“L’incontro di ieri è stato un confronto anomalo. Ci è stato chiesto di esprimerci su una proposta che riguarda personale che, va chiarito, non è formalmente dipendente del sistema. Gli anestesisti e gli infermieri del 118 non sono obbligati contrattualmente: prestano servizio su base volontaria, spesso coprendo turni in aggiunta all’attività ospedaliera ordinaria”, commenta Renato Costa, responsabile sanità della CGIL Sicilia, a seguito del vertice svoltosi presso l’Assessorato regionale alla Salute sull’adeguamento delle tariffe orarie per il personale del 118.
“Ci chiediamo: che senso ha proporre 5 euro in più a chi svolge un compito così delicato, rischioso e qualificato? A maggior ragione in una Regione come la nostra, dove si continuano a pagare i gettonisti anche 1.200 euro a notte, spesso senza richiedere nemmeno una specializzazione coerente – ribadisce -. È inaccettabile che i nostri rianimatori debbano lavorare a condizioni tanto peggiori“.
Ma per la CGIL la questione non si limita al piano economico. Costa evidenzia che: “Durante l’incontro è emersa una criticità importante: incrociando i turni ospedalieri con quelli del 118, potrebbe accadere che alcuni professionisti violino la normativa europea che impone 11 ore di riposo obbligatorio tra un turno e l’altro. Un nodo su cui l’Assessorato non ha ancora fornito alcuna risposta. Chi garantisce che un anestesista, dopo una notte in elisoccorso, sia nelle condizioni psicofisiche ideali per operare in sala chirurgica? Se non ci sono abbastanza medici per coprire i turni, non si può piegare la legge. Va potenziato l’organico del 118, assumendo personale dedicato, come avviene in altre Regioni dove il servizio è strutturato in forma autonoma“.
Sulla proposta dell’aumento delle tariffe dell’assessorato, noi siamo coerenti. Non firmiamo nulla sotto i 100 euro l’ora. E’ il minimo riconosciuto a livello nazionale per le prestazioni aggiuntive, e anche il compenso previsto in Sicilia per lo smaltimento delle liste d’attesa. Stesso lavoro, stesso compenso. In tutta Italia un anestesista guadagna tra gli 80 e i 110 euro all’ora. Non c’è alcuna ragione per cui da noi debba valere meno”.
“Inoltre chiediamo che venga attivato il tavolo di contrattazione decentrata, previsto entro 60 giorni dalla firma del contratto e ormai in ritardo di un anno e sette mesi – aggiunge –. L’assessora Faraoni dice che prima non c’era. Ma ora ci sono sette mesi di silenzio. È tempo di passare dalle parole ai fatti”.
“La mobilitazione resta sul tavolo. Ma la vera priorità è il rispetto per il lavoro e per chi lo svolge. Siamo stanchi di soluzioni tampone. Serve una razionalizzazione del Sistema sanitario regionale, un nuovo modello organizzativo e un investimento reale sulle risorse umane. Basta con le nozze coi fichi secchi. Serve serietà. Continueremo a rivendicare un sistema fondato sulla dignità del lavoro, il rispetto delle regole e la sicurezza dei cittadini”, conclude.
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