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In vigore la legge sull’oblio oncologico, Amato: “E’ un atto di civiltà”

mercoledì 3 Gennaio - 2024 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo

E’ entrato in vigore la legge 193 sull’oblio oncologico, definito dal testo come il diritto delle persone guarite da una patologia oncologica di non fornire informazioni né essere oggetto di indagini sulla loro pregressa condizione patologica.

Le nuove disposizioni assicurano che alla guarigione clinica corrisponda la possibilità per gli ex pazienti di esercitare in diversi ambiti i propri diritti in condizioni di parità rispetto al resto della popolazione, così come già avviene in altri Stati europei: dall’accesso ai servizi finanziari, bancari e assicurativi, alle procedure concorsuali e di adozione o affidamento di minori.

“In uno Stato di diritto era un atto dovuto e di civiltà per eliminare il discrimine della malattia – ha detto il presidente dell’Omceo Toti Amato, consigliere del direttivo nazionale Fnomceo -. Si restituisce ai pazienti guariti il diritto di riprogrammare la propria vita senza distinguo e con le stesse opportunità sociali e professionali di tutti gli altri cittadini”.

L’oblio oncologico oggi coinvolge circa un milione gli pazienti guariti, a fronte di 3,6 milioni che vivono con una diagnosi di cancro.  “Penso soprattutto ai più giovani che hanno superato la malattia diagnosticata in età pediatrica – ha sottolineato il presidente -.  Finalmente saranno sollevati dall’obbligo di fornire informazioni e subire indagini sulla loro passata condizione di salute per poter ottenere un mutuo, un lavoro o per stipulare un’assicurazione sulla vita”.

Cosa cambia

Approvata il 7 dicembre 2023 e in vigore dal 2 gennaio 2024, la legge vieta la richiesta di informazioni relative allo stato di salute di una persona guarita da una patologia oncologica da più di 10 anni senza episodi di recidiva e che voglia accedere a servizi bancari, finanziari e assicurativi. Per i pazienti in cui la diagnosi sia antecedente ai 21 anni il limite è ridotto a 5 anni.

Le informazioni sulla patologia oncologica non possono essere assunte neanche da fonti diverse dal contraente e se sono a disposizione dell’operatore o dell’intermediario non possono essere utilizzate per definire le condizioni contrattuali. Le stesse regole saranno applicate per l’accesso ai concorsi, qualora sia prevista un’idoneità fisica del candidato e per le procedure di adozione e affidamento di minori.

A vigilare sull’applicazione delle nuove disposizioni sarà il Garante per la protezione dei dati personali.

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