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AFT e medicina generale, Curti Gialdino: “Una rete più stabile per i cittadini”

venerdì 12 Giugno - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

Con le elezioni del 6 e 7 giugno, i medici di medicina generale hanno scelto i referenti delle AFT, le Aggregazioni Funzionali Territoriali chiamate a coordinare il lavoro dei professionisti sul territorio e a rafforzare la continuità delle cure. Nell’Asp di Palermo sono previste 34 AFT, di cui 17 nel capoluogo, una ogni circa 30 mila abitanti.

A spiegare obiettivi e prospettive del nuovo modello è Andrea Curti Gialdino, medico di medicina generale della FIMMG e nuovo referente dell’AFT 2 del PTA Albanese, il Presidio Territoriale di Assistenza che comprende le zone di Vergine Maria, Arenella e Montepellegrino.

Una rete coordinata

La AFT, Aggregazione Funzionale Territoriale, rappresenta la nuova organizzazione dell’assistenza primaria, ovvero dei medici di medicina generale. Nell’Asp di Palermo sono previste 34 AFT, di cui 17 a Palermo, una ogni circa 30 mila abitanti, con medici del ruolo unico di assistenza primaria, a ciclo di scelta e ad attività oraria, chiamati ad assicurare una presa in carico più coordinata della popolazione di riferimento. Il modello prevede il coordinamento degli studi medici e delle attività orarie, con una sede di riferimento dell’AFT, allocata anche in Casa di Comunità. Questo consentirà ai cittadini di avere un’organizzazione più stabile e un medico a cui rivolgersi nell’ambito della rete territoriale”.

“I medici continueranno a prendersi cura dei propri assistiti su base fiduciaria. Questo rapporto non viene superato, ma rafforzato da una nuova organizzazione. La continuità assistenziale sarà garantita nei propri orari di ambulatorio e, per tramite della sede unica in Casa di Comunità, alla popolazione di riferimento”.

Cronicità, screening e vaccinazioni

“Il compito dei referenti AFT sarà coordinare le attività orarie dei medici, in accordo con il Distretto, ma anche sviluppare modelli di medicina proattiva. Dobbiamo passare da una medicina che risponde soltanto al bisogno immediato a una medicina capace di seguire meglio i pazienti cronici e fragili”.

Le priorità saranno la presa in carico delle cronicità, con particolare attenzione al diabete mellito, allo scompenso cardiaco, alla BPCO e all’insufficienza renale cronica. A questo si aggiunge il lavoro sugli screening oncologici e sulle vaccinazioni, dalla stagionale antinfluenzale alle vaccinazioni destagionalizzate anti-pneumococcica, anti-Zoster, anti-HPV e anti-RSV”.

“L’inizio delle attività in AFT rappresenta un momento fondamentale per contribuire alla realizzazione delle progettualità legate al DM 77. I referenti neoeletti dovranno organizzare in tempi brevi gli schemi di lavoro dei colleghi delle rispettive AFT, possibilmente promuovendo un primo incontro collegiale”.

Dati, confronto e territorio

“Questo incontro dovrà poi ripetersi con cadenza trimestrale, con lo scopo di analizzare gli esiti derivanti dai dati aggregati e verificare eventuali aree di miglioramento. La AFT, infatti, non è solo continuità assistenziale, ma anche uno strumento di governo clinico, valutazione e miglioramento della qualità assistenziale. Il valore della AFT sarà anche quello di ridurre la frammentazione dell’assistenza territoriale. Il cittadino continuerà ad avere il proprio medico di famiglia, ma potrà contare su una rete più organizzata, con studi coordinati, una sede unica di riferimento e una maggiore integrazione con il Distretto. Questo può rendere più semplice l’accesso alle cure e più efficace la gestione dei bisogni di salute”.

“Per il territorio del PTA Albanese, che comprende Vergine Maria, Arenella e Montepellegrino, questa nuova organizzazione rappresenta una sfida importante. Dovremo lavorare insieme ai colleghi, al Distretto e alla Casa di Comunità per costruire un’assistenza primaria più vicina ai cittadini, più ordinata e più capace di intercettare i bisogni di salute prima che diventino emergenze”.

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