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Malattie infettive: Antonio Cascio referente della Sicilia tra sorveglianza ed emergenze

mercoledì 16 Settembre - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, News ed eventi

La Regione Siciliana ha individuato Antonio Cascio come nuovo referente regionale per le malattie infettive. La designazione arriva dal Dipartimento regionale per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico (DASOE) dall’assessorato regionale della Salute, guidato da Giacomo Scalzo, che ha comunicato la scelta al ministero della Salute.

Cascio è direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive e tropicali del Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo. È professore ordinario dell’Università degli Studi di Palermo e consigliere nazionale della Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali. Inoltre, è componente del Comitato scientifico della Fondazione Human Biosafety Health ETS, che si occupa di prevenzione e gestione del rischio biologico, biocontenimento, formazione e risposta alle emergenze sanitarie.

La nomina rafforza un ruolo che l’infettivologo ha già assunto negli ultimi mesi nelle attività regionali di prevenzione e risposta alle emergenze infettive. Cascio era stato individuato dalla Regione anche come referente per il coordinamento legato al rischio Ebola, nell’ambito delle misure attivate dopo il nuovo aumento dell’attenzione internazionale sul virus. Più recentemente è entrato anche nella task force regionale istituita dopo i casi di difterite a Palermo. Due esperienze che lo hanno già coinvolto nella gestione di emergenze e attività di sanità pubblica a livello regionale.

Il ruolo

Con la nuova designazione Cascio assume un ruolo più ampio. Diventa il referente regionale per le malattie infettive e il punto di raccordo tra il livello regionale, le Aziende sanitarie e le istituzioni nazionali. Una parte importante del lavoro riguarda il sistema PREMAL, che raccoglie le segnalazioni delle malattie infettive provenienti dal territorio e le trasferisce lungo il percorso di sorveglianza previsto a livello nazionale. Il decreto ministeriale del 7 marzo 2022 disciplina infatti tempi, modalità di segnalazione e soggetti coinvolti nel sistema.

A livello regionale il lavoro comprende la verifica e la validazione delle notifiche, il controllo della completezza delle informazioni e il raccordo con le Aziende sanitarie quando servono integrazioni sui dati clinici, epidemiologici o di laboratorio. Rientrano nel coordinamento anche la gestione delle allerte e dei focolai che coinvolgono più territori, la sorveglianza dell’andamento delle malattie infettive e lo scambio di informazioni con il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità. L’indagine sul singolo caso resta invece in capo alle strutture territoriali competenti, mentre il livello regionale svolge soprattutto una funzione di supervisione e coordinamento.

Una rete più integrata

“Ringrazio l’assessorato regionale della Salute, L’assessore Marcello Caruso e il dirigente generale del DASOE Giacomo Scalzo per la fiducia. Questo incarico richiede soprattutto capacità di coordinamento, perché oggi le malattie infettive impongono di tenere insieme sorveglianza epidemiologica, prevenzione, assistenza ospedaliera e territorio. Negli ultimi mesi abbiamo visto quanto sia importante poter reagire rapidamente. Sia davanti al rischio di infezioni emergenti sia quando tornano a presentarsi malattie che possiamo prevenire con la vaccinazione”, ha dichiarato Cascio.

Il lavoro dovrà quindi puntare su una rete sempre più integrata tra Assessorato, aziende sanitarie, università e professionisti. L’obiettivo è rafforzare la capacità di intercettare precocemente i rischi, condividere le informazioni e garantire risposte omogenee su tutto il territorio regionale. Sarà importante anche mantenere un collegamento costante con il ministero della Salute e con le reti nazionali di sorveglianza. È un incarico che affronto con grande senso di responsabilità e con l’idea che la prevenzione resti il primo strumento di tutela della salute pubblica”, ha concluso.

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