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Donazione di organi, i troppi no frenano la Sicilia. Battaglia: “Serve un cambio culturale”

mercoledì 5 Agosto - 2026 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi

La Sicilia occupa il settimo posto nazionale per numero assoluto di donatori utilizzati, ma continua a registrare uno dei livelli più elevati di opposizione.

Il Report 2025 del Centro nazionale trapianti descrive una rete capace di sostenere percorsi complessi e garantire opportunità di cura ai pazienti in attesa. Nel confronto europeo, l’Italia si conferma seconda tra i principali Paesi europei per tasso di donazione, con 29,8 donatori per milione di abitanti. Davanti resta soltanto la Spagna, mentre seguono Francia, Regno Unito e Germania. La rete italiana ha inoltre raggiunto il record di 4.678 trapianti di organo.

Nel corso del 2025 nell’Isola sono stati effettuati 185 accertamenti, con 86 donatori effettivi e 84 utilizzati. In termini assoluti, precedono la Sicilia Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte-Valle d’Aosta, Toscana e Lazio. Al risultato contribuisce anche il programma di donazione a cuore fermo, con 18 accertamenti, 16 donatori effettivi e 15 utilizzati. Il dato più critico riguarda i dinieghi, 82 in totale, pari al 44,3% degli accertamenti, contro una media italiana del 29,2%. Tra i sistemi regionali e interregionali indicati nel rapporto, la Sicilia presenta il quinto tasso più alto, dopo Calabria, Basilicata, Abruzzo-Molise e Umbria. Il divario mostra che strutture, competenze ed équipe specializzate da sole non bastano senza un’attività costante di informazione e sensibilizzazione.

Anche le dichiarazioni rese al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità confermano la criticità. Nel 2025, in Sicilia, ha espresso la propria volontà il 57,1% dei maggiorenni che hanno ricevuto il documento, poco meno della media nazionale del 58,9%. Tra quanti hanno scelto, però, il 50,8% si è opposto alla donazione. È la percentuale più alta tra le regioni italiane e conferma la necessità di rafforzare informazione, fiducia e consapevolezza prima che la decisione arrivi nel momento del dolore.

Anche le dichiarazioni rese al momento del rilascio o del rinnovo della carta d’identità confermano la criticità. Nel 2025, a livello nazionale, il 58,9% di chi ha rinnovato il documento ha espresso la propria volontà. Tra quanti hanno scelto, il 40,1% ha detto no. In Sicilia, invece, le opposizioni hanno raggiunto il 50,8%, la percentuale più alta tra le regioni. Un dato che rafforza la necessità di investire in informazione, fiducia e consapevolezza.

“I risultati raggiunti nel 2025 confermano la solidità e la capacità operativa della rete trapiantologica siciliana. Anche i primi dati del 2026, con 111 potenziali donatori segnalati, 60 procurati e 55 effettivi, mostrano che il sistema continua a lavorare con impegno e a offrire concrete opportunità di cura ai pazienti in attesa. Questi numeri sono il risultato di un’attività complessa, che richiede tempestività, competenze altamente specialistiche e una piena collaborazione tra rianimazioni, coordinamenti, centri di prelievo e centri trapianto”, commenta Giorgio Battaglia, direttore del Centro regionale trapianti della Sicilia, tracciando anche un primo bilancio del 2026.

“Restano, tuttavia, alcune criticità sulle quali è necessario intervenire, a partire dalle opposizioni alla donazione, che nel 2026 risultano finora 38. Non è soltanto un problema sanitario o organizzativo, ma soprattutto una questione culturale. Dobbiamo aiutare i cittadini a conoscere meglio il valore della donazione e a compiere una scelta consapevole quando sono ancora in vita. Senza lasciare alle famiglie il peso di una decisione così delicata nel momento del dolore. Servono informazione continua, formazione e un dialogo capillare nelle scuole, nei Comuni e nei luoghi di cura, per contrastare paure e convinzioni prive di fondamento“, sottolinea.

“Un ringraziamento va agli operatori sanitari. Ogni giorno, spesso lontano dai riflettori, rendono possibile l’intero percorso della donazione e del trapianto. Allo stesso tempo, una gratitudine ancora più profonda va alle famiglie. Nel momento del dolore, hanno saputo trasformare una perdita in una possibilità di vita per altri. Infine, il pensiero va ai donatori, che hanno creduto nella solidarietà, nella scienza e nel valore di una scelta capace di restituire speranza”, conclude.

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