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Vaccini pediatrici, Caruso: “Scuole, chiamate dirette e sanzioni per gli inadempienti”

giovedì 3 Settembre - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: Lavoro, Salute

Seconda riunione oggi, 3 settembre 2026, per la task force regionale sulle vaccinazioni pediatriche istituita dall’assessorato della Salute Marcello Caruso dopo i casi di difterite registrati a Palermo. Sul tavolo le misure da rafforzare per recuperare le coperture ancora insufficienti e raggiungere più rapidamente i bambini che risultano non vaccinati.

Secondo i dati del Ministero della Salute relativi al 2025, in Italia la vaccinazione contro la difterite entro i 24 mesi raggiunge il 94,46%, mentre in Sicilia si ferma all’85,88%. Nell’Isola la percentuale sale all’89,80% a 36 mesi e al 90,80% a 48 mesi. A quattro anni sono ancora dieci, tra Regioni e Province autonome, i territori sotto la soglia del 95%.

“Il recupero delle coperture parte da una situazione ancora critica, ma migliore rispetto a quella del 2025. Stiamo monitorando esattamente i dati, che sono sensibilmente cresciuti negli ultimi giorni, anche sull’onda emotiva di quanto purtroppo è accaduto e grazie alle attività messe in campo dalle Asp, a partire dalla riapertura dei centri vaccinali. Questo ci ha sicuramente molto aiutato”, spiega Caruso.

Abbiamo coinvolto i medici di medicina generale perché, anche a causa della carenza dei pediatri, una parte dei bambini viene ormai seguita da loro. Abbiamo coinvolto anche i pediatri, che in questo percorso sono assolutamente decisivi perché hanno già a disposizione gli elenchi dei bambini in carico che non risultano vaccinati e possono richiamare direttamente le famiglie. Oggi abbiamo quindi una rete più ampia e strumenti che ci consentono di conoscere con maggiore precisione dove intervenire e quali famiglie raggiungere”, fa presente.

“Oggi ho avuto un incontro, anche se telefonico, con il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia. Stiamo lavorando alla possibilità di prevedere punti vaccinali direttamente nelle scuole, con medici accreditati. Le scuole conoscono quali sono i bambini iscritti che non risultano in regola e possono quindi contattare le famiglie. Vaccinare a scuola, in un luogo più familiare, può anche favorire una maggiore adesione. La prossima settimana lavoreremo a un protocollo con l’Ufficio scolastico regionale per definire questo percorso“, aggiunge.

Nei prossimi giorni tutte le Asp saranno chiamate a contattare i soggetti che risultano ancora scoperti, soprattutto quelli che non hanno effettuato neanche la prima vaccinazione. Non saranno soltanto invitati a vaccinarsi, ma sarà direttamente l’Asp a indicare un periodo entro il quale recarsi al centro vaccinale. In questo modo eliminiamo anche il problema della prenotazione. L’Asp contatterà direttamente la famiglia, fornirà tutte le informazioni necessarie e indicherà il centro vaccinale più vicino o gli altri centri disponibili. Oggi abbiamo inoltre un database aggiornato giorno per giorno che ci consente di verificare tutte le vaccinazioni effettuate”, sottolinea.

Se la famiglia non effettua la vaccinazione, il sistema registrerà il mancato adempimento e scatteranno le procedure previste dalla normativa. Le Asp trasmetteranno i dati alle scuole per gli adempimenti di competenza e procederanno alla contestazione della violazione dell’obbligo vaccinale, con l’applicazione della sanzione amministrativa prevista dalla legge. Inoltre segnaleranno il caso all’autorità giudiziaria competente, che valuterà quali provvedimenti adottare. Non parliamo comunque di numeri enormi. I soggetti sui quali dobbiamo intervenire sono numericamente circoscritti e confidiamo quindi di poterli raggiungere tutti in un tempo ragionevole, convincendone una parte sicuramente significativa. Chi invece continuerà a non voler vaccinare i propri figli saprà quali sono le conseguenze previste dalla legge”, ribadisce.

Abbiamo messo in campo tutto. Sono convinto che questo sistema, nato in una situazione emergenziale ma destinato a entrare a regime anche per il futuro, ci metterà nelle condizioni di migliorare notevolmente le performance vaccinali della Sicilia”, conclude Caruso.

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