“Il sistema di rilevazione presenze all’ASP di Palermo è ancora inaffidabile”. Lo denunciano, in una nota congiunta, CIMO-FESMED, ANAAO ASSOMED e FIALS, che per protesta hanno abbandonato il tavolo convocato dalla Direzione Generale. Le contestazioni sono portate avanti anche da altre sigle sindacali della dirigenza sanitaria.
“Il sistema di rilevazione presenze all’ASP di Palermo è ancora inaffidabile”. A denunciarlo sono CIMO-FESMED, ANAAO ASSOMED e FIALS, che hanno abbandonato il tavolo convocato dalla Direzione Generale. La protesta è condivisa anche da altre sigle della dirigenza sanitaria.
Secondo i sindacati, “a distanza di sei mesi dall’avvio della nuova piattaforma, i circa 6.000 dipendenti dell’ASP Palermo continuano a non avere alcuna certezza sulla corretta contabilizzazione delle ore lavorate, delle assenze, dei residui di ferie e dei recuperi orari”.
Le sigle parlano anche di “numerosi malfunzionamenti” che, sempre secondo la nota, compromettono la gestione del personale. I problemi riguarderebbero anche l’autorizzazione di ferie, malattie, aggiornamenti professionali e le attività di controllo da parte dei responsabili delle strutture.
La protesta riguarda il sistema di rilevazione delle presenze fornito dalla società Data Management. La piattaforma è in uso dal primo gennaio 2026 e ha sostituito il precedente sistema Dedalus.
Tra le anomalie segnalate ci sono l’errato inquadramento dell’orario di lavoro della dirigenza medica e l’attribuzione automatica della pausa pranzo anche al personale turnista. I sindacati indicano anche errori nell’individuazione delle festività, con conseguenti indebiti addebiti orari.
Tra le criticità segnalate rientrano inoltre l’errato calcolo del debito orario nei turni notturni, addebiti di ore lavorative nei giorni festivi non dovuti e la contabilizzazione delle attività extra orarie come normale attività istituzionale.
“Le conseguenze non sono soltanto amministrative, ma anche economiche”, tuonano i sindacati. Numerosi dipendenti, secondo le sigle, risulterebbero penalizzati dal mancato riconoscimento delle indennità per turni notturni, festivi, reperibilità, straordinario e attività di sala operatoria.
Le organizzazioni sindacali sostengono che gli impegni assunti dalla Direzione Amministrativa non siano stati rispettati. Secondo le sigle, era stato garantito il pieno funzionamento del sistema entro il 30 giugno 2026.
Preoccupa anche il collaudo definitivo, previsto per l’8 luglio. Per i sindacati, infatti, le criticità attuali non risultano ancora concretamente risolte.
Alla protesta hanno aderito anche FVM, FIALS, AAROI-EMAC, UIL e CGIL. Le sigle ritengono non più accettabile concedere ulteriori proroghe alla società affidataria del servizio. Ricordano inoltre che il contratto, aggiudicato con deliberazione n. 571 del 15 aprile 2022, ha un valore complessivo di 3,8 milioni di euro.
I sindacati chiedono quindi all’ASP di Palermo di “avviare immediatamente le procedure per la risoluzione del contratto per inadempienza, qualora ne ricorrano i presupposti”. Chiedono anche di “accertare le responsabilità interne che hanno determinato i gravi disservizi” e di “garantire il pieno ristoro economico dei lavoratori danneggiati dagli errori del sistema”.
Le organizzazioni sindacali annunciano infine che, “in assenza di interventi immediati e risolutivi, si riservano di intraprendere ogni iniziativa utile, in sede sindacale e legale, per la tutela dei diritti dei lavoratori e per la salvaguardia del corretto funzionamento dei servizi aziendali”.
A stretto giro la replica dell’ASP di Palermo
“Venerdì scorso la Direzione Generale ha convocato le OO.SS. della dirigenza e del comparto per dare informazioni e aggiornamenti sulla sostituzione di parte del sistema informativo aziendale, un percorso che si è rivelato più difficoltoso e complesso del previsto”.
L’Azienda precisa che “il percorso di implementazione della nuova piattaforma è tuttora in corso e l’Azienda ha notiziato le OO.SS. che in data 8 luglio è stato già programmato il collaudo, passaggio fondamentale per la definizione dell’effettivo stato del progetto”.
Nella nota, l’ASP aggiunge di avere “avviato ed essere pronta ad attivare ogni azione che si rendesse necessaria per la tutela dei dipendenti e dell’erario pubblico”.
“Nel frattempo, il confronto con le organizzazioni sindacali proseguirà. L’obiettivo è di individuare ipotesi organizzative che permettano di ridurre al minimo i disagi per il personale e definire il più rapidamente possibile le modalità di regolarizzazione delle competenze eventualmente non ancora correttamente liquidate”.







