, presidente della Federazione delle Aziende Sanitarie e Ospedaliere (Fiaso).

Le soluzioni vanno da quelle più ‘tradizionali’ a quelle tecnologiche. Per alleggerire i tempi di attesa, nel pronto soccorso di Ravenna è stata creata la ‘Casina dei libri’, una piccola biblioteca con volumi donati. In Liguria, l’Asl 4 ha lanciato il progetto ‘Educatore in Pronto Soccorso’, una figura che funge da facilitatore tra pazienti, familiari e personale.

“Spesso – spiega il dg Paolo Petraliamancano tempo e strumenti per una comunicazione empatica. Il ‘facilitatore’ colma questo vuoto, offrendo ascolto e supporto“.

Il progetto, avviato a Lavagna, è stato esteso a tutti i Dea liguri e sarà integrato in uno spazio smart, con flussi progettati grazie all’IA. A Siracusa, il pronto soccorso è stato trasformato secondo i principi della biofilia, con piante, materiali naturali e colori rilassanti.

Un ambiente accogliente riduce il disagio e la tensione“, afferma Alessandro Caltagirone, dg dell’Asp.
Ma soprattutto abbiamo attivato un sistema di tracking che aggiorna in tempo reale i familiari sull’evoluzione delle cure”.

Anche il Cardarelli di Napoli ha avviato un percorso di svecchiamento.

L’azienda ha attivato polizze assicurative per gli operatori e si fa carico delle denunce in caso di aggressione, così da non farli sentire soli, racconta il dg Antonio D’Amore.
Abbiamo puntato su interventi strutturali, inserendo immagini di paesaggi naturali, per restituire bellezza e dignità ai luoghi di cura”.

A Roma, l’ospedale San Filippo Neri ha introdotto software avanzati per migliorare la gestione dei flussi nell’emergenza-urgenza, in grado di identificare i frequentatori abituali del pronto soccorso e, di conseguenza, i limiti dell’assistenza territoriale.

Al Santo Spirito, presidio nevralgico durante il Giubileo:

Il restyling ha coinvolto l’arredo, i colori e la comunicazione con i familiari: monitoriamo in tempo reale il percorso clinico e informiamo chi attende, riducendo ansia e tensioni“, spiega Giuseppe Quintavalle, direttore della Asl Rm1.

Al congresso Fiaso, in programma dal 26 al 28 giugno a Siracusa, si discuterà anche delle prospettive offerte dall’intelligenza artificiale.

L’analisi del sentiment attraverso i big data e strumenti come i chatbot conclude Miglioreci permettono di analizzare i feedback e correggere l’organizzazione in tempo reale.Umanizzare le cure non significa rinunciare alla tecnologia, ma usarla per mettere al centro le persone“.

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