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Aggressione a medico veterinario, Zumbo: “Affidarsi sempre agli organi di indagine”

lunedì 11 Dicembre - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Medicina veterinaria, News ed eventi, Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Palermo
Un nuovo atto intimidatorio e violento nei confronti di un medico veterinario nello svolgimento del suo ruolo istituzionale di protezione della salute umana e animale.
Il professionista protagonista di questa vicenda è un dirigente medico veterinario in servizio presso l’ASP di Ragusa che, dopo l’attività di controllo presso uno stabilimento produttivo del territorio, ha trovato la sua auto con tutti i pneumatici tagliati.
Su quanto accaduto abbiamo chiesto maggiori informazioni al Presidente della Federazione Regionale degli Ordini dei Medici Veterinari (FROMVS), il dottor Luigi Zumbo.

Quali sono le ragioni per cui i medici veterinari sono oggetto di atti intimidatori?

Le ragioni sono diverse a seconda del ruolo svolto. Nel caso dei medici veterinari impegnati in sanità pubblica, come in questo caso, è necessario partire dal presupposto che questi costituiscono la prima linea di difesa nei confronti di tutte le zoonosi, ovvero quelle malattie che possono essere trasmesse da animale a uomo. Il medico veterinario in questo contesto opera assicurando tutti i prodotti di origine animale che fanno parte della nostra alimentazione siano salubri e non contengano residui. Per ottenere ciò la catena dei controlli inizia dall’allevamento, salvaguardando il benessere animale e riducendo al massimo l’utilizzo di farmaci. I controlli vengono poi fatti lungo tutta la filiera, come per esempio gli stabilimenti che producono alimenti per animali, il trasporto, la macellazione e i laboratori di produzione. Sovrapponibile in alcuni passaggi è l’attività sul pescato. Chiarire tutti i campi di intervento della medicina veterinaria pubblica è complesso, ma per inquadrare il problema basti sapere che il solo settore zootecnico in Italia vale secondo le ultime stime circa 30 miliardi di euro”.

Quindi parliamo di interessi economici?

“Ovviamente sì! Il medico veterinario tutela la salute pubblica e certe volte è chiamato a farlo a discapito di un sistema produttivo che non intende adeguarsi alle regole. Regole, appunto, a tutela della salute dell’uomo e dell’animale e che si basano su evidenze scientifiche”.

Quanto accaduto è un caso isolato?

Tutt’altro. Gli atti intimidatori fisici e verbali sono in aumento sia nel settore pubblico che privato. Tutto questo, oltre che preoccupare la professione, dovrebbe seriamente preoccupare gli organi di indagine e la cittadinanza che dal medico veterinario è tutelata”.

Cosa si può fare?

“Affidarsi sempre agli organi di indagine. La professione, dal canto suo, deve fare fronte comune e deve porre i fatti sotto la giusta attenzione. Il Collega di Ragusa deve avere la certezza che la medicina veterinaria è con lui e con tutti i professionisti che ogni giorno svolgono il loro ruolo in scienza e coscienza, secondo il nostro giuramento”.

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