Fermi e personale
La controrelazione distingue le diverse cause che rendono indisponibili le ambulanze e concentra l’attenzione soprattutto sulla carenza degli autisti-soccorritori, un problema che la società sostiene di avere segnalato agli organismi competenti già negli anni precedenti.
“I fermi tecnici esistono e non li abbiamo mai nascosti. Ma è necessario spiegare che cosa c’è dietro quel numero. Nel periodo dal 1° gennaio al 31 agosto 2026, nella macroarea Catania-Ragusa-Siracusa, la media giornaliera è stata di 3,27 fermi tecnici per guasti o problemi di efficienza della flotta, 5,58 per mancanza di personale autista-soccorritore e 0,81 per mancanza di personale sanitario. Quindi non è corretto trasformare il dato complessivo dei fermi in un dato che rappresenti esclusivamente un problema di mezzi o di manutenzione. La componente principale è stata la carenza di personale”, sottolinea Castro.
Nel Piano assunzionale 2026-2027 la società ha aggiornato il fabbisogno e riferisce di avere già predisposto gli atti propedeutici alla procedura concorsuale.
“È un problema che la SEUS ha rappresentato agli organismi competenti da anni. Già nel novembre 2022 la Società aveva segnalato il progressivo decremento del personale autista-soccorritore e aveva chiesto, nelle more delle assunzioni stabili, di poter ricorrere alla somministrazione di personale. Successivamente la SEUS ha aggiornato ulteriormente il fabbisogno fino a indicare, nel Piano assunzionale 2026-2027, 344 unità aggiuntive come necessità immediata e 425 assunzioni complessive nel biennio, tenendo conto anche delle ulteriori fuoriuscite. La Società ha inoltre predisposto gli atti propedeutici alla procedura concorsuale. Per questo non ritengo corretto rappresentare la carenza di personale come il risultato di una semplice inerzia della SEUS”, evidenzia il presidente.
Castro richiama anche i vincoli che regolano le assunzioni nelle società partecipate. “Una società pubblica non può assumere autonomamente ignorando i vincoli normativi e le procedure di autorizzazione previste per le società partecipate. La SEUS ha rappresentato ripetutamente il fabbisogno e ha chiesto le necessarie autorizzazioni, evidenziando che il personale autista-soccorritore costituisce una componente direttamente indispensabile per l’erogazione del servizio essenziale di emergenza-urgenza. Nel frattempo la Società ha dovuto organizzare quotidianamente le risorse disponibili per garantire il massimo livello possibile di copertura”.
Per affrontare le assenze, SEUS riferisce di avere strutturato un sistema giornaliero di verifica e redistribuzione delle risorse.
“Abbiamo strutturato un sistema quotidiano di monitoraggio. Alle 7 e alle 19 ci raccordiamo con le Centrali Operative per verificare la disponibilità delle postazioni. Entro le 7.30 e le 19.30 programmiamo le risorse e, quando necessario, riposizioniamo il personale, dando priorità alle postazioni con equipaggio autista-soccorritore e a quelle medicalizzate. È un’attività quotidiana, finalizzata a mantenere la continuità del servizio nonostante la carenza di organico”, spiega Castro.
Mezzi e manutenzione
Sul parco ambulanze la società rivendica gli investimenti realizzati negli ultimi anni, pur riconoscendo le criticità che hanno interessato il precedente sistema di manutenzione. La documentazione indica l’acquisto di 234 ambulanze tra il 2021 e il 2023 e ulteriori interventi nel corso del 2026.
“I numeri raccontano una realtà diversa. Tra il 2021 e il 2023 la SEUS ha acquistato e progressivamente immesso in servizio 234 nuove ambulanze Peugeot. Al 1° gennaio 2026 la dotazione complessiva contava 324 ambulanze. Nel 2026 la Società ha acquistato altre 23 ambulanze destinate al bacino di Catania e ha definito la procedura per acquisirne ulteriori 88. Sono numeri difficilmente compatibili con l’idea di una Società che non abbia affrontato il problema della flotta”, afferma Castro.
“Sì. E non le abbiamo mai negate. Nel precedente modello gestionale erano emerse criticità negli interventi manutentivi e nei tempi di ripristino. La Società è intervenuta formalmente nei confronti dell’affidatario e ha successivamente modificato il modello di gestione, anche attraverso officine convenzionate. Quindi bisogna distinguere le criticità manutentive che si sono verificate nel passato dall’attuale modello gestionale, che è stato modificato proprio per affrontare quelle criticità”, precisa il presidente.
Tra i fattori che incidono sulla reale disponibilità delle ambulanze c’è anche la permanenza nei Pronto soccorso. La relazione SEUS riconosce che il tempo necessario alla presa in carico del paziente può sottrarre temporaneamente mezzo ed equipaggio alla rete territoriale, mentre l’attività ispettiva segnala attese che in alcuni casi avrebbero superato le nove ore.
Eccedenze e Centrale
Il confronto si sposta poi sulle modalità di impiego delle risorse da parte della Centrale operativa. La relazione SEUS richiama il numero delle eccedenze e il rapporto tra eventi e missioni per chiedere una verifica più approfondita dell’intera catena che parte dalla gestione della chiamata e arriva all’invio dei mezzi.
“Nel 2025 nella macroarea sono state registrate 14.494 eccedenze, a fronte di 149.922 interventi 118. Nel periodo gennaio-giugno 2026 le eccedenze sono state 8.591. Ma il dato che merita attenzione è un altro. Nel periodo gennaio-agosto 2026 sono state registrate 118.461 missioni complessive, mentre gli eventi con missione risultano inferiori. La differenza è di 13.361 mezzi inviati in più, pari a oltre l’11%. Naturalmente l’impiego di più mezzi può essere pienamente giustificato dalla complessità di un evento. Ma è proprio per questo che occorre analizzare caso per caso le modalità di gestione e di assegnazione delle risorse”, dice Castro.
Secondo la relazione, nel periodo gennaio-agosto 2026 i 105.100 eventi con missione hanno prodotto 118.461 missioni complessive, conteggiando ogni singolo mezzo attivato. La differenza corrisponde quindi a 13.361 attivazioni ulteriori rispetto al numero degli eventi.
“Non è possibile attribuire alla SEUS tutte le criticità del sistema senza analizzare anche le modalità con cui le richieste vengono gestite, valutate e trasformate in missioni. La gestione delle chiamate, la valutazione dell’evento, l’assegnazione e il coordinamento delle risorse e la gestione delle eccedenze appartengono alla sfera delle Centrali Operative e degli altri soggetti istituzionali competenti. La SEUS assicura invece la componente operativa territoriale affidata alla Società. Confondere questi due livelli significa rischiare di attribuire a un soggetto responsabilità che appartengono ad altri”, aggiunge.
La ripartizione delle competenze richiamata dalla società attribuisce alle Centrali operative la ricezione e la gestione delle richieste di soccorso, la valutazione degli eventi e il coordinamento della risposta sanitaria. Alla SEUS compete invece la componente operativa territoriale affidata alla società attraverso mezzi e risorse umane.
Castro evita però di tradurre automaticamente il ricorso contemporaneo a più mezzi in una responsabilità della Centrale.
“Non spetta a me formulare accuse personali. Spetta però agli organi competenti verificare i dati. L’impiego contemporaneo di più mezzi può essere necessario e pienamente giustificato in determinate emergenze. Ma quando questo fenomeno è frequente deve essere analizzato anche per comprendere quale effetto produca sulla disponibilità residua della rete. La domanda corretta non riguarda soltanto quante ambulanze la Centrale ha inviato, ma anche quante postazioni sono rimaste senza mezzo, quali risorse limitrofe aveva a disposizione, quali distanze dovevano percorrere e quali tempi di risposta ne derivavano. È questa l’analisi che può consentire di individuare correttamente le cause dei disservizi”, mette in luce il presidente.
“È un aspetto che deve essere verificato con dati oggettivi, senza pregiudizi e senza personalizzare il confronto. La nostra relazione mette a disposizione dell’Amministrazione proprio alcuni elementi che meritano un approfondimento. Numero di mezzi impiegati per lo stesso evento, eccedenze, tempi di risposta, gestione delle chiamate, schede non chiuse e disponibilità residua delle postazioni. Non sto dicendo che ogni eccedenza o ogni doppio invio sia ingiustificato. Sto dicendo che se vogliamo capire perché una postazione rimane scoperta, dobbiamo analizzare anche come e perché le risorse vengono utilizzate”, rimarca Castro.
Un altro elemento riguarda la completezza delle schede. Per gennaio-agosto 2026 SEUS indica 118.461 missioni, con 31.948 casi nei quali la gravità di rientro risulta non definita. La società collega questo dato alla mancata chiusura delle schede.
“Perché la qualità e la completezza del dato sono fondamentali per valutare correttamente il funzionamento del sistema. Per il periodo gennaio-agosto 2026 la relazione indica 118.461 missioni e circa 31.948 missioni con gravità di rientro non definita, un dato che collega alla mancata chiusura delle schede. Se una parte significativa delle schede resta aperta, diventa più difficile ricostruire correttamente gli esiti e le caratteristiche degli interventi e utilizzare quei dati per una valutazione puntuale del servizio. Anche questo aspetto richiede quindi una verifica”, fa notare il presidente.
Governance e verifiche
Il confronto diventa più netto sul terreno delle responsabilità gestionali. Nella propria relazione SEUS sostiene che le conclusioni riguardanti la società debbano poggiare anche sulla documentazione direttamente riferibile alla sua attività. Contesta inoltre che una verifica di natura tecnica possa tradursi in valutazioni sull’opportunità di sostituire gli organi di vertice della partecipata.
“Una verifica tecnica deve certamente rilevare le criticità. Ma se si arriva a valutazioni sulla sostituzione degli organi di vertice di una società partecipata, è necessario che tali conclusioni siano fondate su un’istruttoria completa e che siano distinti i profili tecnici da quelli propri della governance. Nel nostro caso, la SEUS non risulta essere stata direttamente coinvolta nell’attività ispettiva per fornire i propri dati e le proprie spiegazioni. Riteniamo quindi legittimo chiedere che prima di formulare conclusioni sulla responsabilità gestionale della Società venga esaminata anche la documentazione ufficiale della SEUS”, precisa Castro.
“Le criticità esistono e vanno affrontate. Quello che contesto è l’idea che possano essere ricondotte automaticamente a un unico soggetto senza analizzare l’intero sistema. La nostra relazione dimostra che SEUS ha rappresentato il fabbisogno di personale, ha adottato misure straordinarie per garantire la continuità, ha rinnovato la flotta, ha modificato il sistema manutentivo e continua quotidianamente a monitorare e riposizionare le risorse disponibili”, dice Castro. Le stesse iniziative vengono riepilogate nella relazione trasmessa alla Regione.
Alla Regione il presidente chiede quindi una valutazione che coinvolga tutti i livelli del sistema.
“Una sola, guardare i dati, tutti i dati. Se ci sono responsabilità della SEUS, siamo pronti a risponderne. Ma allo stesso modo devono essere analizzati tutti gli altri fattori che incidono sul funzionamento del 118, organizzazione delle Centrali, gestione delle chiamate, assegnazione delle risorse, eccedenze, permanenza delle ambulanze nei Pronto Soccorso, disponibilità del personale sanitario, organizzazione territoriale e modalità di utilizzo dei mezzi. Solo così si può arrivare a una valutazione realmente oggettiva”, evidenzia il presidente.
“Il 118 è un servizio essenziale e tutti noi abbiamo il dovere di migliorarlo. Ma gli operatori SEUS ogni giorno lavorano per garantire il servizio nonostante difficoltà oggettive, carenza di personale e criticità organizzative. La SEUS non chiede di essere sottratta alle verifiche. Chiede semplicemente che le verifiche siano complete, documentate e riferite alle effettive competenze di ciascun soggetto. Perché individuare correttamente le responsabilità non significa difendere qualcuno. Significa, prima di tutto, capire davvero dove nasce il problema e intervenire dove il problema nasce. E questo, nel 118, significa una cosa sola, mettere al centro la sicurezza dei cittadini e la continuità del soccorso”, conclude Castro.







