La sanità ragusana prova a spostare sempre più il proprio baricentro fuori dall’ospedale, dentro una rete territoriale che punta a intercettare i bisogni prima che diventino emergenza. È la direttrice indicata dal Dm 77, il regolamento nazionale che ha definito modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale, entrato in vigore nel luglio 2022, e che oggi trova nella provincia di Ragusa una serie di applicazioni concrete: Case della Comunità, Ospedali di Comunità, rafforzamento dei consultori familiari, prevenzione itinerante, nuovi servizi riabilitativi e procedure di reclutamento del personale.
“Nell’ambito di quelle che sono le indicazioni del Dm 77, l’azienda sta cercando, al di là della comunità ospedaliera, di essere sempre più prossima al cittadino. La visione di prossimità si conclude proprio in questo”, spiega il direttore generale dell’Asp di Ragusa, Giuseppe Drago.
Dal PNRR al PNES
Il passaggio assume anche un valore culturale. La prossimità significa costruire percorsi accessibili, riconoscibili e capaci di avvicinare i servizi sanitari alla popolazione. Dentro questa prospettiva si inserisce il lavoro sui consultori familiari, chiamati a rafforzare il proprio ruolo nella prevenzione, nella tutela della salute femminile, nel sostegno alla maternità, nell’accompagnamento alla genitorialità e nell’educazione sanitaria.
“Oltre ad attivare gli Ospedali e Case della Comunità, si sta dando grande rilievo alla prevenzione attraverso le strutture territorialmente deputate, come i consultori familiari. Finalmente, dopo tanti anni, stiamo riuscendo ad attivare il secondo consultorio familiare di Vittoria, che rappresenta il secondo centro della provincia, proprio per essere sempre più vicini ai cittadini”, aggiunge Drago.
Il riferimento a Vittoria si aggiunge a un sistema consultoriale provinciale più ampio, articolato nei diversi distretti dell’Asp di Ragusa. Nel Comune risultano attivi due presidi, il Consultorio familiare Vittoria 1 e il Consultorio familiare Vittoria 2, entrambi in via Giurato. Accanto a questi, sono presenti anche le sedi di Ragusa 1, Ragusa 2, Chiaramonte Gulfi, Comiso, Modica 1, Modica 2, Scicli, Ispica/Pozzallo e Santa Croce Camerina.
Il rafforzamento dei consultori trova un ulteriore sostegno nella programmazione del Piano Nazionale Equità nella Salute. Il PNES assegna all’Asp risorse dedicate all’area “Il genere al centro della cura”. Gli interventi riguardano il sostegno nel post partum, la formazione multiculturale degli operatori, l’adeguamento strutturale dei consultori familiari e il loro potenziamento tecnologico.
Il PNES 2021-2027 rappresenta uno degli strumenti finanziari principali di questa strategia. Per l’Asp di Ragusa il piano degli interventi vale complessivamente 6.707.872 euro. Le risorse sono ripartite su tre aree: 2.294.656 euro per “Il genere al centro della cura”, 2.198.235 euro per “Prendersi cura della salute mentale” e 2.214.981 euro per la “Maggiore copertura degli screening oncologici”.
“Tutto questo si inquadra in uno schema generale di prevenzione, sostenuto anche dal PNES e dal PSN. Con il PNES stiamo acquistando due motorhome che saranno a breve matricolati, proprio per essere sempre più vicini ai cittadini, soprattutto nelle aree remote dove la cultura della prevenzione è più difficile. Andremo noi dal cittadino per invitarlo a fare prevenzione”, sottolinea il direttore generale.
La scelta dei motorhome risponde a una criticità nota. L’adesione agli screening non dipende soltanto dall’offerta sanitaria. Conta anche la possibilità concreta di raggiungere i cittadini nei luoghi in cui vivono, soprattutto nelle aree periferiche, nei piccoli centri e nei territori più distanti dai presidi. Nel piano PNES risultano 742.010 euro per l’acquisto di motorhome attrezzati e 200.200 euro per la selezione e acquisizione del personale che opererà sui mezzi. Il percorso si innesta su un modello già sperimentato dall’Asp con la campagna itinerante “Salute a bordo”. Nel bilancio diffuso il 21 gennaio 2026, l’azienda aveva registrato 731 mammografie eseguite. Dal 7 aprile 2026 l’iniziativa è ripartita con un nuovo ciclo nei comuni della provincia. Una scelta che conferma la volontà di portare gli screening oncologici fuori dai presidi tradizionali e più vicino alla popolazione.
Implementazione servizi
Accanto alla prevenzione oncologica, alla rete consultoriale e alla sanità itinerante, l’Asp di Ragusa lavora anche sui percorsi specialistici già avviati. L’obiettivo è trasformare i singoli ambulatori in sistemi di presa in carico più stabili e riconoscibili. È il caso del percorso dedicato al linfedema, attivo con un ambulatorio a Comiso e con professionisti formati per seguire una patologia cronica spesso sottovalutata.
Lo stesso vale per il servizio Fono-Neuro-Audio-Vestibolare, avviato all’ospedale “Regina Margherita” di Comiso e rivolto ai pazienti con disturbi della deglutizione, della voce e dell’equilibrio. Nel settembre 2025 l’Asp ha indicato il FNAV come servizio multidisciplinare inserito nell’Unità Operativa di Medicina Fisica e Riabilitativa. L’équipe coinvolge otorinolaringoiatra, fisiatra, neurologo, logopedista, audiologo, dietista, gastroenterologo, radiologo, anestesista e personale infermieristico. Nella stessa comunicazione aziendale era prevista anche una successiva estensione del servizio all’ospedale “Maggiore-Baglieri” di Modica.
“Abbiamo potenziato la rete del linfedema su tutta la provincia. E abbiamo intercettato un’altra fragilità importante, che è la disfagia. Il servizio Fono-Neuro-Audio-Vestibolare, invece, nasce proprio per il trattamento dei disturbi della deglutizione, della voce e dell’equilibrio. A questo percorso si collega anche la presa in carico dei pazienti disfagici più gravi, che possono avere bisogno di un supporto nutrizionale attraverso PEG“, spiega la direttrice sanitaria dell’Asp di Ragusa, Sara Lanza.
Il passaggio più delicato riguarda proprio la capacità di dare continuità a servizi che rispondono a bisogni complessi. Il linfedema non richiede soltanto una visita specialistica, ma un percorso riabilitativo, monitoraggio, educazione del paziente e presa in carico nel tempo. La disfagia, allo stesso modo, può compromettere nutrizione, idratazione e sicurezza della deglutizione, soprattutto nei pazienti anziani, neurologici, oncologici o reduci da traumi e interventi chirurgici. L’Asp ha descritto il percorso FNAV come basato su valutazione funzionale iniziale, progetto individuale, sedute mirate, monitoraggio costante e verifiche periodiche: elementi che consentono di superare una risposta episodica e di costruire un percorso più strutturato.
“Il valore di questi ambulatori non sta solo nell’apertura del servizio, ma nella possibilità di mettere insieme competenze diverse attorno al paziente. Sono fragilità che incidono molto sulla qualità della vita e che spesso arrivano tardi all’attenzione del sistema sanitario. L’obiettivo è intercettarle prima, seguirle meglio e dare una risposta omogenea sul territorio provinciale”, aggiunge Lanza.
Assunzioni e stabilizzazioni
Tra quanto previsto dal Dm 77 e le attività già messe in campo, come quelle appena citate, prende forma un modello territoriale che punta a rendere l’assistenza più vicina, accessibile e continuativa. Un modello che, però, può funzionare solo se accompagnato da personale sufficiente, stabile e formato.
Su questo versante si inserisce il lavoro amministrativo dell’azienda. Strutture territoriali, nuovi percorsi riabilitativi, consultori e prevenzione mobile richiedono personale sanitario, tecnico e amministrativo capace di sostenere l’aumento dell’offerta, garantire turni, continuità assistenziale, procedure, presa in carico, rendicontazione, acquisti e programmazione. Assunzioni e stabilizzazioni diventano così una parte essenziale della riorganizzazione.
“In un momento di forte carenza di risorse umane, l’Asp ha avviato una serie di procedure per il reclutamento di medici, personale sanitario e figure tecniche. Parallelamente abbiamo lavorato anche sulla stabilizzazione delle risorse che in questi anni l’azienda ha formato e valorizzato. Si tratta di un patrimonio professionale che non può essere disperso”, afferma il direttore amministrativo dell’Azienda Massimo Cicero.
Le procedure più recenti confermano una fase intensa di reclutamento. Il 28 aprile 2026 l’Asp di Ragusa ha annunciato un concorso per 28 dirigenti medici. Nella stessa comunicazione ha indicato che, in poche settimane, i posti banditi a tempo indeterminato erano arrivati a 84. Nei mesi precedenti l’azienda aveva già avviato altri percorsi di stabilizzazione e rafforzamento del personale. A gennaio 2025 era stato pubblicato un avviso per 70 infermieri e 42 operatori sociosanitari. Nell’aprile 2024 era stata comunicata una procedura per oltre 230 figure professionali, tra cui 120 infermieri. Dal primo maggio 2025, inoltre, sono entrati in servizio 31 operatori tecnici stabilizzati e 21 collaboratori interessati da progressione.
“Fra le figure reclutate o inserite nei percorsi aziendali ci sono medici, fisiatri, geriatri, fisioterapisti, infermieri e operatori necessari a coprire le carenze di organico e ad ampliare l’offerta sanitaria. Il lavoro sulle assunzioni e sulle stabilizzazioni serve proprio a rendere sostenibile l’applicazione del Dm 77 e l’attivazione dei servizi territoriali“, conclude Cicero.







