Marcello Caruso ha giurato in Sala d’Ercole, all’Assemblea Regionale Siciliana. Subentra ufficialmente a Daniela Faraoni alla guida dell’assessorato regionale della Salute.
Il presidente della Regione, Renato Schifani, aveva annunciato la nomina il 29 aprile, insieme a quelle di Nuccia Albano alla Famiglia e di Elisa Ingala alla Funzione pubblica.
La sua nomina ha acceso il dibattito dentro l’Aula e fuori dal Palazzo. A far discutere non è soltanto il peso politico dell’incarico, ma anche il profilo scelto per guidare uno degli assessorati più complessi della Regione. Figura di lungo corso nell’area di Forza Italia, Caruso arriva alla Salute con una solida esperienza politica e amministrativa, ma senza un percorso specifico nel settore sanitario. Un elemento che ha alimentato perplessità in una parte del mondo politico e professionale, chiamando il neo assessore a misurare il proprio metodo con una macchina tecnica complessa, segnata da criticità strutturali, scadenze ravvicinate e forti aspettative dei territori.
A margine del giuramento, il neo assessore ha rivendicato proprio il valore della sua esperienza, dichiarando che: “Chi assume un incarico del genere deve avere la consapevolezza di rispondere soprattutto ai cittadini, non alla politica. L’esperienza politica che ho maturato negli anni mi ha portato ad avere un rapporto diretto con le esigenze delle persone. La sanità va attenzionata non in funzione della politica e delle sue evoluzioni, ma nel rispetto delle esigenze basilari di una società civile come la nostra”.
I dossier bollenti
La sanità siciliana porta con sé partite complesse e urgenti. Liste d’attesa, rete ospedaliera, medicina territoriale, Pronto soccorso, personale, salute mentale, cardiochirurgia pediatrica, attuazione del Pnrr, rapporti con le aziende sanitarie, spesa farmaceutica e gestione delle strutture arrivano subito sulla scrivania del nuovo assessore. L’esperienza politica basterà per “amministrare” un assessorato così complesso?
Caruso lega il metodo di lavoro alla necessità di affrontare insieme le principali partite aperte.
“Questa sarà la visione con cui analizzerò i tanti dossier aperti, dal Pnrr, con case di comunità e ospedali di comunità, alle liste d’attesa, fino alla necessità di far funzionare le realtà ospedaliere, che rappresentano il primo bisogno avvertito dai cittadini.
C’è poi il tema della cardiochirurgia pediatrica, un argomento molto sentito perché riguarda famiglie che vivono momenti difficili. Abbiamo già aperto un’interlocuzione con il Bambino Gesù e con il San Donato per la cardiochirurgia di Palermo, dentro un percorso che dovrà portare la Regione Siciliana, nel tempo, ad assorbire autonomamente questi servizi essenziali, senza privare i giovani pazienti di un servizio così peculiare e importante.
Sulla medicina di prossimità, per quello che ho avuto modo di vedere, credo che siamo notevolmente avanti rispetto a quanto descritto. Ci sono dati che non risultano ancora inseriti nel registro e nei prossimi giorni verificherò lo stato di avanzamento insieme ai direttori generali.
Sulla spesa farmaceutica dovremo avviare un’interlocuzione con il Governo nazionale, ma una cosa appare chiara. Non possono pagare i cittadini, soprattutto coloro che vivono particolari patologie. Dovremo trovare una mediazione, senza far venire meno il diritto alla salute e la possibilità di fornire i farmaci necessari. La sanità determina la qualità della vita dei cittadini e a questo dobbiamo rispondere. Sarà un impegno che non verrà mai meno”.
Comunicazione, confronto e responsabilità
Centrale, nelle parole del nuovo assessore, anche il tema della comunicazione con chi lavora ogni giorno dentro il sistema sanitario. Caruso annuncia un rapporto costante con sindacati, ordini professionali e strutture dell’assessorato.
“Oltre il dialogo con le aziende sanitarie, il rapporto deve essere franco e quasi quotidiano, perché sindacati e ordini professionali rappresentano coloro che portano avanti i servizi di cui i cittadini hanno bisogno. Ci sarà grande disponibilità verso le organizzazioni sindacali e professionali, con cui intendo instaurare sin da subito un rapporto non soltanto di ascolto, ma di fattiva collaborazione. Credo che questo sia un interesse reciproco, ma anche un obbligo reciproco. Nei prossimi giorni, insieme alle strutture con cui dovrò collaborare, chiameremo i rappresentanti sindacali e professionali per costruire una visione comune e un confronto costruttivo”.
Il passaggio di consegne con Daniela Faraoni non si chiude con una semplice formula istituzionale. Caruso ha riconosciuto il lavoro della sua predecessora e ha aperto alla possibilità di un confronto diretto.
“Ringrazio Faraoni per la correttezza istituzionale e per l’abnegazione con cui ha portato avanti il proprio lavoro. Avrò modo di verificare quanto realizzato e le chiederò anche qualche consiglio sui percorsi già avviati e sugli obiettivi ancora da raggiungere”.
Il ragionamento si allarga poi alla tenuta politica della maggioranza, dopo una gestazione lunga del rimpasto. Caruso non entra nei singoli equilibri interni, ma invita le forze politiche a guardare al lavoro da portare a compimento e alle risposte da dare ai cittadini.
“Auspico che ci sia un grande senso di responsabilità da parte di tutte le forze politiche. Le fibrillazioni dentro una maggioranza sono normali, ma abbiamo il dovere di portare il lavoro a compimento e dare risposte ai cittadini. I parlamentari hanno ricevuto direttamente la fiducia degli elettori. Noi assessori abbiamo la responsabilità di interpretare i programmi e trasformarli in fatti concreti”.
Pianificazione strategica
Adesso l’attenzione si sposta sulla nomina del dirigente generale del Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica, snodo centrale dell’assessorato della Salute.
Secondo voci di Palazzo, tra i nomi in circolazione figurano Sabrina Pulvirenti, attuale commissaria straordinaria dell’Asp di Trapani, e Mario La Rocca, che conosce già bene la macchina dell’assessorato. In passato, infatti, ha guidato il Dipartimento regionale per la Pianificazione strategica. La sua esperienza, però, si è chiusa nel gennaio 2023, quando il governo regionale decise di interrompere l’incarico dopo un passaggio in giunta e un decreto del presidente Schifani. Pochi mesi dopo, nel maggio dello stesso anno, alla guida della Pianificazione strategica arrivò Salvatore Iacolino.
C’è poi chi aspetta il colpo di scena. Accanto ai due nomi principali, nelle ultime settimane sono circolati anche altri profili, tra cui Giuseppe Sgroi, Danilo Palazzolo, Massimiliano Maisano, Alessandro Mazzara ed Ercole Marchica.
Resta allora una domanda: la scelta del prossimo dirigente generale servirà a rafforzare davvero la macchina dell’assessorato o finirà per raccontare, ancora una volta, il peso degli equilibri politici sulla sanità siciliana?








