La Food and Drug Administration ha rifiutato di approvare la terapia assistita all’MDMA per il trattamento del disturbo da stress post-traumatico. La decisione della FDA ha deluso i sostenitori della terapia psichedelica.
Il disturbo da stress post traumatico influisce sulla vita di centinaia di milioni di persone ogni anno, compromettendo la capacità di lavorare, studiare e condurre una vita attiva e soddisfacente.
Attualmente i farmaci più efficaci per il trattamento di questa condizione sono due inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRIs) chiamati sertralina e paroxetina. Purtroppo, per, il 40-60% dei pazienti non trae alcun beneficio.
Al contrario, secondo gli studi fatti, l’utilizzo dell’anfetamina sostituita 3,4-metilenediossimetanfetamina (MDMA) ha portato a una significativa riduzione dei sintomi di PTSD e dei disturbi funzionali correlati.
Sebbene l’MDMA sia attualmente una droga di Classe I, considera altamente pericolosa e non accettata per un uso medico, diversi studi clinici ne hanno evidenziano i benefici per il PTSD, tanto che nel 2017, la FDA aveva concesso lo status di “terapia innovativa” , accelerandone lo sviluppo e la revisione.
Le motivazioni del rifiutato
Il comitato ha votato contro l’idea che i benefici avessero dimostrato di superare i rischi, come l’aumento della pressione sanguigna e il potenziale di abuso.
All’epoca, il comitato consultivo aveva sollevato diversi aspetti della domanda: aveva notato il problema dello “smascheramento funzionale”, ovvero il fatto che la maggior parte delle persone che partecipavano alla sperimentazione saprebbe se assumevano o meno una potente sostanza psicoattiva, distorcendo i risultati; motivazioni etiche su varie forme di cattiva condotta nelle sperimentazioni.
La FDA ha comunque fatto delle raccomandazioni su come la domanda potrebbe essere migliorata in modo tale che l’MDMA potesse, in futuro ricevere l’approvazione futura.








