Ottobre è il mese della lotta contro la più frequente neoplasia femminile.
Secondo i dati del Ministero della Salute, nel 2020 sono stati diagnosticati 55.000 nuovi casi di carcinomi della mammella, ma lo screening e la diagnosi precoce permettono di identificare un numero sempre maggiore di tumori allo stadio iniziale portando così il tasso di sopravvivenza, a 5 anni dalla diagnosi, all’88%.
Il dottor Benedetto Di Trapani, specialista in chirurgia generale e senologia chirurgica, insieme al dottor Giuseppe Cuccia, specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva, hanno evidenziato l’importanza della prevenzione, ma soprattutto la multidisciplinarietà.
Permette, infatti, di “far entrare la paziente in sala operatoria col tumore al seno, assistita dal chirurgo, dal senologo, che si occuperà di togliere la malattia, e dal chirurgo plastico che, contestualmente, ricostruirà il seno“.
Il dottor Cuccia ha parlato delle nuove tecniche ricostruttive, utilizzate anche nell’asportazione della mammella in maniera profilattica quando vi è una predisposizione genetica.
“La prevenzione sta diventando sempre più diffusa e i pazienti che sono predisposti geneticamente a un tumore al seno, chiedono l’asportazione della mammella in maniera profilattica. Scenario completamente differente rispetto alla mastectomia. Quindi lavoriamo in modo più conservativo su una paziente sana e, con tecniche ricostruttive recenti, tessuti ingegnerizzati che rivestono le protesi mammarie, si ottengono ottimi risultati”.







