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“Non funzionano”: gli USA scaricano i vaccini mRNA

giovedì 7 Agosto - 2025 | di Anna Boccia | Categorie: Salute

“Non proteggono efficacemente contro le infezioni delle vie respiratorie superiori come Covid e influenza”. A dichiararlo è il segretario alla Salute degli Stati Uniti, Robert F. Kennedy Jr., annunciando un cambio radicale nella strategia vaccinale federale.

Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) ha comunicato l’avvio della dismissione progressiva di numerosi progetti di ricerca e sviluppo su vaccini a mRNA, finora gestiti dalla Biomedical Advanced Research and Development Authority (BARDA), l’agenzia federale responsabile per le innovazioni biofarmaceutiche.

Secondo quanto riferito, la decisione è maturata dopo una revisione interna avviata nei mesi scorsi, con l’obiettivo di valutare l’efficacia reale degli investimenti in tecnologie genetiche post-emergenza Covid. L’esito, spiegano dal Dipartimento, ha portato a un giudizio netto: “I vaccini a mRNA non rispondono adeguatamente agli standard richiesti per contrastare efficacemente virus respiratori soggetti a continua mutazione, come SARS-CoV-2 e il virus influenzale”.

“Abbiamo esaminato la letteratura scientifica, ascoltato esperti indipendenti e agito di conseguenza – ha affermato Kennedy –. I dati mostrano limiti strutturali dell’mRNA nel prevenire le infezioni respiratorie superiori. Per questo stiamo interrompendo 22 programmi e riallocando i fondi verso piattaforme più sicure e affidabili”.

Il piano, nel dettaglio, prevede:

  • la cessazione dei contratti con Emory University e Tiba Biotech;

  • la riduzione delle attività mRNA all’interno di progetti già in essere con Luminary Labs, ModeX e Seqirus;

  • la cancellazione o la mancata attivazione di bandi assegnati a Pfizer, Sanofi Pasteur, CSL Seqirus, Gritstone e altri soggetti, nei programmi Rapid Response Partnership Vehicle (RRPV) e VITAL Hub;

  • la ristrutturazione di partnership con il Dipartimento della Difesa e altri enti militari, che coinvolgono progetti con AAHI, AstraZeneca, HDT Bio e il consorzio Moderna/UTMB.

Alcuni contratti in fase già avanzata, come quelli con Arcturus e Amplitude, saranno invece portati a conclusione, in modo da non disperdere i finanziamenti pubblici già stanziati. Tuttavia, non verranno avviati nuovi progetti a mRNA.

Il governo federale ha inoltre chiesto alla Global Health Investment Corporation (GHIC), che gestisce BARDA Ventures, di interrompere qualsiasi investimento azionario legato a tecnologie mRNA. L’intero ridimensionamento interessa un pacchetto di 22 iniziative, per un valore complessivo vicino ai 500 milioni di dollari.

La tecnologia mRNA non sarà completamente abbandonata: continuerà a essere utilizzata in altri settori della ricerca pubblica e privata, ma non sarà più al centro delle strategie vaccinali di emergenza.

“Voglio che il messaggio sia chiaro – ha concluso Kennedy –. Siamo a favore di vaccini sicuri, trasparenti ed efficaci. Ed è proprio per questo che scegliamo di andare oltre l’mRNA, investendo in piattaforme con una documentazione clinica più solida, adatte a rispondere all’evoluzione virale e alle esigenze di salute pubblica”.

Il nuovo orientamento porterà BARDA a concentrare gli sforzi su tecnologie considerate più affidabili, come i vaccini a virus inattivato o a proteine ricombinanti, già utilizzati con successo in diversi Paesi. L’obiettivo, spiegano da Washington, è costruire un portafoglio vaccinale più diversificato, capace di garantire protezione reale, trasparenza e sostenibilità anche in vista di future emergenze sanitarie.

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