Nel 2024 gli italiani hanno pagato di tasca propria oltre dieci miliardi di euro per curarsi, soprattutto acquistando farmaci da banco o di marca. Tra il 2022 e il 2024, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha autorizzato quarantasei nuovi farmaci innovativi, molti dei quali destinati a malattie rare o a cure di ultima generazione.
La spesa farmaceutica complessiva ha raggiunto 37,2 miliardi di euro, in crescita del 2,8% rispetto all’anno precedente. La gran parte di questa cifra, pari al 72%, è sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale, mentre il restante 28% deriva dagli acquisti privati. In valori assoluti la spesa pubblica ammonta a 26,8 miliardi di euro e quella privata a 10,2 miliardi, in diminuzione del 4,6%.
Il consumo medio di farmaci si attesta a 1.136 dosi giornaliere ogni mille abitanti, con un prezzo medio per dose di 0,9 euro. I farmaci equivalenti rappresentano il 23,5o della spesa e il 31,6% dei consumi, mentre i biosimilari hanno superato il 72% nella loro categoria, continuando a crescere di anno in anno.
L’uso di antibiotici resta elevato, con 16,9 dosi ogni mille abitanti, e quasi quattro italiani su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione nel corso dell’anno. Si registra inoltre un aumento del 4% nei consumi di psicofarmaci, che riguarda in particolare adolescenti e donne. L’aderenza alle terapie croniche rimane bassa: poco più della metà dei pazienti segue correttamente i trattamenti cardiovascolari e solo quattro su dieci rispettano le cure per il diabete.
Questa è la fotografia tracciata dall’Agenzia Italiana del Farmaco, che descrive un Paese che spende di più, consuma di più e si affida sempre di più alla scienza.
In Sicilia
L’Isola si conferma una delle regioni italiane con i livelli più alti di consumo e di spesa farmaceutica. Nel 2024 la Regione ha raggiunto 2,7 miliardi di euro di spesa complessiva, con un incremento dell’1,3% rispetto all’anno precedente.
La spesa territoriale pro capite è di 144 euro, ben al di sopra della media nazionale (121,8), mentre quella ospedaliera si ferma a 98 euro, contro i 113 euro medi italiani.
L’incidenza complessiva della spesa farmaceutica sul PIL regionale tocca l’1,95%, quasi il doppio del Nord Italia. Sul piano dei consumi, i siciliani assumono 1.177 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, a fronte delle 1.136 registrate a livello nazionale.
Farmaci innovativi
La Sicilia continua a investire nei farmaci innovativi. Nel 2024 la spesa per medicinali oncologici e non oncologici di nuova generazione è stata di 134 milioni di euro, pari al 5% della spesa ospedaliera pubblica, con un incremento dell’8,2% sul 2023.
Si tratta di una voce in crescita, trainata dai farmaci per malattie rare, patologie neurologiche e oncologiche. A livello nazionale, la quota di spesa dedicata ai farmaci innovativi rappresenta invece il 15% del totale ospedaliero, ma risulta in lieve calo per la scadenza di alcuni brevetti.
La Regione ha inoltre ottenuto 4,5 milioni di euro di rimborsi dai cosiddetti Managed Entry Agreements, accordi con le aziende farmaceutiche che prevedono la restituzione di parte dei costi in caso di mancata efficacia delle terapie.
Equivalenti e biosimilari
Nonostante le campagne di sensibilizzazione, in Sicilia il ricorso ai farmaci equivalenti resta limitato. Nel 2024 essi rappresentano appena il 21% della spesa convenzionata, contro una media nazionale del 31,6%.
È un dato che conferma la persistente preferenza dei cittadini per i farmaci di marca, soprattutto nelle province più piccole. La situazione è molto diversa al Nord, dove regioni come la Lombardia o Trento superano il 44% di utilizzo.
In controtendenza, l’Isola si distingue invece per la diffusione dei biosimilari, che coprono il 73,4% dei consumi complessivi dei biologici, superando la media italiana del 72,2%.
Le aree metropolitane di Palermo e Catania sono le più attive, soprattutto per i trattamenti oncologici e reumatologici, dove il passaggio ai biosimilari ha garantito risparmi consistenti senza compromettere l’efficacia delle cure.
Antibiotici
Nello stesso anno, la Sicilia ha registrato 22,8 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, contro le 16,9 della media nazionale, confermando le criticità già note. In pratica, quasi una persona su due ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotico nel corso dell’anno (46% della popolazione, contro il 39% in Italia).
Le molecole più usate restano l’amoxicillina con acido clavulanico, l’azitromicina e la claritromicina, mentre la spesa media per utilizzatore si attesta a 3,62 euro, superiore alla media nazionale di 3,13.
Il calo del 5,1% rispetto al 2023 è un segnale positivo, ma insufficiente a colmare il divario con il resto del Paese. Le differenze territoriali continuano a essere marcate: nelle province occidentali i consumi restano più alti, anche per la maggiore prevalenza di prescrizioni pediatriche.
Il Rapporto OsMed richiama la necessità di potenziare i programmi di Antimicrobial Stewardship, con l’obiettivo di promuovere un uso più razionale degli antibiotici e contenere il fenomeno dell’antibiotico-resistenza.
Psicofarmaci
Anche sul fronte degli psicofarmaci, la Sicilia si colloca tra le regioni con i livelli più alti d’Italia. Nel 2024 l’aumento dei consumi è stato del 4,1%, in linea con la tendenza nazionale, ma con valori assoluti più elevati. L’Isola registra 43,8 dosi giornaliere per 1.000 abitanti di antidepressivi, contro le 36,2 del Nord.
La spesa pro capite per i farmaci del sistema nervoso centrale raggiunge 39,7 euro, rispetto ai 37,2 euro della media nazionale.
L’incremento riguarda soprattutto le terapie a lungo termine e i trattamenti prescritti dai medici di medicina generale. I dati AIFA indicano che la Sicilia, insieme a Campania e Puglia, presenta la più alta prevalenza di uso di antidepressivi in Italia, con un picco nelle fasce di età tra i 45 e i 65 anni.
Aderenza terapeutica e appropriatezza delle cure
La capacità di seguire correttamente i trattamenti cronici resta una delle sfide più difficili. In Sicilia, l’aderenza ai farmaci antipertensivi raggiunge il 57,4%, leggermente sopra la media nazionale (55%), mentre quella ai farmaci antidiabetici si ferma al 41,2%, in linea con l’Italia.
I risultati peggiori riguardano le malattie respiratorie croniche, con un’aderenza del 28,5%, inferiore al dato medio nazionale (30,1%).
Per i farmaci antidepressivi, invece, la Sicilia mostra un miglioramento, passando dal 44,8% del 2023 al 46% nel 2024.
Le province di Palermo e Messina presentano i valori di aderenza più elevati, mentre restano più bassi nelle aree interne e nelle province meridionali.
Spesa e distribuzione
Nel 2024 la spesa lorda convenzionata nell’Isola è cresciuta dello 0,7%, mentre il costo medio per dose è di 1,1 euro, superiore di due decimi alla media nazionale.
La spesa pro capite complessiva, tra farmaci territoriali e ospedalieri, raggiunge 242 euro, contro i 234 euro della media italiana.
La distribuzione segue il modello stabilito dal Decreto Assessoriale n. 221 del 2021, che affida all’ASP di Palermo il coordinamento regionale e coinvolge 19 distributori intermedi per lo stoccaggio e la consegna alle farmacie.
Il sistema, pur centralizzato, evidenzia ancora differenze significative tra province, soprattutto nei tempi di approvvigionamento e nella gestione della distribuzione per conto.









