Una ricerca italiana ha scoperto perché l’uso regolare e prolungato di acido acetilsalicilico, l’ossia l’aspirina, riduce l’incidenza e la mortalità per cancro del colon-retto.
I dati dello studio multicentrico Immunureact 7 coordinato dall’Università di Padova, pubblicati sulla rivista Cancer, evidenziano che il farmaco attiva la risposta del sistema immunitario contro questa forma di tumore.
Lo studio
I ricercatori hanno analizzato retrospettivamente i pazienti con diagnosi di CRC operati dal 2015 al 2019. In un secondo momento hanno in un secondo momento hanno analizzato i geni delle cellule del tumore primario dei pazienti trattati con l’aspirina. Nello specifico l’espressione dell’mRNA dei geni correlati alla sorveglianza immunitaria (PD-L1, CD80, CD86, HLA I e HLA II) nelle cellule primarie di CRC trattate con aspirina è stata estratta dal database pubblico depositato Gene Expression Omnibus (GSE76583). Nell’ultimo step hanno analizzato il micro-ambiente immunitario della mucosa sana che circonda il cancro del retto in un sottogruppo di pazienti che assumevano regolarmente aspirina da un lungo periodo.
- il 12% dei 238 pazienti utilizzava regolarmente l’aspirina;
- le metastasi linfonodali erano significativamente meno frequenti e l’infiltrazione linfocitaria infiltrante il tumore era più elevata tra gli utilizzatori di aspirina;
- nelle cellule primarie del CRC e nelle linee cellulari selezionate, l’espressione dell’mRNA di CD80 era aumentata dopo il trattamento con aspirina;
- nella mucosa sana che circonda il cancro del retto, il rapporto tra CD8/CD3 e cellule epiteliali che esprimono CD80 era più alto negli utilizzatori di aspirina.
La nuova sfida
Per Marco Scarpa, del dipartimento di Scienze chirurgiche, oncologiche e gastroenterologiche dell’Auop di Padova, che ha coordinato i 14 gruppi di ricerca italiani: “la sfida è come garantire che l’aspirina raggiunga il tratto colon-rettale in dosi adeguate per essere efficace”.








