La FIMMG Sicilia esprime forte preoccupazione e disappunto per i ritardi che si registrano su gran parte del territorio regionale nell’attuazione dell’Accordo Integrativo Regionale, sottoscritto ormai da oltre cinque mesi, che prevedeva un modello organizzativo moderno ed efficiente per la medicina generale.
Mentre a livello nazionale il ministro della Salute, Orazio Schillaci, propone una riforma orientata alla dissoluzione della Medicina Generale, giustificandola con l’urgenza di garantire personale sanitario all’interno delle Case di Comunità, in Sicilia si assiste a un paradosso evidente.
La Regione dispone già di uno strumento operativo concreto e condiviso, che consente ai medici di famiglia di lavorare all’interno delle Case di Comunità mantenendo il proprio status di liberi professionisti convenzionati. Un modello equilibrato, che coniuga autonomia professionale e piena integrazione nel sistema pubblico.
Tuttavia, questo modello, a causa di ritardi non certo imputabili ai medici, resta ancora sulla carta.
A distanza di mesi dalla firma dell’accordo, in diverse Asp ancora non si è data attuazione alle misure previste, bloccando di fatto l’istituzione delle AFT, le Aggregazioni Funzionali Territoriali, l’organizzazione del lavoro dei medici in forma aggregata e l’impiego dei medici di medicina generale a quota oraria all’interno delle Case di Comunità. Tutto questo avviene nonostante i medici di famiglia abbiano già individuato anche il gestionale che può consentire l’intercomunicabilità tra i professionisti operanti all’interno dell’AFT.
Questa situazione di stallo impedisce non solo l’evoluzione dell’assistenza territoriale, ma anche la piena realizzazione degli obiettivi del PNRR, mettendo a rischio l’efficienza e la qualità dei servizi per i cittadini.
“È inaccettabile – dichiara Luigi Tramonte, segretario regionale generale Fimmg Sicilia – che mentre si invoca a livello nazionale una riforma strutturale per portare i medici nelle Case di Comunità, in Sicilia vada a rilento l’applicazione di un accordo che già consentirebbe di raggiungere questo obiettivo, senza stravolgere il modello professionale della medicina generale”.
FIMMG Sicilia chiede con urgenza alla Regione di procedere, in ogni singola Asp, alla verifica dello stato di attuazione di quanto previsto dall’Accordo Integrativo Regionale, a partire dall’istituzione delle AFT e dalla loro piena operatività, fino alla presenza dei medici di medicina generale nelle Case di Comunità, con date certe di avvio dei diversi passaggi e senza ulteriori ritardi o tentennamenti.
“I medici di famiglia siciliani sono pronti a fare la loro parte. Non è più tollerabile che ritardi burocratici e lentezza di decisioni politiche o funzionariali impediscano di dare risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini e dei medici di famiglia”, aggiunge.
FIMMG Sicilia continuerà a vigilare e a sollecitare ogni azione necessaria affinché si superi rapidamente questa fase di lentezza.







