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Ospedale di Taormina, Cimo: “A rischio i reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia pediatrica”

giovedì 16 Marzo - 2023 | di Anna Boccia | Categorie: News ed eventi

Non più previste in Pianta Organica dell’ASP Messina le strutture d’eccellenza attive nel Presidio ospedaliero San Vincenzo di Taormina in convenzione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma”. A lanciare il grido d’allarme è il segretario regionale della Cimo Sicilia Giuseppe Bonsignore.

“Con il parere favorevole delle Giunta Regione Siciliana alla rideterminazione della Dotazione Organica e del Piano Triennale dei Fabbisogni del Personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, adottato con Delibera n. 116 dello scorso 3 marzo – evidenzia Bonsignore – potrebbe ufficialmente interrompersi l’attività dei reparti di Cardiologia e Cardiochirurgia attivi dal 2001 nell’ambito del Centro Pediatrico istituito presso il Presidio ospedaliero S. Vincenzo di Taormina”. 

Bonsignore si chiede “quali prospettive quindi possono prevedersi per la cura di migliaia di piccoli pazienti? Rivolgersi a strutture private o ritornare ad affrontare viaggi della speranza? Quali impegni potranno prendere in tal senso i candidati a sindaco del Comune di Taormina che verrebbe “scippata” di un presidio di eccellenza”?

“Fonti interne e sindacali – aggiunge il sindacalista dei medici ospedalieri– segnalano gravi carenze nella gestione della rimodulazione, priva di adeguati correttivi in ordine alla continuità assistenziale. Allo stato, invero, le prestazioni sanitarie risultano, in assenza di comunicazioni e disposizioni da parte dell’ASP né della Direzione di Presidio, impropriamente rese da personale medico ed infermieristico inquadrato dal 2001 in reparti – cardiologia pediatrica e cardiochirurgia pediatrica – oggi non più previsti, con evidenti riflessi in merito alle coperture assicurative di legge ed alla puntuale individuazione dei soggetti responsabili per le attività svolte in un settore ufficialmente non più riconosciuto dall’Azienda”.

“Possibile causa della mancata previsione organica sarebbe, secondo indiscrezioni, da imputare al mancato finanziamento dell’attività, che se per tutti questi anni è stata economicamente inserita nel tetto di spesa del personale dell’ASP, inspiegabilmente sembra oggi non trovare più adeguata copertura, potendosi lecitamente ipotizzare il dirottamento dei fondi verso altri settori dell’Azienda. Ragione per la quale è prevedibile a breve uno stato di agitazione del personale interessato che porterebbe all’interruzione delle attività del Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo proprio a causa della soppressione dei due reparti, gestiti da personale specificamente formato ed operante si dal 2001 nel delicato settore della cardiochirurgia pediatrica. Riferimento che la volontà politica intende da tempo realizzare a Palermo  sottolinea Bonsignore  transitando oggi da una modifica dell’assetto organico regionale di settore, che, ancor prima di assicurare, non solo la funzionalità ma l’esistenza stessa di strutture nel capoluogo idonee ad assolvere l’importante missione in abito cardiochirurgico pediatrico – allo stato non risultano realizzati neppure i locali – provocherebbe in tal modo la dismissione di un polo d’eccellenza, quale il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo, capace di assicurare il dovuto livello assistenziale in un settore di altissima specializzazione, riconosciuto e premiato in ambito internazionale (da ultimo quale Centro di Eccellenza Europea per l’utilizzo di supporti extracorporei come metodica salvavita)”.

“Tutto ciò – conclude Bonsignore – nonostante le ampie rassicurazioni che la competente commissione legislativa dell’ARS ha nel tempo profuso – da ultimo in occasione della seduta della Commissione del 10 gennaio u.s. – ai sindaci del distretto ed ai rappresentanti di categoria a vari titolo interessati, prospettando addirittura una prosecuzione del rapporto con la struttura romana per ulteriori quattro anni”.

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