Nuove regole per incarichi e progressioni di carriera, attenzione all’ingresso dei giovani dirigenti, riconoscimento della pronta disponibilità anche a distanza, ma anche misure concrete su ferie, prestazioni aggiuntive e ricostituzione del rapporto di lavoro. Sono le linee guida fissate nell’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL 2022-2024 della dirigenza medica e sanitaria, approvato dal Comitato di settore Regioni-Sanità. Un passaggio che segna non solo la chiusura di una lunga trattativa, ma anche la preparazione del terreno per la prossima stagione contrattuale 2025-2027, già finanziata in legge di bilancio.
Il documento si articola in più capitoli che toccano tanto gli aspetti economici quanto quelli organizzativi e normativi, con l’obiettivo di rendere più fluido e sostenibile il lavoro dei dirigenti sanitari.
Il quadro finanziario
L’impianto parte dal nodo delle risorse. L’obiettivo è un’allocazione proporzionale tra stipendio base e voci accessorie, con attenzione a garantire equilibrio e sostenibilità. Dal 2025 arriveranno 36,4 milioni di euro aggiuntivi per il superamento dei limiti previsti dal decreto 75/2017, a cui si aggiungono fondi mirati per l’incremento delle indennità di pronto soccorso, specificità medico-veterinaria e sanitaria. Gli oneri restano a carico dei bilanci aziendali, che dovranno provvedere agli accantonamenti.
Incarichi e progressioni di carriera
Un capitolo centrale riguarda il sistema degli incarichi. Per rendere più attrattivo l’ingresso dei giovani, il contratto incrementa la parte fissa della retribuzione di posizione e riconosce premi variabili legati a valutazioni periodiche positive. Inoltre, elimina l’obbligo di un nuovo periodo di prova per i dirigenti stabilizzati, evitando così la sospensione temporanea degli incarichi.
Il testo rafforza il riconoscimento economico per gli incarichi di alta specializzazione e altissima professionalità, mentre impone alle aziende di utilizzare integralmente il Fondo per sostenere lo sviluppo delle carriere e valorizzare le retribuzioni di posizione variabile.
Orario di lavoro
Nessuna modifica sostanziale alla disciplina vigente. La formula di calcolo delle ore eccedenti rimane invariata, ma si rafforza la responsabilità dei dirigenti con incarico gestionale nella pianificazione dei turni e nel controllo delle eccedenze.
Pronta disponibilità anche da remoto
Per la prima volta viene formalmente riconosciuto che rientra nell’istituto della pronta disponibilità anche il lavoro svolto a distanza, a seguito di chiamata. Non un nuovo istituto, ma una modalità ordinaria che richiede garanzie precise sulla sicurezza dei dati e la riservatezza delle informazioni. Prevista inoltre una specifica remunerazione per queste attività. Resta fermo l’obbligo di recarsi in sede quando richiesto.
Ferie e festività
Sulla scia delle indicazioni della Corte di Giustizia europea, il contratto dovrà garantire la fruizione effettiva delle ferie, considerate un diritto fondamentale. Le aziende saranno chiamate a pianificare con attenzione il godimento dei periodi di riposo, evitando accumuli che possano generare contenziosi. Per gli arretrati si aprono soluzioni flessibili, come la fruizione a ore, mentre viene introdotta la possibilità di utilizzare le ferie residue anche durante il periodo di preavviso.
Prestazioni aggiuntive
Il tetto di spesa annuale per le prestazioni aggiuntive verrà agganciato al costo sostenuto nel 2021 ed entrerà sotto la gestione diretta del livello regionale, superando frammentazioni locali.
Ricostituzione del rapporto di lavoro
Un’altra novità riguarda il rientro nel Servizio sanitario nazionale. L’attuale disciplina limita la ricostituzione del rapporto di lavoro all’ultima azienda datore di lavoro. La nuova impostazione punta invece a eliminare questo vincolo, prevedendo la possibilità di rientrare entro cinque anni dalla cessazione, a prescindere dall’azienda, con l’obiettivo di facilitare il ritorno di professionisti – in particolare medici – di cui il sistema ha grande necessità.








