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Reparti psichiatrici senza protezione, Anaao: “Non è un privilegio, è un diritto”

lunedì 14 Luglio - 2025 | di Redazione | Categorie: News ed eventi

Anaao Assomed lancia l’allarme dopo l’ennesimo episodio di violenza nei confronti del personale sanitario. Il fatto è avvenuto il 10 luglio all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale Amedeo di Savoia di Torino, dove una dottoressa di guardia è stata minacciata da un paziente in grave stato di agitazione psicomotoria.

Secondo quanto denunciato dal sindacato, al momento dell’intervento richiesto dalla vigilanza interna, le forze dell’ordine si sarebbero rifiutate di entrare nel reparto, sostenendo che: “I pazienti ricoverati in SPDC, in quanto affetti da disagio psichico, anche se aggressivi, devono essere gestiti dal personale sanitario”.

Solo grazie all’intervento terapeutico degli operatori il paziente si è calmato, evitando il peggio. “Per questa volta non c’è scappato né il morto né il ferito. Aspettiamo la prossima?”, commenta con amarezza Anaao.

La lettera inviata al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e al Capo della Polizia Vittorio Pisani denuncia un abbandono istituzionale e sottolinea come il personale sanitario sia ormai costretto ad assumere un ruolo che spetterebbe alle forze dell’ordine, senza tutele né garanzie. “Se una dottoressa o un infermiere si trovano in pericolo reale e concreto, chi li protegge?”, si chiede il sindacato.

Il documento, firmato da Chiara Rivetti, segretaria regionale Anaao Assomed Piemonte, e Pierino Di Silverio, segretario nazionale, evidenzia l’evoluzione del profilo dei pazienti ricoverati nei reparti psichiatrici: sempre più frequentemente si tratta di persone in attesa di REMS, o di soggetti in crisi d’astinenza, con comportamenti aggressivi e imprevedibili.

In nessun altro contesto lavorativo i professionisti sarebbero lasciati soli a fronteggiare individui potenzialmente pericolosi, con : “Il solo ausilio della parola e dei farmaci”.

“Non possiamo trasformare i reparti psichiatrici in gabbie chiuse, dove operatori e pazienti sono lasciati a sé stessi, senza tutela, senza garanzie, senza sicurezza – ribadisce Anaao -. Non bastano più tavoli tecnici o promesse protocollari. Siamo al limite. Nessuno vorrà più lavorare in psichiatria se la percezione sarà quella dell’abbandono”.

Il sindacato ricorda che episodi simili si verificano da anni in diverse regioni, riportando un ampio ventaglio di aggressioni a medici e operatori sanitari.

La richiesta è chiara e urgente: un intervento formale del Ministero dell’Interno e della Polizia affinché: “Le Forze dell’Ordine siano formalmente tenute a intervenire anche nei reparti psichiatrici, quando vi siano condizioni di pericolo per l’incolumità del personale o degli altri pazienti”.

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