La Sicilia occupa il settimo posto nazionale per numero assoluto di donatori utilizzati, ma continua a registrare uno dei livelli più elevati di opposizione.
Il Report 2025 del Centro nazionale trapianti descrive una rete capace di sostenere percorsi complessi e garantire opportunità di cura ai pazienti in attesa. Nel confronto europeo, l’Italia si conferma seconda tra i principali Paesi europei per tasso di donazione, con 29,8 donatori per milione di abitanti. Davanti resta soltanto la Spagna, mentre seguono Francia, Regno Unito e Germania. La rete italiana ha inoltre raggiunto il record di 4.678 trapianti di organo.
Nel corso del 2025 nell’Isola sono stati effettuati 185 accertamenti, con 86 donatori effettivi e 84 utilizzati. In termini assoluti, precedono la Sicilia Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte-Valle d’Aosta, Toscana e Lazio. Al risultato contribuisce anche il programma di donazione a cuore fermo, con 18 accertamenti, 16 donatori effettivi e 15 utilizzati. Il dato più critico riguarda i dinieghi, 82 in totale, pari al 44,3% degli accertamenti, contro una media italiana del 29,2%. Tra i sistemi regionali e interregionali indicati nel rapporto, la Sicilia presenta il quinto tasso più alto, dopo Calabria, Basilicata, Abruzzo-Molise e Umbria. Il divario mostra che strutture, competenze ed équipe specializzate da sole non bastano senza un’attività costante di informazione e sensibilizzazione.
Anche le dichiarazioni rese al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità confermano la criticità. Nel 2025, in Sicilia, ha espresso la propria volontà il 57,1% dei maggiorenni che hanno ricevuto il documento, poco meno della media nazionale del 58,9%. Tra quanti hanno scelto, però, il 50,8% si è opposto alla donazione. È la percentuale più alta tra le regioni italiane e conferma la necessità di rafforzare informazione, fiducia e consapevolezza prima che la decisione arrivi nel momento del dolore.
Anche le dichiarazioni rese al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità confermano la criticità. Nel 2025, a livello nazionale, il 58,9% di chi ha rinnovato il documento ha espresso la propria volontà. Tra quanti hanno scelto, il 40,1% ha detto no. In Sicilia, invece, le opposizioni hanno raggiunto il 50,8%, la percentuale più alta tra le regioni. Un dato che rafforza la necessità di investire in informazione, fiducia e consapevolezza.
“I risultati raggiunti nel 2025 confermano la solidità e la capacità operativa della rete trapiantologica siciliana. Anche i primi dati del 2026, con 111 potenziali donatori segnalati, 60 procurati e 55 effettivi, mostrano che il sistema continua a lavorare con impegno e a offrire concrete opportunità di cura ai pazienti in attesa. Questi numeri sono il risultato di un’attività complessa, che richiede tempestività, competenze altamente specialistiche e una piena collaborazione tra rianimazioni, coordinamenti, centri di prelievo e centri trapianto”, commenta Giorgio Battaglia, direttore del Centro regionale trapianti della Sicilia, tracciando anche un primo bilancio del 2026.
“Restano, tuttavia, alcune criticità sulle quali è necessario intervenire, a partire dalle opposizioni alla donazione, che nel 2026 risultano finora 38. Non è soltanto un problema sanitario o organizzativo, ma soprattutto una questione culturale. Dobbiamo aiutare i cittadini a conoscere meglio il valore della donazione e a compiere una scelta consapevole quando sono ancora in vita. Senza lasciare alle famiglie il peso di una decisione così delicata nel momento del dolore. Servono informazione continua, formazione e un dialogo capillare nelle scuole, nei Comuni e nei luoghi di cura, per contrastare paure e convinzioni prive di fondamento“, sottolinea.








