La cardiochirurgia pediatrica di Taormina torna ancora una volta al centro di una partita sanitaria, politica e istituzionale che riguarda prima di tutto i bambini e le loro famiglie.
La Regione siciliana prova a rassicurare famiglie, operatori e istituzioni dopo la decisione dell’ospedale Bambino Gesù di Roma di non rinnovare la convenzione con il centro dell’ospedale San Vincenzo, in scadenza il prossimo 30 giugno.
Il presidente della Regione Renato Schifani, insieme al nuovo assessore regionale alla Salute Marcello Caruso, segue il dossier con attenzione e punta a mantenere il confronto aperto con tutti i soggetti coinvolti, con un obiettivo dichiarato: “garantire la continuità assistenziale, tutelare i livelli di cura e preservare gli standard sanitari raggiunti nel tempo”.
Il fatto
La notizia del mancato rinnovo della convenzione con il Bambino Gesù ha riacceso ieri il confronto sul futuro della cardiochirurgia pediatrica siciliana. Il Comitato dei genitori del centro di Taormina ha espresso paura, rabbia e preoccupazione per l’uscita dell’ospedale romano e ha annunciato iniziative di protesta per ottenere garanzie concrete sulla prosecuzione delle attività. Sul piano politico, Movimento 5 Stelle e Italia Viva hanno contestato le scelte della Regione e hanno chiesto chiarimenti sul nuovo assetto della rete, mentre l’opposizione sollecita una convocazione urgente dell’assessore Marcello Caruso in commissione Salute all’Ars.
Il centro di Taormina, attivo dal 2010 con il supporto specialistico del Bambino Gesù, entra ora in una fase di riorganizzazione che coinvolge il Policlinico di Catania e guarda a una gestione regionale più stabile, con l’inserimento di specialisti e un percorso di transizione capace di garantire continuità agli interventi, alle urgenze e ai controlli post-operatori. Resta aperto anche il confronto con il ministero della Salute per la deroga necessaria a mantenere operative due cardiochirurgie pediatriche nell’Isola, una a Taormina e una a Palermo, dentro una rete che dovrà tenere insieme fabbisogno sanitario, sostenibilità organizzativa e diritto dei bambini siciliani a ricevere cure specialistiche senza viaggi fuori regione.
La linea
Per Caruso il caso Taormina arriva subito sul tavolo della Salute e trasforma le rassicurazioni della Regione in una verifica politica concreta. Dopo giorni di tensione tra genitori, opposizioni e governo, il nuovo assessore dovrà mettere in fila gli atti necessari, indicare una regia unica del percorso e chiarire entro quali tempi la nuova organizzazione prenderà forma.
Intanto è stato fatto il primo passaggio operativo, incontrando il direttore generale dell’Asp di Messina Giuseppe Cuccì e il direttore generale del Policlinico “Rodolico-San Marco” di Catania Giorgio Giulio Santonocito. Il confronto è servito per definire il quadro della gestione del centro e a preparare il percorso che dovrà accompagnare Taormina oltre l’attuale convenzione.
Caruso intanto rivendica la disponibilità incassata dall’ospedale romano: “Nelle ultime ore ci siamo confrontati con il Bambino Gesù di Roma e nei prossimi giorni ci incontreremo perché abbiamo ottenuto la disponibilità dell’azienda romana a garantire l’operatività del centro anche oltre la scadenza della convenzione e fin quando non si potrà procedere autonomamente mantenendo gli standard d’eccellenza finora prestati”.
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