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Sla, addio suoni metallici. Aisla lancia “My voice” per donare una voce a chi l’ha persa

martedì 6 Dicembre - 2022 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Articoli, News ed eventi, Salute
Attualmente sono circa 6.000 i malati in Italia che soffrono di Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica.
Tra le tante conseguenze della patologia degenerativa progressiva c’è anche la perdita della capacità di parlare con la propria voce, motivo di grande sofferenza, anche per i familiari.
La tecnologia è venuta incontro alle esigente di comunicazione e, oggi, l’Aisla (Associazione italiana sclerosi laterale amiotrofica) ha avviato la campagna “My Voice“ per dare la voce alle persone con Sla, permettendogli di dimenticare i registri vocali sintetizzati elettronicamente che emettevano “voci” metalliche e impersonali.
“Donare la voce non è solo un gesto solidale ma anche un atto di fede – spiega il presidente di Aisla Fulvia Massimelli e il presidente di NeMO, Alberto Fontana – è credere nella possibilità che la ricerca e la scienza possano contribuire a migliorare oggi la qualità della vita e pensare domani ad una risposta di cura per la Sla“.
La sfida nasce con il progetto Voice for Purpose, che mette a disposizione delle persone con Sla le più avanzate tecnologie di sintesi vocale tramite la piattaforma dedicata, con una libreria di voci espressive fra le quali scegliere.
E, inoltre, quando la persona ha ancora la capacità di parlare con la propria voce, accedendo alla piattaforma, può avviare il percorso finalizzato a “salvarla”.
Testimonial d’eccezione del progetto sono Pino Insegno e Ron che hanno dato la loro voce, donazione che possono fare tutti accederanno al portale e incrementando, così, la libreria.

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