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Pf4: nel sangue l’elisir per ringiovanire e potenziare il cervello

venerdì 18 Agosto - 2023 | di Giorgia Görner Enrile | Categorie: News ed eventi, Studio medico

Da 70enni tornare lucidi e scattanti come a 30-40 anni prima? Un sogno che potrebbe presto realizzarsi.

La chiave è nel sangue che ha dentro di se questo ‘elisir’, la proteina Pf4, che spiegherebbe perché sia l’esercizio fisico, sia l’ormone della longevità ‘klotho’, che una trasfusione di sangue ‘giovane’ siano in grado di portare un miglioramento cognitivo.

Ad accendere i riflettori su questo prodotto delle piastrine sono due gruppi di ricercatori Usa (entrambi Ucsf, University of California San Francisco) e uno australiano (University of Queensland).

Nello specifico Saul Villeda ha guidato lo studio sul sangue giovane. Dena Dubal, professoressa Ucsf, ha guidato lo studio su Klotho, e Tara Walker, docente di neuroscienze all’Università del Queensland ha guidato lo studio sull’esercizio fisico.

L’Pf4

Le piastrine sono un tipo di cellula del sangue che allerta il sistema immunitario in presenza di una ferita e aiuta a coagulare il sangue. Ora si scopre che il fattore piastrinico 4 (Pf4) è anche un potenziatore cognitivo.

Difatti, la sperimentazione su topi ha dimostrato che influenza quelli anziani con un recuperano dell’acume della mezza età, mentre quelli giovani diventano più intelligenti.

“Sembra che il sangue giovane, la proteina “klotho e l’esercizio fisico possano in qualche modo dire al cervello: migliora la tua funzione. Con Pf4, stiamo iniziando a comprendere il vocabolario alla base di questo ringiovanimento”. A dichiararlo è Saul Villeda dell’Ucsf Bakar Aging Research Institute, autore senior del documento su Nature.

I team e le loro scoperte

Il team di Villeda, nel 2014, aveva scoperto che il plasma sanguigno di giovani iniettato in animali anziani aveva un effetto riparatore. Quando il suo team ha confrontato il plasma giovane con quello vecchio, ha scoperto che conteneva molto più Pf4. Allo stesso modo, un’iniezione di solo Pf4 in animali anziani risultava rigenerante quanto il plasma giovane: i roditori trattati ottenevano risultati migliori in una serie di compiti di memoria e apprendimento.

Pf4 fa sembrare il sistema immunitario più giovane, diminuendo tutti i fattori pro-invecchiamento, portando a un cervello con meno infiammazione, più plasticità e infine più cognizione – spiega Villeda -. Stiamo esaminando topi di 22 mesi, equivalenti a un essere umano di 70 anni, e Pf4 li riporta a funzionare come se fossero alla fine dei 30 anni, o ai primi dei 40“.

L’esperta Dubal dimostrò che la proteina Klotho migliora la cognizione negli animali giovani e anziani e rende il cervello più resistente alla degenerazione legata all’età.  Però, era conscia del fatto che questi effetti potessero essere indiretti perché le molecole di Klotho, iniettate, non raggiungevano mai il cervello.

Di seguito, col suo team, Dubal ha scoperto che una connessione era Pf4, rilasciato dalle piastrine dopo l’iniezione. Il Pf4 ha avuto un effetto importante sull’ippocampo, regione del cervello responsabile della creazione dei ricordi, dove ha potenziato la formazione di nuove connessioni neurali. Ha anche dato agli animali vecchi e giovani una spinta cerebrale nei test comportamentali, suggerendo che “c’è spazio per andare a migliorare la funzione cognitiva anche nei cervelli giovani”.  

Walker e il suo laboratorio hanno, invece, scoperto che le piastrine rilasciavano Pf4 nel flusso sanguigno dopo l’attività fisica. Testando l’impatto di questo fattore da solo, anche il team australiano ha osservato un miglioramento cognitivo negli animali anziani.

Per molte persone con patologie, problemi di mobilità o di età avanzata, l’esercizio non è possibile, quindi l’intervento farmacologico è un’importante area di ricerca – dice lo scienziato -. Ora possiamo mirare alle piastrine per promuovere la neurogenesi, migliorare la cognizione e contrastare il declino legato all’età”.

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