Gli autisti-soccorritori della SEUS intervengono nel dibattito che in questi giorni sta investendo il sistema 118 siciliano e chiedono che, accanto alle criticità emerse, venga raccontato anche il lavoro svolto quotidianamente dal personale. Il COES Sicilia e un gruppo di dipendenti della società prendono posizione a sostegno della SEUS e del presidente Riccardo Castro, contestando una rappresentazione che, a loro giudizio, rischia di attribuire all’azienda responsabilità che appartengono invece all’intera organizzazione dell’emergenza-urgenza.
“Conosciamo le difficoltà, ma conosciamo anche il lavoro svolto, gli investimenti, il rinnovamento della flotta e l’impegno quotidiano per affrontare criticità reali, a partire dalla carenza di personale”, afferma il COES Sicilia. Per l’associazione, la SEUS “è una realtà solida, che sta attraversando un concreto percorso di crescita, rinnovamento e consolidamento” e non può essere trasformata “nel capro espiatorio di ogni criticità del sistema dell’emergenza-urgenza”. Le criticità, sottolinea il COES, devono essere affrontate, ma individuando con precisione competenze e responsabilità e verificando i fatti prima di formulare giudizi.
Nel comunicato arriva anche un sostegno diretto a Riccardo Castro, al quale l’associazione riconosce “capacità, trasparenza, equilibrio e senso di responsabilità”. Una posizione che si inserisce nel confronto aperto negli ultimi giorni sulle difficoltà del 118, dalla carenza di personale ai fermi dei mezzi e all’organizzazione del servizio. Su questi aspetti Castro ha sostenuto che le responsabilità vadano valutate lungo l’intera filiera dell’emergenza-urgenza e non ricondotte automaticamente alla sola società che gestisce mezzi e autisti-soccorritori.
“La SEUS non è soltanto un’azienda, è fatta da migliaia di lavoratori che ogni giorno garantiscono il 118 ai cittadini siciliani. Attaccare indiscriminatamente la Società significa rischiare di delegittimare anche il lavoro di chi è quotidianamente in prima linea”, sostiene il COES, che rivolge un messaggio anche alla politica e all’assessore regionale alla Salute. La richiesta è di “guardare ai fatti, verificare i numeri e distinguere le responsabilità”, mettendo la società nelle condizioni di lavorare e intervenendo sulle criticità strutturali del sistema.
Alla presa di posizione dell’associazione si aggiunge quella di alcuni lavoratori della SEUS, che hanno inviato una lettera al presidente Castro. Autisti-soccorritori e operatori di diverse province siciliane riconoscono l’esistenza di problemi ancora da risolvere, ma chiedono che nel giudizio complessivo venga considerato anche ciò che, a loro avviso, è cambiato negli ultimi anni. Nella lettera vengono richiamati il rinnovamento della flotta, gli investimenti sull’organizzazione e sulla formazione, il rafforzamento del ruolo della società nel sistema dell’emergenza-urgenza e alcuni risultati ottenuti sul fronte del personale, tra cui la contrattazione di secondo livello e il riconoscimento di istituti contrattuali.
“Conoscono bene le difficoltà del servizio e nessuno di loro sostiene che non ci siano problemi da affrontare. Ma conoscono altrettanto bene ciò che in questi anni è cambiato”, si legge nella lettera. Secondo i lavoratori, il rischio è che il confronto pubblico finisca per restituire una rappresentazione esclusivamente negativa della SEUS, coinvolgendo non soltanto la governance ma anche chi ogni giorno opera sulle ambulanze e garantisce il soccorso ai cittadini.
“I lavoratori di questa azienda chiedono semplicemente che il giudizio sia completo, basato sui fatti e che, accanto alle accuse, venga ascoltata anche la loro esperienza”, scrivono. Una posizione che si salda con quella del COES, secondo cui gli autisti-soccorritori non chiedono privilegi, ma “rispetto, strumenti, personale e condizioni adeguate per poter continuare a fare il proprio lavoro”.








