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Crollano le iscrizioni a infermieristica: in Sicilia -10,4%. Fnopi: “Serve cambiamento”

sabato 16 Settembre - 2023 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi

“Senza Infermieri l’Italia non avrà più un Servizio sanitario nazionale degno di questo nome”. La Federazione degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (Fnopi) lancia l’allarme dopo il Calo delle domande di accesso ai corsi di Laurea di Scienze Infermieristiche.

I dati registrati segnano una riduzione media è del -10% rispetto allo scorso anno accademico: -12,6% al Nord, -15% al Centro e -5,7% al Sud. In Sicilia -10,4% medio da 7.110 a 6.368 su 2.805 posti a bando e D/P 2,3.

In alcuni Atenei, addirittura, non non si è raggiunto nemmeno il numero di posti a bando.

Ci aspetta una lunga stagione assistenziale e non saremo più in grado di garantire salute a tutti. È una prospettiva concreta, reale, che comporta perdite economiche, sociali, oltre che un restringimento dei diritti civili”, denuncia la Fnopi che chiede “un intervento deciso e non più rinviabile delle istituzioni”.

La fotografia

La Corte dei Conti ha ufficializzato in -65mila unità la carenza infermieristica.

In base al Pnrr, ne servirebbero poi almeno altri 20mila per coprire la necessità di infermieri di famiglia e di comunità.

Si stima che i 10mila pensionamenti annui raddoppieranno dal 2029. Inoltre, quasi 30mila infermieri italiani sono andati all’estero e ne continuiamo a perdere oltre 3mila ogni anno.

La Fnopi ha inoltre rilevato “oltre 13mila Infermieri stranieri in servizio, a vario titolo, sul territorio nazionale, senza iscrizione agli Ordini e senza i dovuti controlli”.

Le richieste

“Serve qualità ed evoluzione degli attuali percorsi formativi. Un cambio immediato dei modelli organizzativi con maggiore autonomia infermieristica e una nuova riqualificazione, il riconoscimento della branca assistenziale infermieristica nei Lea e nuovi sbocchi di carriera e professionali”, chiede la federazione.

“Va aumentato subito il potere contrattuale e creata un’area contrattuale separata, così come va aumentata anche l’indennità di specificità infermieristica di almeno il 200% (216 euro lordi al mese)”, aggiunge.

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