Una paziente oncologica di 42 anni, in cura presso l’ospedale Vincenzo Cervello di Palermo, ha lanciato un appello al presidente della Regione Renato Schifani, facendosi portavoce anche di altri malati, per chiedere la disponibilità del farmaco Zidesamtinib (Nvl-520), che “per tanti di noi rappresenta un’alternativa”.
La donna ha raccontato che: “Nell’ultima Tac i medici hanno registrato un netto peggioramento e vorrebbero cambiare terapia, ma il farmaco non è disponibile. Dovrei andare al Nord, a Ravenna o Milano, o in Francia. Purtroppo le mie condizioni, come quelle di altri pazienti, non lo consentono. Tanti di noi vivono attaccati alla bombola d’ossigeno e il viaggio sarebbe impossibile”.
Immediata la risposta della direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliera. Maria Lucia Furnari, direttore sanitario dell’Aoor, ha spiegato che: “Lo Zidesamtinib è attualmente una molecola in fase di inserimento nel Servizio sanitario nazionale e non ancora autorizzata per l’uso clinico in tutti i centri, ma esclusivamente per uso compassionevole nei centri che lo hanno sperimentato. Proprio per questo motivo non è ancora disponibile”.
Il direttore sanitario ha ribadito che vi è la piena disponibilità dell’Azienda a supportare i pazienti nell’orientamento verso i percorsi consentiti, nel rispetto delle normative vigenti.
Sull’argomento è intervenuta anche Daniela Faraoni, assessore regionale della Salute.
“Il farmaco Zidesamtinib (precedentemente Nvl-520) è stato erogato in via sperimentale- ha chiarito -. Solo in sei centri sanitari italiani è in uso: l’Istituto tumori Giovanni Paolo II di Bari, l’Istituto europeo di oncologia e l’Istituto nazionale dei tumori di Milano, l’Istituto oncologico veneto di Padova, l’Ausl Romagna di Ravenna e l’Istituto tumori Regina Elena di Roma”.
L’assessore ha anche evidenziato che: “Il farmaco non è ancora nel prontuario. Inoltre, l’azienda produttrice è impossibilitata ad offrirlo sotto qualunque formula che non sia quella della sperimentazione. Attualmente in corso soltanto in alcune realtà in tutta Italia“.
“Pertanto, al di fuori di tali sperimentazioni, l’uso del farmaco non è consentito. Quando lo sarà, ci faremo trovare pronti a utilizzarlo nei protocolli terapeutici per i quali sarà autorizzato”, conclude l’assessore.









