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Umanizzazione delle cure, Amato alla Camera: “Rimettere il paziente al centro”

giovedì 2 Ottobre - 2025 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi

La persona nella sua interezza, fisica, psicologica, relazionale e spirituale, insieme all’etica professionale è stata al centro del convegno “Umanizzazione delle cure: etica, deontologia e centralità della persona in sanità”, promosso dall’intergruppo parlamentare Sanità e Ripresa. L’incontro alla Camera dei deputati, presieduto da Alessandro Astorino, ha riunito esperti per riflettere su ascolto, empatia e rispetto della dignità del paziente.

Tra i partecipanti anche il presidente dell’Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, che ha richiamato l’urgenza di restituire umanità alla pratica clinica in un sistema sanitario sempre più tecnologico.

L’intervento del presidente

“Sono qui per due motivi: innanzitutto per l’invito di Alessandro Astorino, un amico con cui da anni condivido riflessioni su temi come questo. E poi perché oggi è urgente riportare al centro della medicina la persona, non solo il malato. È un tema che non riguarda solo la Sicilia, ma che coinvolge tutto il mondo della sanità”.

“Come rappresentante della WMA vedo come la questione della centralità della persona stia emergendo ovunque. Pensiamo, ad esempio, alle sperimentazioni cliniche: troppo spesso i cosiddetti volontari non sono realmente liberi, ma persone fragili, povere, persino detenuti, che firmano consensi informati senza reale consapevolezza. In questo modo il valore della persona viene annullato. Restituire dignità significa anche questo: riconoscere che la medicina è sì scienza, ma resta soprattutto un’arte al servizio della vita”.

“Negli ultimi decenni la formazione universitaria ha frammentato la conoscenza: si studiano gli organi in maniera verticale, dimenticando che l’essere umano è un corpo complesso, fatto di interazioni. Per fortuna oggi si avverte la necessità di rivedere questo modello e di tornare a una formazione che unisca scienza e umanesimo”.

“Come Ordini dei medici siciliani abbiamo avviato con le quattro università della regione una Scuola di Medicina Umana e Sociale, che partirà con master universitari su temi come la storia e la filosofia della medicina, l’antropologia del medico e del paziente, l’etica della nascita e del fine vita, l’educazione terapeutica. Perché su questioni così delicate non possiamo permettere che parlino persone impreparate. Serve cultura, preparazione e consapevolezza. Il nostro compito, come Ordini, non è solo vigilare, ma coltivare il capitale umano che le università formano, accompagnando i giovani medici lungo tutta la loro carriera”.

“La medicina, infatti, non può ridursi a mera tecnologia: deve rimanere relazione, cura e conoscenza della persona. La cura non è solo tecnica, ma cultura e responsabilità etica”.

Un confronto tra istituzioni

Dopo l’apertura dei lavori dell’onorevole Simona Loizzo, presidente dell’intergruppo, e i saluti istituzionali del presidente della Camera, Lorenzo Fontana, sono intervenuti diversi esperti.

Tra i relatori anche Vincenzo La Regina, presidente dell’Istituto nazionale di neuroleadership (Innel). È intervenuto poi Umberto Moscato, responsabile della sorveglianza sanitaria dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. A seguire Paolo Petralia, vicepresidente vicario della Fiaso, e Gennaro Sosto, vicepresidente vicario di Federsanità.

Le conclusioni sono state affidate a monsignor Hilary Franco, consigliere presso la Missione permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite e membro della Pontifical Path to Peace Foundation. Il suo intervento ha ribadito il carattere ampio e condiviso del dibattito. Obiettivo: un futuro della cura capace di intrecciare etica, deontologia e pratica clinica quotidiana.

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