Oggi è martedì 11 Agosto - 2026

Meno parti e troppi cesarei, cosa succede nei punti nascita siciliani

giovedì 6 Agosto - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi

Nel 2025 in Sicilia si sono registrati 31.634 parti in ospedale, 3.468 in meno rispetto al 2023, confermando un calo delle nascite che continua a ridurre il numero complessivo degli eventi.

La regione rappresenta comunque il 9,1% dei parti rilevati in Italia e si colloca, insieme al Lazio, dopo Lombardia e Campania. I dati emergono dal rapporto del Ministero della Salute dedicato all’evento nascita nel 2025, elaborato attraverso il flusso del Certificato di assistenza al parto, CeDAP. Questo strumento raccoglie informazioni sanitarie, epidemiologiche e sociali sulla gravidanza, sul parto e sul neonato e sostiene la programmazione dell’assistenza materno infantile.

La contrazione delle nascite coinvolge tutto il Paese, ma la Sicilia conserva valori superiori alla media nazionale. Il tasso di natalità raggiunge 6,7 nati ogni mille residenti, contro 6 in Italia. Il numero medio di figli per donna arriva a 1,23, rispetto a una media nazionale di 1,14. Questi valori non fermano però una diminuzione che continua a ridurre il numero complessivo dei nuovi nati.

Età e provenienza delle madri

Il 92,56% dei parti siciliani riguarda madri italiane. Il restante 7,44% interessa soprattutto donne provenienti dall’Africa, che rappresentano il 3,23%, dall’Unione europea con l’1,50% e dall’Asia con l’1,14%. Le madri originarie di altri Paesi europei costituiscono lo 0,79%, mentre quelle provenienti dall’America centrale e meridionale rappresentano lo 0,28%.

La maggioranza delle donne che ha partorito nell’Isola aveva tra 30 e 39 anni. Questa fascia raccoglie il 59,02% degli eventi. Il 29,45% riguarda madri tra 20 e 29 anni, mentre il 9,55% ha almeno 40 anni. Le donne con meno di 20 anni rappresentano l’1,98%, la quota più alta tra quelle riportate nella tabella regionale. La media italiana si ferma allo 0,76%.

Anche i controlli durante la gravidanza mostrano un ricorso intenso ai servizi. In Sicilia il 95,1% delle donne ha effettuato più di quattro visite, mentre lo 0,5% non ne ha svolta alcuna e il 4,4% ne ha effettuate fino a quattro. Il numero medio di ecografie raggiunge 6,5 per gravidanza, sopra la media nazionale di 5,8. Il Ministero richiama, sul piano nazionale, il rischio di un’eccessiva medicalizzazione quando il numero degli esami non trova una giustificazione nel decorso della gravidanza.

Cesarei e assistenza al parto

Il dato più rilevante riguarda il taglio cesareo. In Sicilia interessa il 39,2% dei parti, quasi dieci punti sopra la media italiana del 29,8%. La percentuale si attesta al 37,8% negli ospedali pubblici e raggiunge il 52,7% nelle strutture private accreditate. Più di un parto su due nelle case di cura convenzionate con il Servizio sanitario regionale avviene quindi per via chirurgica.

La classificazione di Robson analizza il ricorso al cesareo suddividendo le donne in gruppi omogenei sulla base dei precedenti parti, della presentazione del feto, dell’età gestazionale, del travaglio e di un eventuale cesareo precedente. In Sicilia il ricorso alla chirurgia raggiunge il 20,2% nella classe che comprende le donne al primo parto, con gravidanza a termine, feto singolo in posizione cefalica e travaglio spontaneo. La media nazionale della stessa classe si ferma al 12%. Tra le donne che hanno già partorito, senza precedenti cesarei e con travaglio spontaneo, l’Isola registra il 4,1%, contro il 2,2% italiano. Questi valori non consentono di valutare l’appropriatezza del singolo intervento, che dipende dalle condizioni cliniche della madre e del bambino. Mostrano però una distanza significativa rispetto alla media nazionale anche nei gruppi a minore complessità.

Il 90,3% dei parti siciliani avviene negli ospedali pubblici e il 9,7% nelle strutture private accreditate. Il rapporto nazionale non indica i nomi dei singoli punti nascita e non permette quindi di attribuire i volumi del 2025 a ciascun ospedale. Il Ministero richiama però la soglia di almeno mille parti annui come parametro verso il quale orientare l’organizzazione della rete.

Nei parti vaginali, il padre accompagna la donna nel 93,04% dei casi siciliani per i quali il dato risulta disponibile. Un altro familiare compare nel 6,05% e un’altra persona di fiducia nello 0,90%. Il valore nazionale relativo alla presenza del padre raggiunge il 94,7%. In Sicilia, però, il 29,83% delle schede non riporta correttamente questa informazione. Il confronto richiede quindi cautela.

Al momento del parto, le schede siciliane indicano la presenza del ginecologo nel 99,49% dei casi, dell’ostetrica nel 96,10%, del pediatra o neonatologo nel 98,71% e dell’anestesista nel 58,78%. Queste percentuali descrivono quanto registrato nel Certificato di assistenza al parto e non indicano la composizione obbligatoria dell’équipe per ogni modalità di nascita.

Procreazione assistita e neonati

Nel 2025 il rapporto registra in Sicilia 1.033 gravidanze con procreazione medicalmente assistita, PMA. Rappresentano il 3,27% del totale regionale, sotto la media italiana del 4,64%. La tecnica più utilizzata nell’Isola è l’iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo, ICSI, che prevede l’introduzione di un singolo spermatozoo nell’ovocita e riguarda il 46,3% dei casi. La fecondazione in vitro con trasferimento dell’embrione nell’utero, FIVET, interessa il 35,9%. L’inseminazione intrauterina, che introduce i gameti maschili nella cavità uterina, raggiunge il 5,6%. Un ulteriore 10,4% rientra tra le altre tecniche.

Nelle gravidanze siciliane ottenute attraverso la procreazione medicalmente assistita, il cesareo raggiunge il 62,73%, contro il 48,27% nazionale. Il parto spontaneo riguarda il 29,82% dei casi e le altre modalità il 7,45%. Anche i parti plurimi risultano più frequenti. In Sicilia rappresentano l’1,4% del totale, ma salgono all’8,5% tra le gravidanze con procreazione assistita. La media nazionale nelle gravidanze con PMA si ferma al 4,9%.

Nel complesso, nel 2025 il Certificato di assistenza al parto ha rilevato in Sicilia 32.107 nati, dei quali 32.016 vivi. Il tasso di natimortalità raggiunge 2,74 ogni mille nati, sopra il valore nazionale di 2,20. Lo 0,9% dei neonati pesa meno di 1.500 grammi e il 6,6% tra 1.500 e 2.499 grammi. Il 48,7% si colloca tra 2.500 e 3.299 grammi e il 39,5% tra 3.300 e 3.999 grammi. Un ulteriore 4,3% supera i quattro chilogrammi.

L’indice di Apgar, utilizzato per valutare le condizioni del neonato a cinque minuti dalla nascita, si colloca tra 7 e 10 nel 97,11% dei casi siciliani. Lo 0,11% presenta un punteggio inferiore a 4 e lo 0,39% un valore compreso tra 4 e 6. Per il 2,40% delle schede il dato non risulta indicato correttamente.

CLICCA QUI PER IL REPORT

 

 

La voce dei

Siciliani

sabato 18 Gennaio – 2025

Sanità pubblica allo sfascio in Sicilia, Cgil: “Le promesse non bastano, servono azioni concrete” CLICCA PER IL VIDEO

Parola

d’impresa

venerdì 7 Agosto – 2026

L’Istituto dei Ciechi di Palermo cerca professionisti: le figure richieste e come candidarsi

mercoledì 5 Agosto – 2026

Autosufficienza di sangue e plasma, il Programma 2026 arriva in Conferenza. Per la Sicilia quasi 400 mila euro

martedì 4 Agosto – 2026

Ebola e alto biocontenimento, al Civico la rete sanitaria siciliana si prepara all’emergenza CLICCA PER IL VIDEO

sabato 1 Agosto – 2026

Diagnostica di primo livello, FIMMG Palermo: “Case della Comunità sì, ma risorse anche agli studi medici”