Nel progetto del “Governo di Liberazione” presentato da Cateno De Luca all’Ars, il tema della sanità emerge come uno dei nodi più critici su cui intervenire. Un settore che, nel governo guidato da Renato Schifani, è stato attraversato da tensioni politiche, cambi di assetto e inchieste che hanno acceso i riflettori sulla gestione del sistema sanitario regionale.
La lettura proposta da De Luca parte da un’impostazione più ampia, che lega la crisi dei servizi pubblici essenziali a un problema sistemico. “I pilastri del Governo di liberazione sono fare riforme strutturali che riguardano i servizi essenziali e decentrare la gestione il più possibile”, ha spiegato, indicando la necessità di un cambio radicale nella governance. Un’impostazione che, secondo il leader di Sud chiama Nord, passa anche da una rottura con l’attuale assetto politico: “Bisogna staccare la Sicilia da una schiavitù politica romana e aprire una fase nuova, anche attraverso il ritorno alle urne entro il 2026“.
Sanità e malaffare
In questa direzione, De Luca richiama esplicitamente la necessità di “liberare la gestione dei servizi pubblici essenziali dalla clientela e dal malaffare”. A questo quadro si sono affiancate anche vicende amministrative e inchieste che hanno coinvolto strutture sanitarie e livelli di governance, contribuendo ad alimentare il dibattito pubblico e a rafforzare la percezione di un sistema esposto non solo a inefficienze organizzative, ma anche a criticità legate alla trasparenza e alla gestione.
Ed è proprio su questo terreno che la sanità diventa il punto più esposto, poiché nell’ultimo periodo il sistema sanitario regionale mostra difficoltà strutturali, dalle liste d’attesa alla carenza di personale, fino alla pressione sui pronto soccorso e ai ritardi nello sviluppo della sanità territoriale.
“Il tema della sanità è proprio il simbolo di come il malaffare diventa anche pericoloso per i cittadini e del disastro nella gestione dei servizi pubblici essenziali”, ha rimarcato.
A chiudere, anche un passaggio politico che riguarda il possibile assetto futuro del settore. Interpellato sulla presenza di Renato Costa, già commissario per l’emergenza Covid ed esponente della CGIL per la sanità, De Luca ha risposto: “Abbiamo interloquito con Costa. Chissà, potrebbe essere nel Governo di Liberazione l’assessore alla sanità. Non mettiamo limiti anche da questo punto di vista, però la sua presenza è un apprezzamento che connota quella che è la nostra strategia civica, autonomista e progressista“.








