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Ricerca sanitaria 2026 2028, priorità a IA, trasferibilità e riduzione delle disuguaglianze

venerdì 4 Settembre - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro

Trasformare più rapidamente la ricerca in risultati utilizzabili nella pratica clinica, rafforzare medicina personalizzata e di precisione, sfruttare dati sanitari e intelligenza artificiale, ridurre le disuguaglianze territoriali e studiare anche l’organizzazione concreta del Servizio sanitario. Questi sono alcuni degli obiettivi del nuovo Programma nazionale della ricerca sanitaria (PNRS) per il triennio 2026 2028, che assegna un peso crescente alla capacità dei progetti di produrre effetti misurabili su prevenzione, diagnosi, cure, riabilitazione e funzionamento dei servizi.

Il Ministero della Salute ha trasmesso il documento alle Regioni insieme allo schema del nuovo bando della ricerca finalizzata. Il Comitato tecnico sanitario aveva già esaminato il Programma il 27 maggio e aveva approvato il testo all’unanimità. Il passaggio in Conferenza Stato Regioni rientra nell’iter previsto dall’articolo 12 bis del decreto legislativo 502 del 1992 per l’adozione del Programma triennale.

Dalla ricerca alle cure

Il Programma rafforza il legame tra ricerca preclinica, ricerca traslazionale e attività clinica. L’obiettivo non consiste soltanto nel produrre nuove conoscenze, ma nel portarle verso sperimentazioni, percorsi diagnostici e terapeutici e soluzioni che il Servizio sanitario possa realmente utilizzare. Allo stesso tempo il Ministero amplia lo spazio della ricerca organizzativa e gestionale. I progetti potranno studiare i fattori professionali e organizzativi che incidono sull’efficacia dei servizi. Potranno inoltre valutare sicurezza, efficacia e rapporto tra costi e benefici di trattamenti e tecnologie. Spazio anche all’analisi delle conseguenze delle innovazioni cliniche e gestionali.

In questa direzione rientrano anche problemi molto concreti del SSN. Tra le priorità il bando indica studi capaci di migliorare l’efficienza dei processi, ridurre sprechi e duplicazioni degli esami, intervenire sulle liste d’attesa e contrastare le disuguaglianze territoriali. Il Programma dedica spazio anche alla prevenzione lungo tutte le fasi. Passa dalla riduzione dei fattori di rischio agli screening, fino alla gestione della cronicità, alla prevenzione delle complicanze e alla riduzione dell’ipermedicalizzazione. Per screening e diagnosi precoce richiama in particolare appropriatezza, adesione ed equità, anche attraverso nuovi modelli organizzativi e strumenti digitali.

Resta centrale anche l’approccio One Health, che mette in relazione salute umana, ambiente e salute animale. Il Programma comprende la ricerca sulla sicurezza ambientale e nei luoghi di lavoro, sul benessere animale e sulle patologie di origine ambientale. Un altro ambito riguarda la capacità di risposta alle nuove emergenze sanitarie. Sul fronte pandemico, il Ministero punta soprattutto sul mantenimento e sul coordinamento di reti e infrastrutture di ricerca stabili. L’obiettivo è poter accelerare la risposta quando emerge una nuova minaccia infettiva.

IA e dati sanitari

Il nuovo PNRS dà molto più spazio alle tecnologie digitali. Il Comitato tecnico sanitario, durante l’esame del testo, ha indicato tra gli aggiornamenti più rilevanti proprio la medicina personalizzata, l’intelligenza artificiale, i dati sanitari e la maggiore attenzione alla ricerca organizzativa e alle ricadute dei progetti. 

L’intelligenza artificiale entra tra le priorità strategiche, ma il Ministero lega il suo impiego a sicurezza, validazione e supervisione umana. Il Programma richiama il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale e sottolinea la necessità di garantire qualità dei dati, trasparenza, tracciabilità e gestione del rischio. Parallelamente punta sull’interoperabilità dei sistemi, sull’uso secondario dei dati sanitari per finalità di ricerca e sull’integrazione con lo Spazio europeo dei dati sanitari. L’unione tra dati clinici, genomici ed epidemiologici, biobanche e infrastrutture digitali rappresenta uno degli strumenti indicati per sviluppare medicina personalizzata e di precisione e rafforzare la ricerca traslazionale.

Il documento dedica attenzione anche alla tutela delle persone coinvolte nella ricerca. Nei progetti che utilizzano dati sanitari chiede chiarezza sulle finalità del trattamento, adeguate garanzie tecnologiche e organizzative e forme di consenso coerenti con l’evoluzione della ricerca basata sui dati. Richiama inoltre una protezione particolare per minori, donne in gravidanza, persone con capacità decisionale limitata e soggetti in condizioni di emergenza.

Più peso all’impatto

Il Programma cambia anche il peso attribuito ai diversi criteri di valutazione. Il Ministero indica tra gli elementi da considerare il peso delle malattie, la coerenza con le priorità europee e la possibilità di trasferire i risultati nella pratica clinica e organizzativa. Entrano nella valutazione anche il coinvolgimento di più centri, la capacità di attrarre investimenti e l’approccio multidisciplinare. A questi si aggiungono la sostenibilità economica e la riduzione delle disuguaglianze territoriali. Il PNRS punta inoltre a introdurre indicatori nazionali per seguire i risultati nel tempo e valutare la trasferibilità, la replicabilità e la sostenibilità delle innovazioni finanziate.

Lo schema del bando rende questi principi più concreti. La peer review internazionale potrà assegnare fino a 30 punti alla qualità scientifica, 25 alla metodologia e alla fattibilità, 20 all’impatto sul Servizio sanitario, 15 al gruppo di ricerca e 10 alla capacità di implementare e trasferire i risultati. Per entrare tra i progetti finanziabili serviranno almeno 60 punti su 100 e almeno 10 punti sui 20 dedicati all’impatto sul SSN.

Tra le priorità compare anche il riequilibrio territoriale. Nei progetti di ricerca collaborativa tra IRCCS il bando valorizza il coinvolgimento di almeno un partner del Mezzogiorno, compresa la Sicilia. Il documento richiama esplicitamente il principio perequativo già utilizzato nei bandi PNRR. Parallelamente il PNRS aggiorna il ruolo degli IRCCS alla luce della riforma completata nel 2026 e lega sempre più la programmazione della ricerca all’impatto sanitario e organizzativo, oltre che alla qualità scientifica e assistenziale.

Il Programma insiste anche sul capitale umano. Indica formazione avanzata, dottorati, esperienze in laboratori italiani e stranieri, mobilità tra IRCCS, università ed enti di ricerca e una maggiore collaborazione tra Ministero della Salute e Ministero dell’Università. Richiama inoltre il problema della continuità professionale del personale della ricerca. Ma anche la necessità di rafforzare le strutture che supportano progettazione, sperimentazioni cliniche e attività dei comitati etici.

Il bando prevede progetti ordinari di ricerca finalizzata, progetti per giovani ricercatori e progetti cofinanziati. Per i giovani ricercatori il documento indica il requisito di età inferiore a 40 anni alla scadenza. Nei progetti cofinanziati il soggetto privato deve garantire un contributo almeno pari al finanziamento richiesto al Ministero e non può diventare unico proprietario dell’eventuale brevetto. Ogni progetto dura 36 mesi. Il finanziamento richiesto può andare da 150 mila a 450 mila euro per ricerca finalizzata e giovani ricercatori e arrivare fino a 700 mila euro per i progetti cofinanziati.

I finanziamenti

Nel materiale trasmesso c’è una parte finanziaria, distinta dal testo generale del PNRS. Lo schema di bando contiene un articolo dedicato alle risorse economiche, ma nella versione allegata gli importi complessivi e la ripartizione tra le diverse tipologie di progetto risultano ancora lasciati in bianco.

Nel fascicolo compare però una nota della Direzione generale della ricerca e dell’innovazione destinata al Ministero dell’Economia. Qui gli importi risultano quantificati. Lo stanziamento ordinario per la ricerca finalizzata ammonta a 43 milioni di euro l’anno. Il nuovo bando previsto per il 2027 dispone complessivamente di 129 milioni di euro, relativi ai tre esercizi finanziari 2025, 2026 e 2027. La stessa nota indica 150 milioni per il precedente bando RF 2024, già nella fase di convenzionamento, per un totale di 279 milioni riferiti alle due procedure. 

I finanziamenti seguono normalmente tre tranche. Il Ministero eroga il 40% all’avvio, un altro 40% dopo 18 mesi e dopo la relazione scientifica intermedia e il restante 20% alla conclusione del progetto, dopo l’esame della relazione finale e della rendicontazione. Per queste obbligazioni la nota programma 111,6 milioni nel 2028, 81,6 milioni nel 2029 e 25,8 milioni nel 2031.

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