Nonostante le linee guide per prevenire gli atti di violenza contro gli operatori sanitari, il fenomeno non si placa. A dimostrarlo gli ultimi casi registrati: a Catania, presso la Rianimazione dell’Arnas Garibaldi, e al Policlinico di Palermo.
Secondo l’ultimo sondaggio dei sindacati Anaao-Assomed circa l’81% del personale sanitario ha subito aggressioni. Di questi, il 23% riferisce di tipo fisico, il 77% verbale. Inoltre, sebbene il 75% abbia assistito personalmente ad aggressioni ai colleghi (29% degli intervistati riferisce di essere a conoscenza di casi da cui è scaturita l’invalidità permanente o il decesso), il 69% non denuncia.
A seguito di quanto accaduto, Alfio Saggio, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Catania, ritorna sul tema evidenziando che:”I medici si stanno allontanando dal Sistema sanitario pubblico. Bisogna contrastare il fenomeno della violenza e il legislatore ora permette di procedere d’ufficio, ossia permette di avviare un’azione giudiziaria in presenza di reati molto gravi indipendentemente dalla volontà della vittima di sporgere querela, quindi è lo Stato a perseguire autonomamente e senza impulso esterno il reato. Inoltre, gli Ordini dei medici si costituiscono parte civile a favore del medico. Solo così si può cercare di contrastare l’aggressività e la violenza nelle corsie”.







